Emilia Romagna Cup: Intervista con l'organizzatore Massimo Stermieri
Il calendario è stato portato da 10 a 7 prove con 4 gare in Romagna e 3 in Emilia. Sono privilegiate le categorie amatoriali e le squadre.
Le feste sono ormai terminate. Recuperate le energie, si guarda con determinazione, fiducia, passione, verso il nuovo anno. Lo fa anche il dinamico Massimo Stermieri che si sta adoperando in questi giorni per mettere all'opera la macchina organizzativa per quanto concerne il circuito dell'Emilia Romagna Cup, giunto alla sua terza edizione. Sette prove di grande interesse. Abbiamo voluto sentirlo, Massimo, per capire alcune situazioni che interessano il circuito
Ciao Massimo e buon anno. Prima di tutto quali sono le difficoltà che hai trovato nel portare avanti questa terza edizione. "Buon anno a tutti. Le principali difficoltà, come negli altri settore, sono di tipo economico. La recessione ha inevitabilmente portato le varie aziende a tagliare su tutti gli aspetti ludici: indi compreso il ciclismo, derivante da questo anche riuscire a trovare comitati organizzatori all'altezza di organizzare una manifestazione così impegnativa dal punto di vista degli standard richiesti. Anche loro risentono del calo dei fondi ricevuti da parte degli sponsor. Per il resto la passione e l'energia che la MTB sa sprigionare ha fatto sì che tutto si risolvesse per il meglio."
Possiamo sapere da quando, e come, ti sei avvicinato nel mondo della mtb? "Ho cominciato nel 1993, dopo aver abbandonato il calcio mi sono avvicinato all'off road con una rigida con pedali a gabbietta freni cantilever e un cambio a dir poco arcaico. Poi abbiamo creato il primo gruppo di amici tutti neofiti e negli anni abbiamo partecipato a gruppi ciclistici amatoriali affacciandoci alle prime gare prima in regione poi espatriando verso altri luoghi ameni uno su tutti Moena con la mitica Rampilonga Dal 2000 invece ho incominciato la mia carriera di organizzatore dapprima con l'organizzazione di un evento in terra Sassolese poi con la creazione del circuito Hill Cup e Modena Bike Cup, il primo è poi sfociato nell'attuale IMA Scapin, mentre il secondo nel Ciclo Promo Emilia Romagna Cup".
In un periodo di difficoltà come ti sei mosso a livello sponsorizzazione? "Premetto che non ho la bacchetta magica ma con i buoni rapporti creati negli anni sia con organizzatori che sponsor si può ancora costruire qualcosa perché ribadisco che l'energia è tanta va saputa canalizzare bene. Ovviamente se prima trovare chi potesse credere in un progetto era molto più facile, ora occorre massimizzare al massimo gli sforzi dando agli sponsor stessi il più alto grado di visibilità e professionalità in campo. In parole povere ti devi mettere in gioco a 360."
Quali sono le differenze, sotto voci gare e regolamento, che troveranno gli atleti tra il 2013 ed il 2014? "Per prima cosa abbiamo equilibrato il calendario portandolo da 10 a 7 prove con 4 gare in Romagna e 3 in Emilia in modo che sia ben bilanciato, ci siamo poi focalizzati solo su tipologie di tipo point to point XCP in gergo tecnico, privilegiando le categorie amatoriali e le squadre verso le quali verrà distribuito il cospicuo montepremi finale. Altro aspetto importante il sistema di cronometraggio che non prevederà l'uso di nessun chip passivo proprietario ma verrà inserito direttamente nella tabella numerica fornendo all'atleta un sistema univoco e strettamente personale."
Come giudichi il movimento off road (organizzativamente, tecnicamente e sotto l'aspetto agonistico) in Emilia Romagna? "In questi anni si sono portati avanti diversi aspetti organizzativi dapprima razionalizzando i calendari poi migliorando i servizi offerti, queste operazioni hanno portato ad un forte incremento delle presenze sui campi gara ed un ritorno anche dell'amatore meno spinto. Sul fronte agonistico da sempre la nostra è una regione altamente competitiva infatti i vari atleti si preparano con molta meticolosità già dalle categorie amatoriali, questo ha fatto sì di avere rappresentati sempre più competitivi a livello italiano e non, inoltre si è investito a livello organizzativo sul fronte giovani per dar forza ad un nuovo bacino futuro anche se devo dire che servirà lavorare ancora più alacremente su questo aspetto ma la sensibilità dei vari organizzatori è molto viva e questo fa ben sperare."
Il tuo rapporto con atleti ed organizzatori com'è? "Come per gli sponsor anche con gli atleti e gli organizzatori bisogna coltivare in maniera quotidiana un rapporto di collaborazione fattiva per poter offrire sempre un buon prodotto finale, infatti in tutti questi anni diverse norme regolamentari sono nate anche da suggerimenti di bikers o di singoli organizzatori e l'iterazione verso di loro sul campo gara è la cosa fondamentale e necessaria per ottenere un risultato il più vicino possibile alle aspettative di chi poi lo deve vivere questo sport."
Come giudichi il calendario 2014 dell'Emilia Romagna Cup? "Come detto prima ci è sembrato di equilibrarlo al meglio sia in termini di tappe che di territorio che di calendario, infatti abbiamo tenuto le tappe montane nei mesi caldi e cercato di avere gare in ogni mese a partire da Maggio tenendo quindi i bikers sempre con la gamba in tiro."
Ti aspettavi qualche interesse maggiore da parte di amministrazioni comunali, società, addetti ai lavori? "Sono altamente soddisfatto dei rapporti che ogni comitato è riuscito a ritagliarsi con le singole amministrazioni, anche questo è stato un processo di sviluppo caldeggiato dal coordinamento che ha prodotto risultati molto importanti portando le varie gare dentro il tessuto cittadino e non ai margini come accadeva un tempo, questo ha portato anche a ricevere un calore umano fantastico da parte della gente che incuriosita si avvicina al ring di partenza/arriva chiedendoci qualsiasi cose dalle più banali alle più tecniche e facendo sempre un tifo caloroso per i vari arrivi. Anche le società hanno sempre partecipato con interesse al circuito e anno dopo anno tendono a consolidarsi per essere sempre più competitive."
Un tuo sogno nel cassetto come organizzatore? "Il mio grande sogno sarebbe quello di realizzare il giro d'Italia per la MTB e penso che se un tantino ambizioso non siamo molto distanti da poterlo realizzare, i media si stanno accorgendo sempre di più di questo sport e la tecnologia ci permette ogni giorno che passa riprese sempre più spettacolari e fattibili in termini tecnici, direi che i tempi siano maturi staremo a vedere."
Un messaggio che vuoi lanciare a tutti gli addetti ai lavori ? "Due cose, Passione e Sensibilità. Mettendoci la lettura maiuscola. Solo così si possono ottenere buoni risultati, ma soprattutto dialogo tra Federazioni, Enti, Comitati Organizzatori e Atleti, mi capita di vedere spesso che la carenza di comunicazione e iterazione tra queste componenti porta a generare incomprensioni e intoppi allo sviluppo e alla penetrazione mediatica di questo bellissimo sport."