Italia : Siamo la terza forza del mondo
Con le sue tre medaglie di bronzo nel cross country, la nazionale azzurra è stata la terza nazione, dopo Francia e Svizzera, nel medagliere del Campionato Mondiale di Champery.
Dopo essere rimasti a bocca asciutta l'anno scorso a Mont Sainte-Anne gli atleti azzurri in Svizzera hanno fatto vedere al mondo di avere la capacità e le possibilità per stare tra i migliori, ma guardando oltre il bronzo, un'attenta lettura di questi ultimi mondiali evidenzia delle criticità e suggerisce realisticamente, che il lavoro da fare per alcuni atleti per poter puntare al metallo più prezioso deve necessariamente andare oltre alla preparazione tecnica, è fondamentale un'approccio mentale più determinato, una sicurezza nei propri mezzi che in qualche caso è venuto a mancare propio nel momento più importante della stagione.
Godiamoci le nostre medaglie di bronzo, con la certezza che se a Champery tutto fosse andato per il verso giusto avremmo raccolto qualcosa di più e, che comunque dopo un'annata avara di risultati (2010), gli atleti azzurri sono ritornati in alto e ottimisticamente possiamo anche affermare che la situazione per il futuro lascia intravedere dei dei bei sprazzi di luce.
La medaglia della Innerhofer ha dato la carica ai quattro moschettieri della staffetta Team Relay, specialità nella quale la nazionale italiana ha una grande tradizione e nella quale il C.T. Hubert Pallhuber ha sempre puntato forte. Come sempre la tattica è stata la chiave fondamentale per la vittoria e ancora una volta l'Italia ha saputo giocare le sue carte alla perfezione, dimostrando una forza di gruppo davvero invidiabile: Gerhard Kerschbaumer (Under 23), Lorenzo Samparisi (Junior), Eva Lechner (Donne Elite) e Marco Aurelio Fontana (Elite), lo stesso quartetto che aveva vinto il bronzo ai recenti europei in Slovacchia, puntavano ad un risultato di grande rilievo, anche se favoriti d'obbligo erano gli svizzeri, che giocavano in casa, e i francesi Campioni d'Europa.
Il primo azzurro a partire è stato Gerhard Kerschbaumer che ha chiuso la frazione in settima posizione, Gerhard ha passato il testimone al tiranese Lorenzo Samparisi, il quale ha accorciato i distacchi dagli avversari.
Anche Eva Lechner ha guadagnato una posizione riportando la staffetta azzurra in sesta posizione. All'ultimo cambio era in testa l'Olanda con oltre un minuto sul Canada e circa 1' 30" sulla Francia, ma le due squadre di testa avevano già speso le pedine migliori, quando sono partiti i big della squadra transalpina, della Svizzera e dell'Italia le carte si sono mescolate e la lotta si è ristretta tra le tre favorite della vigilia. Il testimone è passato infine al sempre combattivo Marco Aurelio Fontana, capace di recuperare con una prestazione superba posizioni su posizioni, fino a raggiungere un grande terzo posto, a 54 secondi dagli iridati francesi e a soli 13 secondi dagli elvetici, per un podio fotocopia di quello europeo. Il più felice degli azzurri era Samparisi "Sono contentissimo, non ci posso credere, un podio iridato, un tempo stratosferico! Incredibile, ciò mi carica molto in vista della gara Junior. Spero di riuscire a regalare un'altra buona prestazione." ha commentato Lorenzo ai piedi del podio.
Dopo i due bronzi conquistati da Julia Innerhofer e dagli azzurri della staffetta un soddisfatto Pallhuber ha commentato: "Julia oggi ha corso molto bene con grande determinazione, il suo talento è evidente. Ha sempre corso nelle prime posizioni, al penultimo giro è stata superata dalla tedesca Putz, ma è riuscita a mantenere il podio. Sono molto soddisfatto così come lo è Julia che dopo il guasto meccanico agli europei, oggi ha avuto l'opportunità di dimostrare il suo valore" - e riguardo alla staffetta ha aggiunto- "Forse avremmo potuto lottare di più per conquistare l'argento. Tutti e quattro gli azzurri hanno corso bene, da sottolineare la grande prova di Fontana e la grande prestazione di Samparisi, mi è piaciuta molto la sua frazione, lo vedo in grande forma per la sua gara".
