Team Todesco: Grazie Emiliano!
Emiliano Ballardini è stato per anni una colonna per il team Todesco, un amico per molti, un punto di riferimento per le giovani leve. bTanti sono stati i suoi risultati in carriera: un lungo elenco di gare prestigiose, vinte con la maglia Todesco. Quest'anno Emiliano ha deciso, e non senza sofferenza, di chiudere l'esperienza agonistica sulle due ruote.
Ma, dal momento che tutti lo conoscono, e tutti, pur comprendendo la sua decisione, ne sono dispiaciuti, gli abbiamo fatto qualche domanda per salutarlo come merita. Emiliano ha risposto in modo completo e profondo. Tanto che non ho toccato le sue risposte e le riporto integralmente. Ancora una volta Emiliano si è dimostrato saggio ed umile: un vero sportivo!
Emiliano, quali sono stati i tuoi migliori risultati in carriera?
Iniziamo proprio da un argomento che non avrei voluto affrontare in un'intervista! I risultati sono effettivamente il motivo per cui uno si impegna, ma non credo che nessuno si ricordi di quello che hai fatto un minuto dopo che l'hai fatto. Ed è giusto così. Si riducono quindi a momenti personali, cose che però io personalmente, per carattere, faccio fatica anche solo a enumerare. Se devo però pensare a qualcosa di cui sono soddisfatto, ti dico la Marathon bike della Brianza che ho finito con un pedale solo, per portare punti al team o l'Andora Bike che ho terminato egualmente nonostante due brutte cadute. I risultati più ordinari te li elenco sotto. Qui sarebbero un ingombro. Comunque hanno un unico comune denominatore: li ho fatti tutti col team di Valerio e non sarebbe stato possibile diversamente.
Quale è stata la vittoria più importante per te, perché?
La vittoria più importante è un'altra bella domanda: ho vinto poco, come sai. Tuttavia quando ho vinto, la sensazione che provavo non era quella di aver fatto tutto bene, ma quella che fosse scontato che vincessi, che mi fosse dovuto e semmai un'ingiustizia che potesse non accadere. Non solo: quelle poche volte che ho vinto, l'euforia è durata solo qualche ora e poi subito incominciavo a chiedermi se avrei vinto ancora, la settimana dopo o la gara dopo. Ad avere il tempo e la voglia avrei dato un gran daffare ad un bravo psicoanalista: ero un consumista di sensazioni!
È evidente che c'era qualcosa che non funzionava, di sbagliato nel non sapersi fermare e godere di qualcosa che si era conquistato comunque con una gran fatica. Perché vorrei rassicurare chi non ha mai vinto: quelli come me non vincono mai facile, e di solito si fa più fatica davanti che dietro, perché c'è anche il rischio di strafare, la paura di vincere, la difficoltà di restare concentrati fino alla fine...
Ricordo però volentieri alcune gare vinte solo per averci voluto credere fino all'ultimo o vinte partendo battuto sulla carta.
La gara del cuore?
Non mi viene in mente una gara del cuore. Però sono molto orgoglioso di essere sopravvissuto alla pietraia del campionato italiano XCO di Lugagnano. Peccato che mi abbia buttato giù dal podio uno poi squalificato per doping!
Perché hai deciso di chiudere questa tua esperienza?
Credo che ci sia un momento giusto per ogni cosa. E secondo me non puoi ignorare per sempre quei rari attimi in cui riesci a vederti da fuori. In uno di questi ho capito di essere entrato in un circolo vizioso da cui dovevo uscire, perché mi ero progressivamente focalizzato solo su una cosa e stavo mettendo a rischio i miei affetti più cari. Volevo smettere da tanto, ma la caduta dell'anno scorso ad Andora mi ha costretto ripensare che le scelte di cinque/sei anni fa potevano non essere più attuali e corrette. Ho come avuto la sensazione di buttare il tempo, le energie migliori e la mia curiosità in un gioco, invece che indirizzarle verso qualcosa di più consapevole. Ho avuto paura di perdere delle occasioni di fare altro nella vita, occasioni che non sarebbero più tornate. Poi, visto il disastro di stagione del 2014, me ne sono concessa ancora una e poi basta.
Rifaresti tutto quello che hai fatto?
Sì. Cinque/sei anni fa la MTB e il team mi hanno fatto superare le montagne di problemi che mi affollavano la mente. Fare invece di pensare. Mio cugino disse: "Meglio dare i soldi al meccanico che allo psicologo!" Poi in verità quella fu solo la motivazione originaria, perché è anche vero che il team e le gare mi hanno dato molto di più di quello che mi aspettavo e che mi serviva per stare bene.
Prossimi possibili hobby?
Eh, ma la MTB non era mica un hobby! Ero mtbiker 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno. Adesso ho preso con la mia compagna uno splendido border collie che mi riempie le giornate. Quando sarà cresciuto vedremo se sarà già tempo di figli o se ci sarà spazio per fare altro.
Qualcosa da dire a Valerio?
Sì. Un grande grazie. E di non prendersela. So che sono sparito. Ma non dipende da lui, dipende solo da me. Ma davvero non potevo fare in altro modo. Lui diceva che ero 50% testa e 50% gambe. Ecco: adesso sono 51% testa.
E noi diciamo grazie a Emiliano, per tutto quello che ha fatto, per quello che è, per quello che ci ha regalato. E gli auguriamo un meraviglioso futuro ricco di soddisfazione e di prestigiosi nuovi traguardi raggiunti!
La carriera di Emiliano nel Team Todesco 1991:
2011 PRIMO POSTO ALLA NAMIBIA DESERT DASH
2011 - 2015 CAMPIONE PROVINCIALE XCO VERONA M3
2012 PRIMO POSTO OFFROAD CHALLENGE TREK ZEROWIND M3
2012 PRIMO POSTO LA SERENISSIMA M3
2012 PRIMO POSTO NORTH CUP DI XC
2012 2NDO POSTO M3 AL CAMPIONATO EUROPEO MARATHON A GRAZ.
2013 CAMPIONE REGIONALE VENETO XC 2013 M3
2013 2NDO POSTO M3 AL CAMPIONATO EUROPEO MARATHON A GRAZ
2013 CAMPIONE ITALIANO MXC 2013 M3
2013 2NDO POSTO M3 TREK ZEROWIND OFF ROAD CHALLENGE
2013 3RZO POSTO CATEGORIA TRENTINO MTB M3
2014 PRIMO POSTO M3 TREK ZEROWIND OFFROAD CHALLENGE.
2015 PRIMO POSTO M3 VENETO CUP XCO
2015 PRIMO POSTO M3 KING OF VALLEYS
2015 PRIMO POSTO M3 GRAND PRIX D'ITALIA MASTER 2015
2015 CAMPIONE REGIONALE VENETO M3 MARATHON