PERSKINDOL SWISS EPIC, UN ESORDIO STREPITOSO
DA VERBIER A ZERMATT ATTRAVERSO IL CANTONE VALLESE, LA NUOVA CORSA A TAPPE SVIZZERA ENTRA DI PREPOTENZA TRA LE GARE A TAPPE PIU' AMBITE AL MONDO.
Un successo del genere non se lo aspettava nessuno, nemmeno gli organizzatori. La prima edizione della Perskindol Swiss Epic non ha pagato lo scotto della debuttante, anzi, ha esordito con una professionalità e una perfezione organizzativa incredibile, entrando prepotentemente a fare parte di quella ristretta cerchia di gare a tappe alle quali gli appassionati non possono mancare.
Il Team Pianetamountainbike composto da Alessandro e Silvia ha partecipato all'ultima tappa, forse la più spettacolare, da Grachen a Zermatt, potendo provare gli sterrati svizzeri e la macchina organizzativa, capitanata da persone del calibro del pluri titolato Thomas Frischknecht, Joko Vogel e Dany Gehrig.
La Perskindol Swiss Epic si può correre esclusivamente a coppie, sia dello stesso sesso che miste, e per la prima edizione è stato imposto un numero massimo di 300 coppie. Il tutto esaurito è stato raggiunto con parecchio anticipo, e così a Verbier si sono presentati 600 bikers provenienti addirittura da 27 nazioni diverse, tra le quali Brasile, Canada, Hong Kong, Rwanda e Sud Africa.
Ci si può iscrivere a due format di gara diversi: la Swiss Epic vera e propria, oppure alla Swiss Epic Flow, con chilometraggio ridotto e trasferimenti in bus o seggiovia in alcune salite.
L'accoglienza è stata calorosa, così come il meteo, che ha saputo regalare giornate senza pioggia e con temperature miti, cosa non scontata in montagna ad inizio autunno. Ad attenderci c'era un ricco pacco gara composto da un enorme borsone da viaggio impermeabile da 110 lt, ed altri gadget personalizzati, tra i quali un originale tappo di chiusura della serie sterzo. Tutti i dettagli sono stati valutati dall'organizzazione, che ha dato ben sfoggio della tipica precisione svizzera.
La sistemazione avviene in hotel più o meno confortevoli, in base al pacchetto acquistato. Al mattino è sufficiente chiudere il proprio bagaglio e lasciarlo alla reception del proprio hotel, e al termine della tappa lo si ritrova direttamente nella camera del nuovo hotel. Le partenze al mattino sono scaglionate a partire dalle 7.30, quattro gruppi distanziati di 15 minuti uno dall'altro. Una scelta azzeccata, perché evita il formarsi di code nei numerosi single track e permette a tutti di godersi le fantastiche discese.
Noi partiamo alle 8. Dopo una breve salita, indispensabile per sgranare un po' il gruppo, ci lanciamo subito in un infinito single track, con molti sali scendi, oltre mezz'ora tutta da guidare con molta attenzione, per evitare di cozzare contro qualche pietra o qualche albero.
E' passata già un ora, e iniziamo a macinare strada nel fondovalle in direzione Zermatt, con tratti scorrevoli su ciclabile intervallati a stretti e tecnici single track. Quando raggiungiamo la capitale dell'alpinismo svizzero, ci accoglie la sagoma maestosa, imponente ed incantevole del Cervino, spazzato da qualche nuvola quasi per renderlo più intrigante. Siamo circa a metà tappa e arriviamo al primo ristoro, fornitissimo con frutta, barrette, gel e altri dolci. Ci sono addirittura i bagni pubblici, particolarmente graditi soprattutto dalle signore, che poche non sono.
Facciamo scorta e ripartiamo, si inizia a salire decisi, sempre sotto lo sguardo del Cervino. Un ragazzo brasiliano scende addirittura dalla mtb e improvvisa un inchino di fronte a sua maestà. Il panorama è mozzafiato, e non è facile mantenere la concentrazione sul percorso. Ma meglio non esagerare, perchè i single track sono spesso molto tecnici, ma anche molto divertenti. Si passa tra alpeggi, laghi azzurri, baite incantate, tra greggi di pecore Walliser Schwarznasenschaf, simpatico ovino dal muso nero simbolo del Vallese. Immagini indelebili, perle incastonate nelle vallate, come quadri che hanno come cornice i ghiacci perenni del gruppo del Monte Rosa e del Cervino.
Un ultima salita, e poi non rimane che scendere verso Zermatt. Sono pochi chilometri, ma passano molto lentamente, la discesa è ancora tanto tecnica quanto entusiasmante. Tagliare il traguardo è un emozione grande per noi, figuriamoci per chi ha faticato 6 tappe, 400 km e 15.000 metri di dislivello: striscioni pubblicitari, tanto pubblico a tifare, un traguardo con i secondi che scorrono dalla partenza, quasi si fosse ad una grande corsa a tappe su strada. E ad attenderci subito dopo il traguardo l'ambita maglia tecnica di finisher e il cappellino, che tutti indossano orgogliosi e con onore.
Si vedono scene più o meno emozionanti di festeggiamenti: gli abbracci si sprecano, così come le bottiglie di spumante. Appendiamo la nostra mtb nell'apposito parcheggio sorvegliato all'arrivo, così che possiamo buttarci sul ristoro finale, ricchissimo come dopo ogni tappa: due cuochi ci attendono con pasta, affettati, formaggi, sfiziosi stuzzichini e, in occasione dell'ultima frazione, una bella birra. Assaggiamo un po' di tutto, sfruttando i tavolini sotto gli ombrelloni e gli sdraio messi a disposizione dall'organizzazione.
Alle 16 é tempo della premiazione finale con la vestizione delle maglie, ma più tardi tutti i finisher saranno protagonisti di un grande party. Alle 19 siamo tutti invitati in un famoso locale notturno per una grande festa, che inizia con una ricchissima e raffinata apericena e birra a volontà, continua con gli highlights dell'ultima tappa montati a tempo di record, e finisce con tanta musica e tutti in pista a ballare, compresi i campioni del mondo Christoph Sauser, Annika Langvad e i vincitori Buchli e Fluckiger.
La settimana è stata lunga, ma ci sono ancora tante energie in corpo per festeggiare. L'appuntamento è per il 2015, dal 14 al 19 settembre, per la seconda edizione. Siamo pronti a giurare che i posti disponibili andranno a ruba. Stay tuned!
Info www.swissepic.com