Lorenzo Samparisi ha avuto presto la possibilità di confermare la sua strepitosa condizione nella gara Junior entrando nella top ten nonostante una caduta. Il 18enne valtellinese è balzato al comando della gara ed è rimasto nel gruppetto di testa per i primi tre giri, poi quando sembrava ben messo in terza posizione, pochi secondi dietro al vincitore, il francese Victor Koretzky e al costaricano Andrey Fonseca, è rimasto vittima di una caduta e, con coraggio è riuscito ad agguantare una più che ottima settima posizione finale, a soli 3' dal vincitore e a poco più di un minuto dal podio: "Ho fatto una gara magnifica, peccato per quella scivolata sull'asfalto che mi ha forse negato un piazzamento nei primi cinque" ha commentato al traguardo.
Giornata no per Serena Calvetti che si è presentata al via della gara Donne Under 23, in non buone condizioni fisiche a causa di una caduta in allenamento in cui non ha riportato gravi conseguenze, ma l'ossolana non è riuscita a recupare i postumi dell'incidente e dopo aver effettuato il giro di lancio, si è fermata ai box.
Nel momento clou qualcosa è andato storto, dopo metà percorso, infatti, il campione altoatesino è sembrato in difficoltà in discesa, un'ulteriore caduta nel corso della gara lo ha fatto precipitare in poco tempo dal secondo al sesto posto con un distacco di cinque minuti dal nuovo campione del mondo. Peccato, Gerhard ha vinto quasi tutto quest'anno e tutti ci aspettavamo un'altra sua vittoria contro atleti che in questa stagione ha battuto più volte, sarebbe stato bello raggiungere la medaglia d'oro, ma anche ad un campione può capitare una giornata nera in cui il sesto posto al mondiale non è certo un risultato da buttare: "Per Gerhard una giornata veramente nera" - ha detto il DT Pallhuber - "Buona la partenza, ma ha perso contatto proprio in discesa, terreno dove è sempre riuscito ad esprimersi al meglio . Un vero peccato ed una grande delusione per lui che probabilmente ha subito troppo la tensione. Sono invece soddisfatto della prestazione degli altri azzurri, al di sopra delle aspettative, con in evidenza l'ottavo posto di Diego Rosa"
Eva, quando è stata raggiunta dalla Wloszczwoska ha reagito con determinazione, tenendo finchè ha potuto il passo della polacca, una tattica che ha spiazzato la Kalentieva che si stava avvicinando a sua volta pericolosamente alla campionessa italiana, che dopo 11 anni, dal terzo posto di Paola Pezzo a Sierra Nevada, ha riportato i colori azzurri sul podio mondiale.
"Sono contentissima" - ha commentato l'azzurra - "è la mia prima medaglia personale iridata e sono veramente felice. Oggi ci ho creduto fin dall'inizio e sono riuscita a correre con grande controllo, senza problemi tecnici a differenza di altre atlete. Oggi ho avuto la fortuna che mi è mancata l'anno scorso, sono veramente soddisfatta. E' stata una battaglia dura, una lotta davvero difficile, ho avuto crampi all'ultimo giro, ma ho stretto i denti e ho continuato", ha detto la Lechner, soddisfatta del suo bronzo.
Gli interrogativi di questo mondiale deludente di Fontana impongono a chi di dovere le opportune riflessioni, sopratutto rivolte in chiave olimpica. Tra un'anno sarà un peccato veniale arrivare all'appuntamento con uno stato di forma logorato da una lunga stagione, o peggio ancora nell'aspetto psicologico, è opportuno fare la stagione di ciclocross per andare a fiamma nei primi mesi e poi vivere mesi dopo, nelle giornate veramente importanti momenti così critici? L'anno prossimo non si dovrà sbagliare nulla e il livello per poter battere lo stratosferico Kulhavy alzerà ancora l'asticella, la sfida per diventare campioni si farà sempre più difficile e richiederà nuove strategie, occorrerà anche scegliere il momento giusto per giocare le migliori carte che si hanno in mano, i jolly sono già stati giocati tutti.