L' avventura di Gianni Banterla al Crocodile Trophy 2011
E' uno dei cinque italiani che a fine ottobre ha partecipato al massacrante Crocodile Trophy, che quest' anno nelle prime 3 tappe è stato condizionato dalle piogge che avevano colpito il nord ovest dell' Australia.
Addirittura la prima tappa era stata annullata perchè sembrava che stesse scendendo il diluvio universale sul nord ovest dell' Australia. Gli italiani però sono si sono fatti spaventare ed hanno portato a termine la loro imprese, tagliando il traguardo in tutte le nove tappe. Parliamo di Pio Tomasetig, Sebastian Favaro e Daniele Modolo che hanno corso in coppia con il tandem, e i veronesi Nicola Gianfranceschi e Gianni Banterla.
Ecco il racconto di Gianni, che è nato, vive e lavora nelle zone tra Caprino Veronese e Affi, in provincia di Verona, vicino al lago di Garda. Ha 43 anni ed è un imprenditore nel settore vivaistico, un lavoro che ama molto. La passione della bici, fa parte della sua vita, è iscritto alla Olympic Bike di Bardolino, squadra di Paolo Rosola e Paola Pezzo.
Dopo averci pensato per diverso tempo avevo deciso di andare solo, poi però un amico di avventure (Nicola Gianfranceschi) mi ha seguito. La mia preparazione è iniziata a gennaio con un'amica con la quale ci alleniamo costantemente durante le pause pranzo e le domeniche, con lunghe percorrenze. Abbiamo anche utilizzato delle gare per testarci, in particolar modo una gara a tappe durata 4 giorni a Schladming, in Austria (Alpentour Trophy). Ho intensificato gli allenamenti negli ultimi mesi prima della partenza e poi via!
Sembrava che il tempo migliorasse... 2° tappa: mentre ci trasferivamo verso il paese dove c'era la partenza ufficiale, ha ricominciato a piovere. Abbiamo percorso tutta la tappa, in mezzo alla foresta, sotto una pioggia battente. All'arrivo eravamo fradici e stanchi, le tende erano bagnate anche dentro, ma erano l'unico posto dove potersi riparare. Non ci siamo neanche fatti la doccia riuscendo poi a mangiare in tenda solo un piatto di pasta fredda che per essere portato lì si era riempito d'acqua.
La partenza della terza stata è stata sempre sotto la pioggia. Ormai avevamo perso le speranze di uscire da questo nubifragio. Siamo arrivati a Irvine Rock, un vecchio borgo di minatori, dove siamo rimasti due giorni facendo una tappa a circuito di 28 km per tre giri. Nel frattempo finalmente aveva smesso di piovere ed è iniziato un caldo che è andato aumentando giorno dopo giorno. Le bici, visti i terreni particolarmente difficili che stavamo percorrendo (fango, sabbia, torrenti..) hanno iniziato ad avere problemi seri come l'usura delle pastiglie dei freni, l'allentamento dei pacchi pignoni, i fili dei cambi che non scorrevano e forature!
La tappa più lunga della gara consisteva in 189 km di sterrato con un continuo saliscendi, ogni tanto interrotto dal fastidioso corrugation. Abbiamo sofferto il caldo e bevuto tantissimo, circa 12 litri di liquidi. Ogni depot era un'oasi di felicità, un traguardo! Era l'unico modo per affrontare un percorso così lungo e difficile sotto un sole fortissimo. Ma la tappa più dura è stata la nona. 145 km con un caldo intenso e la continua necessità di scendere dalla bici per la sabbia che ha dominato l'intero percorso, mettendo in crisi anche gli elite.
Ma i lati positivi sono stati moltissimi. Il sostegno, la condivisione e la collaborazione con il mio amico Nicola, dalla prima all'ultima tappa, per perseguire il nostro comune obbiettivo: essere finisher! Conoscere persone fantastiche (come gli altri tre italiani) con le quali ci siamo scambiati racconti sulle nostre esperienze! L'espansione dello spirito di sacrifico, resistenza e sopportazione sia in bici, dovendo anche risolverne le problematiche tecniche, che dopo al campo. E pedalare in questa natura selvaggia e piena di fascino, dalla foresta tropicale al deserto più caldo, tramutandola mentalmente in un luogo che ti accoglie e non che ti è ostile.
All'arrivo essere finisher è un'esplosione di gioia. Le fatiche fatte restano nella mente come dei mezzi indispensabili di apprendimento, comprensione e crescita interiore che ti cambiano profondamente per sempre".