TEST DEVIATE CLAYMORE MX, UN’ENDURONA CON HIGH PIVOT RARISSIMA

Uno dei modelli più rari che si possa vedere, Deviate Claymore è l'endurona a prova di bomba, la classica bici da 1000 e un trail da spingere sui park e sulle ps. Non una bici facile ma con grande potenzialità che si possono sfruttare piano piano...

In un periodo storico in cui e-bike e gravel sembrano occupare ogni spazio mediatico, tornare a parlare di un enduro muscolare come la Deviate Claymore MX è quasi una boccata d'aria fresca.

 

 

Non solo perché è una bici rara, difficile da vedere dal vivo, ma perché rappresenta una filosofia molto precisa: pochi compromessi, tanta sostanza e un progetto tecnico fuori dagli schemi. L'abbiamo messa alla prova sui trail della Liguria, con Finale Ligure come terreno principale, per capire davvero che tipo di bici è e a chi può parlare.

 

 

È una delle enduro basate su una trasmissione con high pivot e questo significa molto, non una bici facile inizialmente ma che sa divertire. 

 

ENDURO SENZA COMPROMESSI

Deviate è un brand scozzese che ha sempre mantenuto una produzione limitata e un profilo volutamente basso. La Claymore rappresenta il modello di punta della sua gamma ed è una bici che, già al primo sguardo, comunica solidità.

 

 

Il telaio è in carbonio, con un tubo obliquo generoso che contribuisce a dare una sensazione di struttura compatta e pensata per reggere forti sollecitazioni in discesa.

 

 

 

 

La versione in test è una Claymore MX, quindi con ruota anteriore da 29" e posteriore da 27,5", una scelta che mira a combinare stabilità e capacità di superare gli ostacoli davanti con maggiore maneggevolezza e trazione dietro. Le escursioni parlano chiaro: 170 mm all'anteriore e 165 mm al posteriore, numeri che la collocano nel segmento delle enduro più aggressive e in particolare per il mondo delle competizioni con un allestimento del telaio essenziale e mechanic-friendly.

 

 

Il cuore del progetto è il sistema High-Pivot, uno schema single pivot in cui la trasmissione è vincolata al punto di rotazione. L'idea è quella di svincolare il lavoro della sospensione dalle forze di pedalata e frenata, mantenendo la catena (con 126 maglie) in tiro e migliorando il comportamento sul terreno sconnesso, soprattutto quando la velocità aumenta.

 

GEOMETRIE DA GARA 

Dal punto di vista geometrico, la Claymore segue una linea molto attuale ma senza estremismi fini a sé stessi.

 

 

L'angolo sella da 78° aiuta a stare centrati in salita, mentre l'angolo di sterzo da 64°, abbinato alla ruota da 29" anteriore, restituisce una grande sensazione di sicurezza nei tratti ripidi e veloci.

 

 

Un aspetto interessante è la possibilità di montare reggisella telescopici molto lunghi. Anche su una taglia M, con un rider alto 1,73 m, un dropper da 170 mm non crea problemi, rendendo la bici facilmente adattabile a corporature e stili di guida diversi anche perché il catalogo di Claymore prevede tre taglie che partono proprio dalla M, il reach su questa taglia è di 460 mm. 

 

MONTAGGIO DEL TEST, UN SETUP CUSTOM

La bici che abbiamo provato è un allestimento custom realizzato da Yuri di Technical Bike Shop, pensato chiaramente per un utilizzo enduro intenso.

 

 

La forcella Fox 38 Factory Kashima dà subito l'idea di un avantreno molto solido e preciso, mentre l'ammortizzatore Fox Float X2 di ultima generazione lavora in modo coerente con la cinematica del carro.

 

 

L'impianto frenante SRAM Maven Bronze offre potenza e modulabilità più che sufficienti anche nelle discese lunghe e scassate, mentre le ruote in alluminio Race Face ARC 30 puntano più sulla resistenza che sulla leggerezza.

 

 

La scelta di una trasmissione meccanica va nella direzione della praticità, eliminando qualsiasi pensiero legato alle batterie. Interessante anche la prova con pneumatici WTB, Verdict e Trail Boss.

