Mondiali XCO: Julie Bresset tra le Elite. Sfortunata Eva Lechner
Il titolo mondiale va alla francese campionessa olimpica in carica, che nei scioglie la resistenza della polacca Maja Wloszczowska. Terza Esther Suss (Svizzera) Caduta di Eva Lechner nel 2° giro: tanta paura, ma è riuscita a ripartire e concludere decima.
Pietermaritzburg (Sud Africa) - Si apre con la vittoria di Julie Bresset l'ultima giornata dedicata all'XCO ai Campionati Mondiali in corso a Pietermaritzburg. La transalpina, che a lungo è stata in testa alla corsa, solo nell'ultima discesa è riuscita a mettere tre - quattro metri di distacco tra se e Maja Maja Wloszczowska, vantaggio più che sufficente per impedire alla polacca di beffarla in quella che sembrava una scontata volata finale. Sorpresa per il terzo posto di Esther Suss, trentanovenne svizzera che fin'ora aveva collezionato solo medaglie mondiali nella disciplina marathon, ultima delle quali il bronzo alla KitzAlpBike del 29 giugno.
L'antipasto della gara Elite ha mantenuto quindi fede alle aspettative, mettendo in scena una gara incerta (almeno per le prime due posizioni) fino all'ultimo dei sei passaggi sotto al traguardo. Peccato solo per la sfortunata prova delle due italiane: Anna Oberparlaiter ha terminato la gara dopo una sola tornata, mentre il mondiale di Eva Lechner - che fino a quel momento appariva in ottima forma - è stato condizionato dal faccia a faccia troppo ravvicinato con la terra rossa del Cascades MTB Park nel corso del giro due. Plauso alla nostra Eva, che ha dimostrato tutta la sua tenacia risalendo in sella e terminando in decima posizione.
La cronaca della gara. Nella prima salita è avanti la svizzera Leumann, ed il gruppo viaggia sostanzialmente compatto fino a metà del primo giro, quando Maja Wloszczowska si porta il testa nel tentativo di tastare subito il polso delle avversarie: le rispondono Eva Lechner e Julie Bresset, con la svedese Engen, la ceca Nash e la leader di coppa Zakelj (Slovenia) a ruota. Gruppetto di sei che al passaggio sotto lo striscione del traguardo transita con 20 secondi di vantaggio sulle prime inseguitrici. Quando però si porta davanti la Bresset il gruppo rallenta, permettendo così alla russa Kalentieva di rientrare.
Di lì a poco svanisce il sogno di una medaglia azzurra: al Shaka's Play Ground, un passaggio in discesa su tronchi, Eva Lechner cade violentemente a terra. Fortunatamente riesce a rialzarsi e ripartire, questa è la cosa più importante, ma la sua gara è chiaramente compromessa. La caduta di Eva, che si trovava in terza posizione dietro a Bresset e Zakelj, crea un momento di sbandamento generale, e a farne le spese è la canadese Nash, mentre Esther Suss, che si trovava nel gruppetto inseguitore, si riaggancia alla testa della corsa.
Solo nel terzo giro si fa avanti Tanja Zakelj, che in salita si sposta dalle ruote delle avversarie e porta con se la Bresset e la Wloszczowska, lasciando sul posto nell'ordine Kalentieva, Suss e Engen. Quello della Zakelj pare solo un modo per ricordare a tutti che c'è anche lei, perchè il primo vero affondo della gara lo porta la Wloszczowska, che sfrutta le sua abilità di guida in discesa per staccare Bresset, mentre la Zakelj si mette fuori gioco da sola, cadendo rovinosamente in un tratto piuttosto veloce e insidioso.
Le emozioni dei primi tre giri lasciano spazio ad una gara decisamente più "piatta" nella seconda parte, con Bresset e Wloszczowska che si controllano in testa, mentre solo la caduta della Kalentieva al termine del giro cinque apre la strada del podio alla Suss, la quale pare avere qualcosa in più sulla distanza, avendo nelle marathon il suo terreno ideale.
L'ultimo giro si vive nell'attesa che una tra Wloszczowska e Bresset piazzi il colpo di grazia, ma nessuna delle due, almeno in salita, sembra in grado di fare la differenza, e la sensazione è che la prima delle due ad entrare nei single track finali possa mettere la parola fine alla contesa. E così è: la Bresset passa avanti prima di iniziare la discesa, la polacca non ha la stessa fluidità sulle rocce, e la gara è decisa. Oro alla Francia (il primo in questa edizione), argento alla Polonia. Terza, a oltre un minuto, un'incredula Esther Suss. Dopo di lei arrivano Irina Kalentieva, Tanja Zakelj e Alexandra Engen (che potrà rifarsi domani nell'XCE), quindi la svizzera Kathrin Stirnemann, la norvegese Gunn Rita Dahle Flesjaa, la statunitense Lea Davidson, ed infine Eva Lechner a chiudere la Top Ten.
Ha un sapore del tutto speciale la maglia iridata della Bresset. Nessuno mai ha messo in discussione il suo talento: oro a Londra, campionessa del mondo 2012, vincitrice della World Cup nel 2011, dal 2010 ininterrottamente campionessa di Francia. La frattura della clavicola nella tappa di Bundesliga a Muslingen, a inizio aprile, aveva compromesso la stagione. Non del tutto però: la Bresset è tornata in forma, ha vinto ll titolo nazionale a luglio, e ha preparato con intelligenza questi mondiali. Chapeau.
Ordine di arrivo Women Elite
1 Julie Bresset (Francia) 1 ora 42 minuti 54 secondi
2 Maja Wloszczowska (Polonia) + 5''
3 Esther Suss (Svizzera) + 1' 06''
4 Irina Kalentieva (Russia) + 1' 29''
5 Tanja Zakelj (Slovenia) + 2' 03''
6 Alexandra Engen (Svezia) + 2' 57''
7 Kathrin Stirnemann (Svizzera) + 3' 05''
8 Gunn Rita Dahle Flesjaa (Norvegia) + 3' 23''
9 Lead Davidson (USA) + 3' 41''
10 Eva Lechner (Italia) + 3' 58''
DNF Anna Oberparleiter (Italia)