La versione di Elia Silvestri sulla sua squalifica all' Europeo di ciclocross

Domenica era pronto a scattare allo sparo della pistola, quest' ultima però aveva dei problemi ed ha creato confusione tra gli atleti. Risultato finale, squalifica e sogni di medaglia svaniti.

Domenica a Lucca si sono svolti i Campionati europei di ciclocross e per chi non li avesse seguiti, nell' ultima gara, quella riservata agli under 23, in gara c'erano anche quattro biker, Luca Braidot, Stefano Valdrighi, Bryan Falaschi e Elia Silvestri. Quest' ultimo, in base a quello che aveva fatto vedere nelle prime gara della stagione, avrebbe dovuto essere uno dei probabili protagonisti della corsa. Corsa che per lui non è nemmeno iniziata in quanto è stato squalifica, per falsa partenza.

Ecco un' estratto dal comunicato stampa post gara che rende l' idea di cosa è successo in quesi frangenti : "Nervosismo alle stelle tra i 48 partenti ma purtroppo per i colori azzurri ne ha fatto le spese Elia Silvestri che è stato espulso dal collegio dei commissari di gara per falsa partenza pochi attimi prima del colpo di pistola. Dopo un primo richiamo verbale dei giudici a Silvestri (che si trovava in prima griglia), la gara ha preso il via in uno stato di altissima tensione tra i corridori in gara ed è stato deciso di ripetere la partenza nonostante avessero percorso buona parte del circuito.

Dopo un lungo conciliabolo la decisione di squalificare Silvestri: grande la delusione del tricolore under 23 in carica, di tutto lo staff azzurro del direttore tecnico Fausto Scotti e del pubblico presente che si sono visti privare al via l'atleta che un anno fa a Francoforte (Germania) aveva colto la prima e storica medaglia d'argento e piuttosto motivato alla ricerca del colpaccio sul rivale olandese Lars Van der Haar."


Oggi è proprio Elia Silvestri che di sua iniziativa ci ha scritto per precisare la sua posizione e la sua versione dei fatti anche in relazione a quanto ha letto sul principale quotidiano sportivo nazionale.

Veniamo alla partenza, io ho sentito 30 secondi al via e ho notato che c'era un pò di confusione tra il presidente di giuria e l'organizzatore (il quale aveva in mano la pistola) tra chi dei due dovesse dare il via...ho visto il presidente dare l'ok all'organizzatore quindi mi sono concentrato sulla sua mano con sguardo fisso per vedere quando premeva il grilletto...io ho visto premere il grilletto e ho sentito un clac del caricatore schioccare e ho avuto il riflesso di muovermi, appena mi sono mosso mi sono reso conto di non aver sentito il rumore del colpo andato a segno, quindi il colpo non era partito e mi sono prontamente fermato e rimesso sulla linea degli altri concorrenti.

A quel punto ho visto il giudice che stava attraversando la strada nella mia direzione e si è sentito un altro clac della pistola..credo proprio che l'organizzatore abbia riprovato a sparare e il colpo sia andato ancora a vuoto e tutti a quel punto sono partiti, vedendo la partenza sono partito anche io, e infatti sotto lo strescione di arrivo posto a 3-4 metri dalla linea di partenza ho sentito lo sparo, quindi solo al terzo tentativo è andato a segno il colpo, sotto l'arrivo c'erano i tappeti dei sensori per i cronometristi e sono transitato attorno al decimo posto, quindi non ho tratto nessun vantaggio.

Io penso che il mio movimento non sia stato causato da un voler avvantaggiarmi sugli altri, che un metro guagagnato su una gara di 50 minuti non mi avrebbe certo agevolato sulla mia prestazione finale, o il fatto di commettere una scorrettezza e violare il regolamento.

IL MIO MOVIMENTO, QUINDI LA FALSA PARTENZA PER LA QUALE MI HANNO ACCUSATO, E' STATO CAUSATO DAL MAL FUNZIONAMENTO DELLA PISTOLA DI PARTENZA.

Così come anche gli altri concorrenti sono stati ingannati dal secondo sparo a vuoto.
Vedendo come sono andati i fatti le persone incaricate dello start avrebbero dovuto assumersi le loro responsabilità e far notare i problemi che hanno avuto nel dare il via.


Vorrei precisare e commentare anche l'articolo apparso su La Gazzetta Dello Sport del 07/11/2011 nel quale mi accusano di aver insultato il presidente di giuria, preciso che io ho discusso col presidente in modo educato davanti a tutti e lui si è rifiutato di accettare le mie richieste di guardare i filmati e di visualizzare i passaggi sotto lo striscione d'arrivo, lui si è rifiutato categoricamente di assecondare le mie richieste e solo a quel punto gli ho chiesto come mai aveva tutto quel accanimento nei miei confronti e neppure di accettare il dialogo con me e se avesse qualche altro interesse per potermi squalificare.

Comunque dopo un massimo 10-15 minuti dalla ricomposizione delle griglie di partenza, non 30 minuti come specificato sul quotidiano sportivo, ho deciso di accettare, ma senza condividere la decisione del presidente per rispetto degli altri concorrenti e del pubblico che aspettavano la partenza.
Con una stretta di mano ai giudici e al presidente me ne sono andato complimentandomi per l'ottimo lavoro fatto, per aver squalificato un sicuro protagonista e aver rovinato mesi di impegno e dedizione verso l'allenamento a pochi secondi dall'obbiettivo.

Sicuramente la cosa ha dei seguiti negativi per la mia stagione sia morali che economici visto che un titolo Europeo non si conquista tutte le domeniche, comunque quest'offesa che ho subito sarà uno stimolo per allenarmi ancora con più sacrifici e impegno per gli altri obbiettivi stagionali e dimostrare a tutti che sono stato privato di una grande occasione per dimostrare tutto il mio valore.

Ringrazio per la disponibilità di pubblicare la mia versione dei fatti.

Saluto tutti i lettori e i tifosi di ciclismo, strada e fuoristrada!!

Alle prossime gare,


Elia Silvestri

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