Martina Berta, vittoria epica in Coppa del Mondo a La Thuile: l’Italia torna sul tetto dopo 13 anni

Sul tracciato polveroso valdostano Martina Berta firma l’impresa davanti al suo pubblico: batte Blunk e Stigger dopo un finale da brividi e riporta l’Italia alla vittoria come non accadeva dal 2013

La Thuile (AO) – Giornata da ricordare, di quelle che restano. Sulla pista valdostana, nella quinta prova delle WHOOP UCI Mountain Bike World Series, Martina Berta firma una vittoria epica e riporta l’Italia sul gradino più alto del podio dopo oltre dieci anni. L’ultima a riuscirci era stata Eva Lechner ad Albstadt nel 2013. Oggi, sotto il sole e in mezzo a una nuvola di polvere, l'aostana d'adozione ha scritto una pagina nuova.

 

 

Un tracciato vero: duro, tecnico e senza respiro

Il percorso di La Thuile era di quelli che non fanno sconti: salite lunghe e polverose, tornanti stretti, discese lente e tecniche con radici, rock garden, tronchi, salti e passerelle in legnoUn giro completo, da vera mountain bike, dove non esistono momenti di pausa. Lo aveva detto lei stessa alla vigilia: «Percorso da vera mountain bike, molto duro in salita, però anche molto tecnico in discesa. Non lascia respiro.» E così è stato. Un tracciato dove o trovi il ritmo… oppure salti.

 

 

Gara perfetta: Berta prende il comando e non lo molla più

La gara si accende subito su ritmi altissimi, con Blöchlinger che prova a fare selezione già nel primo giro. Ma dietro le big non stanno a guardare e Martina Berta resta coperta, sempre nelle prime posizioni, senza sprecare energie.

 

È già nel secondo giro che la situazione cambia: il gruppo si sgrana e la campionessa italiana si porta stabilmente davanti, iniziando a prendere in mano la corsa. Al passaggio successivo il colpo: Berta passa al comando e alza il ritmo, facendo subito la differenza su un tracciato dove trovare il flow era tutt’altro che semplice.

 

 

Dal terzo giro in poi impone il suo passo. Dietro si forma il gruppetto delle inseguitrici con Blunk, Stigger e Rissveds, ma nessuna riesce davvero a rientrare. La gara resta tirata, sempre sul filo, ma Martina continua a guidare senza errori. Giro dopo giro il vantaggio cresce e si stabilizza. A due tornate dalla fine è ancora lì davanti, mentre dietro si accende la bagarre per il podio.


Al suono della campana il margine è minimo ma decisivo: circa 14 secondi su Blunk. Non abbastanza per gestire in scioltezza, ma sufficienti per giocarsi tutto nell’ultimo giro con lucidità.

Da lì in poi è una questione di testa. 

 

 

Ultimo giro: testa, cuore e sangue freddo

Nel giro finale è successo tutto. All’inizio della salita Berta ha aperto il gas. Un allungo deciso, senza esagerare ma con lucidità. Il pubblico spingeva, il sole picchiava, la polvere si alzava ad ogni pedalata. Sopra di lei il drone: segno che era lì davanti, al comando.


Dai box era arrivata l’informazione chiave: Blunk è a 14 secondi. Non è finita. Non lo sarà fino all’ultimo metro. Dentro la testa passano mille pensieri: il sogno della prima vittoria, la pressione, il rischio di buttare tutto con un errore. Ma Martina resta lucida.


Linea pulita sulle passerelle, controllo nei rock garden, niente rischi inutili. Spinge dove serve, gestisce dove conta. Perché in quel momento non vincono solo i watt. Vince chi non sbaglia.

 

 

 

Vittoria storica: torna a vincere l’Italia

E alla fine il traguardo arriva. Martina Berta alza le braccia al cielo: è la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Una vittoria che vale doppio, perché arriva in casa e interrompe un digiuno lunghissimo per l’Italia.

 


«Ho sognato questo giorno per tanto tempo, oggi il sogno si è trasformato in realtà. Quando ho visto che La Thuile era in calendario ho detto al mio coach e a mio fratello: voglio vincere questa gara. Era un sogno… ma vincere è un’altra cosa. Savilia mi stava tornando sotto, ma avevo un tifo pazzesco e non potevo deluderli. Mi sono detta: oggi è il mio giorno.»

 

 

 

Una gara corsa con intelligenza, tecnica e carattere. Martina Berta ha fatto check-in sul gradino più alto del podioE questa volta non è solo una vittoria. È storia.

 

 

Alle sue spalle Savilia Blunk taglia il traguardo a 12 secondi, mentre Laura Stigger completa il podio con una gap di 55 secondi.

 

 

 

Le italiane: giornata storica, ma anche tanta battaglia

Dietro alla straordinaria vittoria di Martina Berta, le altre italiane hanno vissuto una gara dura, segnata da un percorso esigente e dalle condizioni difficili tra caldo e polvere. Chiude in 21ª posizione Giada Specia, seguita da Sara Cortinovis 22ª, entrambe capaci di portare a termine una prova importante su un tracciato tutt’altro che semplice.

 

 

Più indietro Nicole Pesse, 36ª a un giro, e Lucia Bramati, 42ª a due giri, in una gara che ha fatto selezione fin dalle prime tornate. Sfortunata invece Chiara Teocchi, costretta al ritiro dopo una caduta che ha messo fine in anticipo alla sua gara.

 

 

Classifica XCO Donne Elite

1. BERTA Martina | ORIGINE RACING DIVISION | 1:31:04

2. BLUNK Savilia | DECATHLON FORD RACING TEAM | 1:31:16 (+0:12)

3. STIGGER Laura | SPECIALIZED FACTORY RACING | 1:31:59 (+0:55)

4. RISSVEDS Jenny | CANYON XC RACING | 1:32:38 (+1:34)

5. BLÖCHLINGER Ronja | LIV FACTORY RACING | 1:33:09 (+2:05)

6. FREI Sina | SPECIALIZED FACTORY RACING | 1:33:55 (+2:51)

7. RICHARDS Evie | TREK - UNBROKEN XC | 1:34:20 (+3:16)

8. KELLER Alessandra | THÖMUS MAXON | 1:34:49 (+3:45)

9. KOLLER Nicole | LAPIERRE PXR RACING | 1:35:11 (+4:07)

10. NEFF Jolanda | CANNONDALE FACTORY RACING | 1:35:23 (+4:19)

 

21. SPECIA Giada | KTM FACTORY MTB TEAM | ITA | 1:39:57

22. CORTINOVIS Sara | UNNO FACTORY RACING | ITA | 1:40:30

36. PESSE Nicole | ITA | CS CARABINIERI - CICLI OLYMPIA | -1 LAP

42. BRAMATI Lucia | ITA | TRINX FACTORY | -2 LAP

 

DNF TEOCCHI Chiara | ITA | BH COLOMA

 

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