TEAM TODESCO. MOMENTI INDIMENTICABILI…DESGAPERI RACCONTA IL SUO MONDIALE

"Sono soddisfatto. La gara è andata proprio come volevo!" Ivan Degasperi è ritornato a casa con al collo una medaglia d'oro che incornicia una stagione indimenticabile. Il trentino ha partecipato alla trasferta a Lillehammer credendoci ed è tornato vincitore. Categoria Master 1, Degasperi vanta un passato da professionista su strada e si è avvicinato alla mountain bike perché cercava un ciclismo che lo divertisse.

 

La sua specialità nelle prime stagioni nel fuoristrada sono diventate le marathon, dove conta l'allenamento e la resistenza, ma migliorando anche nella tecnica e nella guida del mezzo, ha capito che il cross country poteva diventare un gioco ancora più divertente. Per questo motivo ha deciso di partecipare alla trasferta fra i fiordi, alla prova Master di categoria.

 

 

E non poteva andargli meglio. "Sono partito in seconda fila, avevo il numero 11, perché non avevo punteggio per poter essere davanti, -racconta Ivan- ma sono partito subito all'attacco. Dei presenti conoscevo solo gli italiani e temevo Zampese e Gilardo." Così ha fatto gara proprio su Zampese che al primo giro si trovava in seconda posizione. "Poi ho visto che perdeva terreno dal primo, aveva già accumulato uno svantaggio di una ottantina di metri. All'entrata al primo single track ho messo giù il piede ed ero settimo. Nei tratti dove potevo spingere ho dato tutto e ho superato avversario dopo avversario, fino ad arrivargli dietro. Probabilmente per questo lui si è innervosito e, in un tratto molto semplice, su un passaggio che non richiedeva particolare tecnica, è caduto malamente. A quel punto me ne sono andato a prendere il primo e sono arrivato al traguardo da solo."

 

 

Il percorso proposto a Lillehammer era di sette chilometri e non presentava dislivelli impossibili. Questo per Ivan, abituato alle lunghe distanze, poteva dimostrarsi uno svantaggio, ma a sua detta, era talmente impegnativo nei tratti di sottobosco con pietre e radici affioranti, che la fatica si è fatta sentire subito. "Per fortuna in alcuni tratti potevo spingere e superare ed è lì che ho guadagnato terreno. Ma non me la sono cavata male neppure nei tratti tecnici" conclude soddisfatto.

 

 

Dopo l'esperienza di Lillehammer, l'atleta del Team Todesco, che pedala per divertirsi, sta facendo un pensierino per spostare la sua specialità verso la disciplina olimpica: "Mi sono accorto -spiega- che il cross country è molto divertente. Più breve e, per certi aspetti, meno duro delle marathon." Per quest'anno comunque sarà ancora un atleta delle lunghe distanze in quanto gli rimangono da confermare le maglie già conquistate nel circuito Trentino Mtb, dove gli rimangono due manifestazioni e intende poi partecipare alla Val di Fassa bike, che gli piace molto.

 

Ivan, dedica questo importantissimo oro a Linda, la sua fidanzata e più attenta fan, che lo accompagna a tutte le gare a cui partecipa. Ma vuole ringraziare anche i suoi genitori e tutto il Team Todesco, in particolare il presidente Valerio Festi, "che mi capisce e mi permette di vivere la bici come voglio io. Questo mi permette di essere sereno e di ottenere anche dei buoni risultati." Un pensiero particolare va anche a Francesco Castioni, che per la gara che vale una carriera, gli ha prestato la sua bici, una Specialized Epic Full. "È stata una scelta vincente -dice- perché pur essendo leggermente più pesante della mia, ha delle prestazioni ideali per il tipo di percorso proposto. Mi ha dato quel qualcosa in più che mi ha avvantaggiato molto."

 

E così Ivan pensa ad una prossima stagione proiettata verso una nuova disciplina, il cross country, e verso una nuova bici, la Specialized Epic Full. Unico punto fisso che non mette in discussione: il Team Todesco.

 

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