Eskil Evensen-Lie fa il vuoto in Norvegia ed è ancora Re del Marathon! Alla Hero la squadra stringe i denti.

Se in Italia la mitica HERO ha regalato una giornata di sofferenza e piazzamenti di sostanza, dalla Norvegia arriva la conferma che vale una stagione: Evensen-Lie Eskil è di nuovo Campione Nazionale Marathon.

Due gare, due facce di un fine settimana intenso per Metallurgica Veneta Professional Team.  Sul fronte più importante, quello dei Campionati Nazionali, arriva la conferma che vale una stagione: Eskil Evensen-Lie ha vinto per il secondo anno di fila il titolo di Campione Nazionale Norvegese di Marathon MTB, imponendosi con una prova di forza assoluta sui sentieri di Østmarka, a pochi chilometri da Oslo, nell'ambito dell'OBOS Terrengsykkelrittet.

Il 31enne di Oslo, già campione nel 2023 e nel 2025, porta così a tre i tricolori norvegesi della sua carriera e vestirà la prestigiosa maglia con la bandiera del suo paese per tutto il resto della stagione e parte del 2027.


 

Sotto la pioggia di Østmarka, un altro capolavoro

La pioggia caduta venerdì, la notte prima di sabato e in parte durante la gara, hanno reso le condizioni difficili.  Su un tracciato di 60 km reso insidioso dal fondo scivoloso, Eskil ha messo in chiaro le cose dopo appena venti minuti: allungo decisivo, distacco progressivo e arrivo in solitaria con il tempo di 3 ore 10' 40". Alle sue spalle, a oltre 17 minuti, ha chiuso Ole Sigurd Rekdahl, terzo Tormod Weydahl a 22' 07".


Il suo commento a caldo: "Oggi mi sentivo davvero bene, mi sono goduto il tempo in bici. La mia Merida e l'attrezzatura sono stati perfetti e sono super felice di aver preso un'altra maglia per la squadra. La vittoria è meravigliosa di per sé, ma poter indossare questa maglia per un'altro anno nelle corse più importanti del mondo è un vero dono".

Una curiosità di famiglia.  Per il team di Martino Tronconi la Norvegia è una terra promessa. Già nel 2024, agli albori del progetto, un altro scandinavo, Ole Hem, regalò alla squadra il titolo nazionale di marathon. Oggi Eskil rilancia il motto: dai fiordi alle Dolomiti, l'anima del team è una sola.


 

Secondo piano, ma non troppo: la HERO Südtirol Dolomites

Nel quarto round della HERO UCI Marathon World Cup 2026, la mitica HERO Südtirol Dolomites con partenza e arrivo a Selva Val Gardena, il team ha raccolto piazzamenti di sostanza in una gara vinta dallo spagnolo David Valero Serrano e dall'italiana Claudia Peretti tra le donne. In un contesto di altissimo livello, con ciclisti da 54 paesi, i portacolori di Metallurgica Veneta Pro Team si sono confrontati con un percorso durissimo (86 km e 4.500 m di dislivello per gli uomini, 60 km e 3.200 m per le donne).


I tre alfieri del team hanno raccolto piazzamenti di sostanza, lottando contro imprevisti e fatica.

 

  • Diego Arias (15° assoluto) - Partito bene, il colombiano  e rimasto a lungo in zona Top Ten, vicino ai primi, tanto da alimentare la speranza di un grande piazzamento. A partire da Canazei, però sono arrivati i crampi, che ne hanno limitato l'espressione nella parte finale. Pur riuscendo a limitare i danni e a non cedere ulteriori posizioni, il rammarico per un'occasione sfumata resta, ma la determinazione a riprovarci nelle prossime prove è intatta.

 

  • Nicola Taffarel (36° assoluto) - Il suo approccio alla gara è stato razionale: dosare le forze su un percorso che non perdona. Il risultato ottenuto, però, non corrisponde alle sue ambizioni, ma Taffarel non si gira dall'altra parte: "Sto attraversando un momento difficile, ma tengo duro. Superare questi blocchi mi renderà mentalmente più forte per il finale di stagione".

 

  • Maria Zarantonello (14ª nella gara femminile) - Una Hero di pura resistenza per la vicentina, costretta a fare i conti già dalla salita del Pordoi con un fastidio alla schiena che la perseguita da qualche settimana.  Fortunatamente il dolore si è rivelato più gestibile rispetto alla precedente prova di Andorra, consentendole di gestire la situazione senza essere eccessivamente limitata.

 

Il fine settimana di Metallurgica Veneta MTB Pro Team si chiude così, a due velocità ma con un'unica identità. Se le Dolomiti hanno preteso il tributo di fatica e sofferenza che solo la HERO sa imporre, il Nord Europa ha incoronato ancora una volta il suo re.  Dalla pioggia di Østmarka ai muri di Selva Val Gardena, la via è tracciata: la passione è la stessa, il carattere anche e la stagione è ancora lunga.

Apri articolo completo


Vedi altri articoli