Porsche si ritira dal mondo e-bike. Chiusa la divisione Performance, dubbi sul futuro Fazua
Dopo gli investimenti in Greyp e Fazua e i piani per una nuova power unit e-mtb ad alte prestazioni, Porsche cambia strategia: stop alla divisione eBike Performance e oltre 350 posti di lavoro coinvolti.
Porsche tira il freno nel mondo e-bike. Quello che negli ultimi anni sembrava uno dei progetti più ambiziosi del segmento elettrico europeo viene improvvisamente ridimensionato: la casa tedesca ha infatti annunciato la chiusura di Porsche eBike Performance GmbH, la divisione nata per sviluppare motori e sistemi ad alte prestazioni destinati alle e-bike del futuro.
La decisione rientra nella nuova strategia industriale di Porsche AG, che prevede una rifocalizzazione sul core business automobilistico dopo la prevista vendita delle quote detenute in Bugatti Rimac e Rimac Group.
Una scelta che avrà conseguenze pesanti: oltre 500 posti di lavoro saranno coinvolti tra Porsche eBike Performance, Cellforce Group e Cetitec.
FINISCE IL PROGETTO PORSCHE EBIKE PERFORMANCE
La divisione Porsche eBike Performance era nata con obiettivi enormi: sviluppare power unit premium, software proprietari e una nuova generazione di sistemi e-bike ad alte prestazioni da distribuire a livello globale.
Secondo quanto comunicato ufficialmente da Porsche, però, le “condizioni di mercato radicalmente cambiate” nel settore dei sistemi motore per e-bike hanno portato alla decisione di interrompere completamente le attività.
La chiusura interesserà i siti di Ottobrunn e Zagabria, coinvolgendo circa 360 dipendenti. Una notizia che sorprende soprattutto guardando quanto Porsche aveva investito negli ultimi anni nel mondo delle biciclette elettriche.
DAL SOFTWARE GREYP ALLA CONQUISTA DI FAZUA
L’ingresso di Porsche nel segmento e-bike era iniziato concretamente tra il 2021 e il 2022. Il primo passo era stato l’acquisizione del marchio croato Greyp, azienda fondata da Mate Rimac e specializzata in e-bike ultra connesse e tecnologie software avanzate.
Una piattaforma che aveva impressionato anche noi quando avevamo provato la Greyp G6 ad Andalo durante il Bike Connection Agency.
Poi era arrivato il colpo più importante: l’ingresso in Fazua, il marchio bavarese famoso per i motori light Ride 50 Evation e successivamente Ride 60. Nel luglio 2022 Porsche aveva acquisito il controllo completo dell’azienda tedesca, entrando di fatto in uno dei segmenti più strategici dell’e-bike moderna: quello delle e-road e delle e-mtb leggere.
All’epoca il progetto sembrava chiarissimo: utilizzare il know-how software di Greyp insieme alla tecnologia motoristica Fazua per sviluppare una futura piattaforma Porsche ad alte prestazioni.
SI PARLAVA DI UN MOTORE PORSCHE PER EMTB
Nel 2024 Porsche eBike Performance aveva già circa 350 dipendenti e stava lavorando a nuovi sistemi proprietari. Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi anni, Porsche stava sviluppando una power unit completamente nuova destinata alle future e-mtb premium del marchio.
L’obiettivo sembrava essere quello di differenziare chiaramente Fazua — dedicata ai sistemi light per altri produttori — da una futura unità Porsche più potente e orientata al segmento performance.
Si parlava anche di forte integrazione software, IA, sensori evoluti e nuove funzioni connesse ereditate proprio dall’esperienza Greyp. Purtroppo però tutto questo non arriverà mai sul mercato. Nel segmento dei motori per e-bike la battaglia è diventata durissima e l'arrivo di Avinox ha scombussolato il mercato.
Per Porsche evidentemente il ritorno economico previsto non è più stato considerato coerente con la nuova strategia industriale.
COSA SUCCEDERÀ A FAZUA?
Al momento Porsche non ha comunicato dettagli precisi sul futuro operativo di Fazua. Ed è probabilmente questo uno dei punti più delicati della vicenda, perché oggi Fazua rappresenta ancora uno dei riferimenti nel segmento dei motori light per e-bike di alta gamma.
Bisognerà capire se Porsche manterrà almeno parte delle attività legate a Fazua oppure se questa decisione rappresenta un ridimensionamento ancora più ampio dell’intero progetto e-bike.
DAL SOGNO E-MTB ALLE “PAINFUL CUTS”
Le parole del CEO Porsche Michael Leiters fanno capire bene il momento:
“Dobbiamo rifocalizzarci sul nostro core business. Questa è la base indispensabile per un riallineamento strategico di successo. Questo ci costringe a fare tagli dolorosi, comprese le nostre controllate.” Solo due anni fa Porsche sembrava pronta a schiacciare il piede sull’acceleratore nel mondo e-bike.
Oggi invece quel progetto si ferma improvvisamente, lasciando molti interrogativi sul futuro delle ambizioni elettriche del marchio nel segmento bici.