 

PRIME SENSAZIONI

Le prime pedalate restituiscono sensazioni piuttosto particolari. In salita la Claymore non nasconde la sua indole discesistica: la bici appare un po' seduta, non particolarmente brillante e richiede di essere pedalata con calma e rapporto agile.

 

 

L'angolo sella però aiuta, così come la buona trazione del posteriore, soprattutto sui tratti ripidi e tecnici, ma resta chiaro che non è una bici pensata per macinare dislivello con il sorriso.

Dove invece inizia a cambiare completamente carattere è quando la pendenza si inverte.

 

LA DISCESA IL SUO VERO MONDO 

In discesa la Deviate Claymore MX diventa esattamente ciò che promette sulla carta. Con l'aumentare della velocità la bici si abbassa, si allunga e diventa sempre più stabile.

 

 

Il lavoro del sistema con High-Pivot si percepisce chiaramente nei tratti scassati e veloci, dove la ruota posteriore sembra arretrare accompagnando il terreno e mantenendo sempre continuità di assorbimento.

 

 

Non è una bici che "parte forte" appena si gira il manubrio. Richiede un minimo di adattamento, soprattutto nei tratti più lenti e tecnici, dove va guidata in modo deciso. Ma quando si trova il ritmo giusto diventa molto permissiva, precisa e rassicurante, soprattutto sull'anteriore. Nei contesti da enduro race e nei bike park è facile immaginarla estremamente efficace.

 

 

Su altri test abbiamo letto di problemi di rumore dei cavi e del telaio ma onestamente durante il nostro non abbiamo riscontrato rumori particolari, nemmeno dal passaggio cavi esterno o dal reggisella telescopico, un aspetto che spesso viene criticato su soluzioni simili.

 

PROGRESSIVITÀ DELLE SOSPENSIONI

Il lavoro dell'ammortizzatore Fox Float X2 è uno dei punti più convincenti del pacchetto. La sospensione posteriore risulta progressiva ma non pigra, sensibile nella prima parte di corsa e capace di sostenere bene quando il ritmo aumenta.

 

 

Anche sulle discese lunghe e rovinate non si ha mai la sensazione che la bici perda compostezza o vada in crisi.

 

 

La forcella Fox 38 contribuisce a dare una grande sicurezza sui drop e nelle sezioni più impegnative. Chi è meno fisico potrebbe preferire una forcella leggermente più "facile" (io ho pensato che fosse sufficiente una 36), ma il travel da 170 mm offre un margine di sicurezza che, su certi terreni, fa la differenza quindi lo manterrei.

 

QUANTO PESA 

Con questo allestimento la Claymore supera di poco i 16 kg, 16,59 kg, un valore coerente con il segmento delle enduro più orientate alla discesa. 

 

 

A CHI LA CONSIGLIAMO 

La Deviate Claymore MX è una bici molto specifica. È pensata per rider che amano spingere forte, per chi affronta speciali enduro o passa molte giornate in bike park. Non è la classica enduro "tuttofare", ma una bici che dà il meglio di sé quando viene portata nel suo ambiente ideale, fatto di velocità, terreno rotto e discese impegnative.

 

PREZZO E DISPONIBILITÀ

Deviate propone la Claymore in 2 allestimenti ufficiali:

 

- 8.499 euro con trasmissione Shimano XTR Di2, sospensioni Fox Kashima, ruote Reserve, mozzi Oneup. 

- 5.999 euro con cambio Shimano Deore meccanico e sospensioni Fox Performance Elite. 

- il solo kit telaio ha un prezzo di 3.999 euro con ammortizzatore Fox Float X2.

 

COSA CAMBIEREMMO

In tutta onestà, poco. Se fosse una bici personale, probabilmente si potrebbe intervenire sulla scelta dei copertoni in base ai propri gusti e ai terreni frequentati, ma il comportamento generale della bici, soprattutto per quanto riguarda sospensioni e telaio, non lascia particolari rimpianti.

 

INFO LINE 

Attualmente il brand Deviate è in una fase di passaggio di proprietà, sul sito ufficiale è possibile cercare i rivenditori più vicini a casa nostra cliccando su Dealers.

 

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