Storico podio nel gravel per Metallurgica Veneta Professional Team alla GT3 Lavaredo
Eskil Evensen-Lie conquista il bronzo nella tappa italiana delle UCI Gravel World Series. Taffarel quinto al debutto nel gravel. Candeago, protagonista fino al malore, chiude con amarezza ma guarda avanti. Il team cancella la sfortuna e rilancia le ambizioni internazionali.
Un weekend che resterà nella storia di Metallurgica Veneta Professional Team. Sull'anello delle Tre Cime di Lavaredo, in occasione della GT3 Lavaredo UCI Gravel World Series, il team ha centrato il suo primo podio assoluto nel massimo circuito mondiale del gravel, grazie a una prova maiuscola di Eskil Evensen-Lie.
Il norvegese, già settimo all'esordio stagionale alla The Traka, ha alzato ulteriormente l'asticella, chiudendo in terza posizione una delle gare più dure e suggestive del calendario iridato. Una prestazione di forza e intelligenza tattica, che conferma il buon posizionamento del team anche in questa specialità.
Alle spalle del compagno di squadra, un altro risultato di grande rilievo: Nicola Taffarel, al suo esordio assoluto nel mondo del gravel, ha firmato un quinto posto che profuma di impresa. Dopo la fatica della Hero Sudtirol Dolomites, il corridore di Vittorio Veneto ha interpretato la gara con pazienza e determinazione, rimontando posizione su posizione fino a piazzarsi tra i migliori.
Il weekend, però, porta con sé anche il rammarico per Andrea Candeago, autore di una gara da protagonista per oltre due terzi del percorso. Sempre nel gruppo dei migliori e sino al cinquantesimo chilometro in lotta per le posizioni di vertice, proprio quando sembrava poter rientrare in zona podio, è stato tradito da un improvviso mal di stomaco che lo ha costretto a chiudere in 53ª posizione, ben lontano dalle sue reali potenzialità.
"Non so se essere più contento per come stavo andando fino a due terzi di gara o amareggiato per il finale" - ha dichiarato Candeago - "Avevo una bella gamba, frutto di settimane di lavoro, e ho tenuto il passo dei primi finchè ho dovuto alzare bandiera bianca e ho finito la gara solo per arrivare, ma guardiamo già avanti."
Un fine settimana, dunque, che restituisce morale e fiducia a tutto l'ambiente, dopo una serie di episodi sfortunati che avevano finora frenato il team, impedendogli di raccogliere i frutti del proprio valore.
La gara
La GT3 Lavaredo, unica tappa italiana valida per la qualificazione ai Campionati Europei di Houffalize (Belgio) e ai Mondiali di Nannup (Australia), ha visto ai nastri di partenza 650 atleti da 28 nazioni. Il percorso Long, di 133 Km e 3.170 metri di dislivello, ha messo a dura prova i partecipanti con un profilo esigente ma mai estremo: un anello attorno alle Tre Cime, tra Veneto e Alto Adige.
Dopo la partenza da Auronzo di Cadore, la prima asperità di Danta di Cadore ha subito selezionato il gruppo, seguito dalla discesa nel Comelico e dalla risalita verso Klammbach. Dopo i primi 40 Km, i più intensi, il tracciato si è fatto più scorrevole fino a Cimabanche, per poi chiudersi con l'ultimo GPM di Passo Tre Croci, una salita lunga e regolare che ha fatto da trampolino per le ultime decisive azioni.
La cronaca del team
Eskil Evensen-Lie è stato tra i protagonisti assoluti fin dal via. Sempre nelle prime posizioni, il norvegese ha viaggiato nel gruppo di testa - prima di sette, poi ridottosi a cinque - fino a quando, a 30 km dal traguardo, la corsa si è infiammata. Sull'ultima salita, il Passo Tre Croci, Rabensteiner e Paez hanno allungato, mentre Eskil ha perso qualche metro, scollinando con un ritardo di circa un minuto e mezzo. Da lì, una gestione perfetta della discesa e del finale gli ha permesso di mantenere il distacco e tagliare il traguardo in terza piazza.
"Oggi è stata una buona gara nella bellissima cornice delle Dolomiti" - ha commentato Evensen-Lie - "Sono partito bene, sono rimasto con il gruppo di testa per lungo tempo e ho attaccato in discesa. Fino a 100 Km sono stato con i migliori, poi ho trovato il mio ritmo. Sono riuscito a fare una super prestazione, soprattutto su queste salite che non sono il mio terreno ideale. Essere sul podio qui è fantastico."
Nicola Taffarel, reduce dalla Hero e ancora in fase di recupero, ha scelto una strategia conservativa nelle prime fasi, per poi cambiare passo nel finale. Una rimonta intelligente e progressiva che lo ha portato a chiudere in quinta posizione, a coronamento di una prima esperienza nel gravel più che positiva.
"Sapevo di non poter tenere il passo dei primi, ma mi sentivo già meglio della scorsa settimana. La forma sta tornando" - ha spiegato Taffarel - "Sono partito conservativo, poi ho recuperato chilometro dopo chilometro. Il quinto posto è un risultato che mi dà fiducia per il futuro. Essere alla mia prima gara gravel e finire così è una bella soddisfazione."
Photo credits - Alessio Pederiva