Esordio da Top 10 alla Absa Cape Epic: nono posto finale al termine di una settimana di carattere e determinazione

Debutto da Top 10 per Metallurgica Veneta Pro Team. Oltre gli ostacoli: il duo Evensen-Lie-Taffarel supera i problemi di salute e conquista uno storico nono posto assoluto al debutto nella corsa più dura del mondo tra i giganti della mtb.

La prima partecipazione di Metallurgica Veneta Professional Team alla Absa Cape Epic si è conclusa con un risultato di prestigio.  Il duo composto dal norvegese Eskil Evensen-Lie e dall'italiano Nicola Taffarel ha tagliato il traguardo finale dell'edizione 2026 in nona posizione assoluta, centrando l'obiettivo della Top 10 in quella che è universalmente riconosciuta come la "Corsa più dura del mondo".

 

Un piazzamento conquistato "in salita", sia metaforicamente che letteralmente. La marcia verso il Sudafrica era stata infatti compromessa dalle condizioni di salute di Taffarel, costretto a una cura antibiotica fino a pochi giorni dal via.  Nonostante uno stato di forma precario e il rischio di non partire, la determinazione della squadra ha trasformato una situazione critica in un successo sportivo.

 

 

Prologo e primi giorni: gestione e pazienza

Il percorso si è aperto con un prologo brutale di 20 chilometri a Durbanville, dove il caldo estremo ha messo subito a dura prova i corridori.  In questo contesto, la coppia di Metallurgica Veneta ha completato la frazione inaugurale con regolarità, chiudendo al 17° posto con un distacco di 2' 29" dai migliori specialisti del cross-country. Le prime tappe hanno visto un progressivo miglioramento delle condizioni fisiche di Taffarel, con il team che ha scalato gradualmente le posizioni: 15° nella tappa 1, 12° nella tappa 2, fino a una giornata di gestione nella terza tappa (23°), la più lunga della corsa con i suoi 140 km e le insidiose condizioni di fango.

 

 

La svolta: top 10 nella quarta tappa e impresa nella regina

Il momento di svolta è arrivato nella quarta tappa a Greyton, dove un sapiente lavoro di squadra e un posizionamento strategico hanno permesso a Evensen-Lie e Taffarel di concludere a ridosso della Top 10, dando nuova linfa al morale del team. La giornata più esaltante è stata però quella di venerdì, nella tappa regina da Greyton a Stellenbosch. Su 134 Km e 2.750 metri di dislivello, con terreno bagnato e fangoso, il team è stato protagonista assoluto: i due sono stati in diretta broadcast per oltre due ore, con Taffarel che si è trovato addirittura in testa alla corsa insieme a Samuel Gaze. Al termine, una splendida sesta posizione di tappa ha certificato la rinascita fisica e mentale della coppia.


Il finale: gestione tattica e obiettivo centrato

Nella sesta tappa, caratterizzata dal dislivello più alto dell'edizione (2.450 metri su 76 km), Evensen-Lie e Taffarel hanno gestito le energie con intelligenza per difendere la decima posizione in classifica generale, una strategia che ha dato i suoi frutti. Nell'ultima giornata, una tappa di 58 km intorno a Stellenbosch, la coppia italo-norvegese ha chiuso all'ottavo posto, consolidando definitivamente la Top 10.

 


Le dichiarazioni

Eskil Evensen-Lie: "Penso che abbiamo fatto sette giorni davvero buoni nel terreno sudafricano. Abbiamo avuto una buona velocità in alcune tappe e siamo riusciti a ottenere risultati migliori delle aspettative con cui eravamo arrivati qui. Durante la gara abbiamo avuto qualche problema, ma secondo me siamo riusciti a gestirlo nel miglior modo possibile. Abbiamo imparato tanto: sull'attrezzatura, sul materiale, su cosa mangiare e cosa evitare, su come gestire la gara, il caldo e le situazioni più complicate. Penso che io e Taffa possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Alla fine abbiamo imparato davvero molto e possiamo portarci questa esperienza per il futuro, per tornare nei prossimi anni e fare un risultato ancora migliore."


 

Nicola Taffarel: "Siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo che ci eravamo posti inizialmente, ovvero una Top 10. Siamo contenti e diciamo soprattutto per il fatto di come era partita. La mia situazione a livello di salute non era delle migliori, sono partito per questa trasferta mentre stavo ancora prendendo l'antibiotico, però col passare dei giorni le cose sono sempre più migliorate, siamo riusciti a fare anche due Top 10 di tappa, posso dire di ritenermi contento. A volte bisogna attraversare momenti bui e difficili per arrivare in alto, questo rende tutto più dolce, e sono molto grato a tutti coloro che mi sono stati vicini e mi hanno aiutato ad arrivare fin qui."


 

Martino Tronconi (Team Manager): "Non siamo partiti certamente come avremmo voluto. Purtroppo, a sette giorni dall'evento, non avevamo ancora la certezza di partire per il Sud Africa perché Taffarel aveva avuto il riacutizzarsi di una forma influenzale fastidiosa. Ha fatto una cura di antibiotici ed è rimasto alcuni giorni senza salire in bici. Detto questo, abbiamo avuto sempre una forte determinazione ed è stata un'esperienza importante che alla fine ci ha visto chiudere in Top 10 nella corsa più importante al mondo, tra i team più forti del pianeta.  Sicuramente torneremo con la voglia di essere ancora più protagonisti, sperando di arrivarci con meno problemi nell'avvicinamento. I mezzi meccanici si sono comportati benissimo, tutti i materiali hanno lavorato egregiamente ed è stata una bella prova anche per tutti i partner tecnici."


Il riepilogo delle tappe:

Prologo: P17
Stage 1: P15
Stage 2: P12
Stage 3: P23
Stage 4: P11
Stage 5: P6
Stage 6: P13
Stage 7: P8

Classifica Generale finale: 9ª posizione

Photo credits - Filippo Cantoni

Apri articolo completo


Vedi altri articoli