A Borgo d'Ale (VC) assegnati i titoli italiani CX ACSI
Borgo d'Ale (VC) - Quando si pensa all’arte del ciclocross vengono in mente nomi che escono dalle cronache sportive per entrare nella storia: Guarnieri, Bertoldo, Tosi, Bertoni, solo per citarne alcuni, poi ci sono loro, gli organizzatori, che amano il mondo delle tre effe, fango, fatica e freddo, quanto e più degli eroi che si vestono di tricolore.
Se per Flavio Sommaruga si tratta di una prima assoluta ed ha dovuto penare parecchio per tenere a debita distanza il polacco Enrik Santysiak e il veneto, ottimo stradista, Alfio Maracani, che finiscono sul podio, per Antenore Scarpetta non è una novità vestire il tricolore ma oggi ha compiuto un’impresa. Ha dovuto usare testa e cuore, non ha risposto subito all’attacco iniziale di Guarnieri ma lo ha seguito a vista e quando a metà gara s’è ricongiunto ha prodotto un allungo che non lascia scampo, e per Guarnieri, il più titolato d’Italia, si materializza il secondo posto davanti al suo scudiero Rino Tavani.
Le donne “A” e “B”? Sensuali, raffinate e intriganti quanto basta se indossano abiti da sera e tacchi a spillo, ma quando indossano il body societario si trasformano in gattopardi che rubano la scena, e la vocazione predatrice delle vincitrici Barbara Fanchini (donne “B”) e Sabrina Masin (donne “A”) conferma il loro appeal con tricolore tagliando fradicie il traguardo ma linde nella loro passione che contempla fatica e sacrifici.
Se B. Fanchini taglia il traguardo fra le lacrime per una dedica speciale alla mamma che da qualche angolo del paradiso ha sicuramente gradito, anche il podio composto anche da Tiziana Corazza e Simona Etossi, Sabrina Masin è davvero raggiante per aver dimostrato che il tricolore dello scorso anno era strameritato, esattamente come quello di oggi, e il curriculum di Cristina Falco e Cristina Cortinovis sono lì a dimostrarlo. Gara a rischio coronarie quella dei Primavera P2, dove il figlio d’arte Luca Gasparini ha dimostrato un carattere da guerrigliero e ha lottato duramente con l’altro figlio d’arte, Michelino Gelli, che ad un certo punto sembrava potercela fare; ma Luca ha avuto il pregio di crederci e all’ultimo giro aggancia il fuggitivo per poi staccarlo di una manciata di secondi. Bello il loro abbraccio dopo il traguardo che sancisce una bella lealtà.
Senza storia la vittoria del Primavera Thomas Beltrami che si libera subito del suo compagno di squadra Jacopo Barbotti e del neo amatore (è alla sua terza gara) Nicolò Tumiati, ed alla fine, frastornato dai flash e dagli applausi, riesce solo a dire “Dedico il tricolore ai miei e alla squadra”. Un altro amatore che col tricolore ha un certo feeling è senza dubbio il veterano Davide Montanari. Serio, preparato, sufficientemente saggio, approccia la gara col piglio di primo della classe e con una straordinaria prova mette il sigillo in ceralacca sul suo status di primo della classe, e a farne le spese è stato l’immenso Alessandro Monetta, che gli ha tenuto testa per metà gara e poi, incitato a squarciagola dai suoi amici, tiene il secondo posto ai danni di Orlando Borini e Davide Bertoni.
Angelo Tosi? Un’icona e un patrimonio per tutti noi. Una decina di tricolori vinti in federazione, altrettanti nella nostra unione. Ha aspettato pazientemente quest’altro tricolore che sembrava non arrivare più e finalmente domenica questa sorta di incubo s’è trasformato in realtà. Un grandissimo - questo bisogna dirlo - Sante Schiro, ha cercato di rovinargli la festa, come pure Massimo Suardi, in difficoltà sulla neve, ma Tosi non sbagliava una curva e tra le lacrime di gioia si rivestiva di tricolore. Nella categoria cadetti, Manuel Ballini aveva di fronte una montagna rocciosa di muscoli, difficili da scalare, come il campione italiano strada Andrea Bonollo, la massima espressione ciclistica degli ultimi anni. Lui lo sapeva e ha impostato la gara senza calcoli, testa bassa e pedalare. Alla morte! Non ha mai avuto un grande vantaggio ma la grinta non manca a questo bravo ragazzo che viene alle gara con tutta la famiglia, nonni compresi e sospinto dal loro tifo infernale trionfa di sette / otto secondi su Bonollo e una trentina su Mattia Lunardi.
Negli junior è sempre più positivo il magic-moment del guerriero Diego Lavarda che per metà gara lotta spalla a spalla con Mamo Pagani, poi, in progressione saluta la compagnia perché c’è l’ennesimo tricolore che lo aspetta; Mamo si consola col secondo gradino del podio mentre Franco Barbazza, terzo, prende confidenza col ciclismo che conta. Dopo le bordate di Gasparini, Masin, Scarpetta e Lavarda, la corazzata Pengo cala il Jolly con Francy Corradini, uno dei più umili amatori di sempre che con la vittoria sofferta per la strenua resistenza di Mirko Pinton ubriaca di gioia tutto il team capeggiato da Adriano Pengo e trascina sul gradino più alto del podio tutta la società che, non a caso è vestita di azzurro nazionale con tanto di scudetto cucito sul petto.
Chiude la saga dei tricolori il buon e umile debuttante Alessio Morey Ferraro che prevale sull’altro figlio d’arte di casa Gasparini, Diego, per la gioia di papà Camillo che da oggi retrocede a gregario. Nella bella sala consiliare i campioni si vestono di tricolore alla gradita presenza del consigliere nazionale Maela Milesi, del coordinatore regionale Valerio Zuliani e dai Presidente Provinciale Alberto Filippinie Osvaldo Salaris che sottolineano il concetto del gruppo, quello che frequenta la scuola di sport e di vita chiamata Acsi Udace, un gruppo pulito che fa sentire forte il profumo che sa di bucato e che sa trasmettere valori positivi. Grazie davvero, anche da parte del signor sindaco Mario Enrico.