24 Ore di Cremona: la pioggia, il fango e un tedesco al comando
Cremona: Il 27 aprile alle ore 14 partiva sotto una pioggia incessante la decima edizione della 24 Ore di Cremona. Ormai diventata un "must" dell'endurance italiano ha raccolto sempre più consensi negli anni raccogliendo partecipazione da tutta Italia ma anche dall'estero. A testimoniarlo sono i due vincitori della categoria "Only", uno proveniente dalla Germania e l'altra di nazionalità Ucraina.
Il tracciato fin dalle prime battute si preannunciava arduo e infido, pieno di insidie nascoste e tanto, tantissimo fango che costringeva il c.o. a tagliare una parte del percorso assolutamente inagibile fin da subito. In corso d'opera venivano fatte delle modifiche per poter permettere ai partecipanti di poter pedalare e non navigare in un mare di fango che non solo non permetteva un avanzamento veloce ma comprometteva seriamente il buon funzionamento dei mezzi, messi a dura prova e spesso purtroppo compromessi in modo irreparabile tanto da non poter continuare.
Nelle prime ore di gara la selezione era pressoché naturale. Cadute fortunatamente con poche serie conseguenze, scivolate nelle "pozze" di fango e gambe messe subito a dura prova rendevano la gara durissima per i "soli", sempre attenti a gestire le forze ma impossibile da farsi con condizioni del genere. I team invece freschi dei continui cambi riuscivano a cercare traiettorie nelle quali poter comunque spingere al massimo. Con il passare delle ore la pioggia continuava a cadere e il tracciato, già modificato in più punti, era ormai alle stremo.
Alle 19 cominciava a serpeggiare nella giuria e poi di bocca in bocca tra gli atleti la possibilità di una sospensione della gara per le 12 ore notturne. Era infatti impossibile affrontare il tracciato in sicurezza con gli impianti d'illuminazione seppur davvero molto efficaci dei partecipanti. L'ufficialità arrivava di li a poco e alle 20 tutti sotto la doccia non prima di aver rimesso in condizioni decorose il mezzo, ridotto ai minimi termini con catene rotte, cambi piegati, deragliatori bloccati, mozzi fermi, freni allo stremo. Doccia mai così desiderata, un piatto di pasta offerto dal c.o. che ne aveva previsti 3 per ogni atleta e un po' di buona musica rock suonata da un gruppo di ragazzi molto giovani locali. Poi, sul campo di battaglia scendeva la quiete, l'inizio delle ostilità era previsto per le ore 8 del mattino seguente.
Pochi calcoli, alla luce e al leggero tepore di un sole che seppur timido cominciava a scaldare gli atleti e ad asciugare il tracciato si ripartiva. La notte però aveva scremato le fila. Troppo estreme le condizioni generali e in tanti hanno preferito non ripartire e abbandonare la gara.
Ancora qualche modifica al tracciato e il tepore del sole rendeva fin da subito la situazione in netto miglioramento. I tempi di percorrenza si abbassavano notevolmente man mano che si creavano delle scie nelle quali era possibile spingere rapporti importanti. I team sfrecciavano a tutta sui binari veloci, i "soli" riuscivano nel loro intento di provare a controllare pedalando costantemente dosando le forze...ma i tuoni in arrivo non lasciavano presagire nulla di buono. A circa 3 ore dalla fine ancora acqua a dirotto, ancora fango, ancora "colla" vera sotto le gomme degli atleti. Le ultime 2 ore diventavano davvero difficili.
Le posizioni in realtà erano più o meno definite ai vertici tranne che nella categoria "solo" femminile dove una rottura dell'atleta ucraina, Elena Novikova permetteva alla bravissima Massarotto di rientrare in gara. La bionda straniera però aveva forza e voglia ancora per sorprendere e tagliare per prima il traguardo. Tra gli uomini categoria "Only" Senior la spuntava il tedesco Rudolf Springer con 35 giri su Alberto Zambelli, 34, autore come sempre di una grandissima gara. Nella categoria "Only Junior" la vittoria era dell'ottimo Cristian Ragnoli seguito dal compagno di squadra Alessandro Filippini della polisportiva Nuvolera.
Tra i team non poteva mancare la vittoria quasi scontata del Mtb Santa Marinella - Tonica, sempre presente e anche se orfano del pluricampione Massimo Folcarelli ha distanziato di ben 3 giri il secondo team "24h di Stevenà". Terzo il secondo team Mtb Santa Marinella - Tonica.
Qualche considerazione, nel bene e nel male sulla manifestazione va fatta. La location, la logistica e l'organizzazione ormai hanno raggiunto standard davvero molto elevati grazie all'esperienza decennale dei ragazzi capitanati da Max Ansoldi. Per onor di cronaca vanno segnalate alcune lamentele arrivate da alcuni atleti per il pacco gara ritenuto "poco" consistente. Il bel libro ricordo trovo sia un omaggio molto originale e un giusto riconoscimento ai 10 anni della manifestazione ma probabilmente non è stato apprezzato da tutti che probabilmente preferivano qualche prodotto più "concreto".
Detto ciò va dato atto all'organizzazione che in una situazione di emergenza ha saputo comunque far fronte e a rendere possibile lo svolgimento della manifestazione con ristori permanenti e anche intrattenimento durante lo svolgimento della gara e nella serata del sabato.
L'appuntamento ora per la prossima tappa della 24h Cup è a giugno in quel di Stevenà.
Foto sportograf.com