A BOLETO (VB) … FIORISCONO LE NUOVE LEVE
Il maltempo, ampiamente annunciato dai metereologi, non ha scoraggiato la festa sportiva che il laborioso team Mtb Omegna e il suo infaticabile Presidente Renzo Bogianchini ha organizzato a Boleto di Madonna del Sasso (VB), roccaforte Udacina che da sempre regala emozioni, spesso tricolori. E infatti, oltre che tappa del celeberrimo Master Sport & Sports, la gara era anche valida come finale di Coppa Italia MTB Giovanile che, fra sorrisi , foto e applausi ha visto sfilare e vestire le giovani speranze del nostro futuro che il giovanissimo Sindaco Alessio Strada, con la voce rotta dall’emozione elogiato.
Le bellissime maglie tricolori sono finite sulle verdissime spalle di Gabriele Miazza, Nani Aurora, Camilla Aste, Alberto Barengo, Tatiana Bianchi e l’estroverso e funambolico Lorenzo Bramati, praticamente una rinfrescata di speranze e ambizioni sportive. Alle dieci in punto, i centoventi agonisti invadono "poco pacificamente" il bellissimo percorso disegnato magistralmente fra boschi di faggio e alpeggi verdissimi e subito il Veterano Marco Oglina dimostra di essere il numero uno, più forte anche delle intemperie e con un tempo formidabile di 1h 9’ e 4’’ strapazza sia Carmelo Cerruto che l’onnipresente Vittorino Stroili. Anche l’ennesima vittoria del Senior Marco Colombo pesa come un macigno e ne certifica la superiorità schiacciante. I pur bravi Michele Fantoli e Massimo Rovari non possono che applaudire e sperare in un calo del fuoriclasse magentino.
La voglia del Gentleman Roberto Manzoni, di aggiungere un altro alloro alla sua corposa bacheca, s’è concretizzata e la presenza sul podio di Silvano Iseppato e il combattivo Roby Gallone ne certifica la valenza sportiva. Anche il novarese Fabio Bruno s’è reso protagonista di una condotta di gara esemplare, dimostrando potenza e intelligenza tattica di tutto rispetto che gli ha permesso di respingere gli attacchi dei colleghi Junior Filippo Cavasin e Antonio Longo, più o meno come ha saputo fare il Cadetto Vasile Morari lottando contro il fenomenale e sfortunatissimo Luca Camarella e il promettente Mattia Bardone.
Bella, incerta e combattuta la prova fra le Donne “B” Maddalena Sesiani e Sabrina Bellatti, stavolta è la statuaria Maddalena che si presenta tutta sola e infangata al cospetto delle Canon di Nonno Arnaldo e Luciano Bissoli, non pervenute Monica Grendene e Clara Perletti mentre fra le Donne “A” è sempre Silvia Barbero che anche sotto il diluvio si regala un magico raggio di sole che scalda anche le amiche avversarie Simona Bona e Janine Jackson che, come Marika Poletti, ha sempre uno splendido sorriso stampato sul viso. Il primo della classe nei Super “A” è sempre lui, Lucio Pirozzini, un campione quattro stagioni che fa dire ai suoi amici avversari Aldo Allegranza , Giorgio Bano e Franco Bertona: “C’è Lucio, il più grande degli ultimi anni, accontentiamoci”.
Stesso identico discorso per Brontolo Super “B” Ambroes Temporiti, una macchina da guerra che prima batte e nettamente, Luciano Ragazzi e Paolo Pisoni e poi anela i baci delle miss. Per fortuna il Debuttante tricolore Lorenzo Bramati non ha preso da suo padre, questo è certo. Parte deciso e attacca svirgolando il telaio e con una gara tutta d’attacco farcita da stilettate rabbiose spegne lo spirito combattivo del figlio d’arte Alessio Pederzolli e il duo Mirko Ruggirello / Giacomo Cavalieri meritandosi gli applausi dei numerosi presenti.
La gara dei Primavera sembra un inno all’amicizia vissuta secondo una filosofia non scritta che porta questi ragazzini a lottare come leoni dal primo all’ultimo metro come hanno saputo fare Stefano Bertamini , vincente per un metro circa e il tricolore Alberto Barengo per poi abbracciarsi subito dopo il traguardo e ribadire che quello che conta davvero è il divertimento e il rispetto per il quale nel nostro Master Sport & Sports siamo disposti a tutto. Termina con un corposo ristoro la bella gara di Boleto e il nostro ringraziamento va tutto alla famiglia Bogianchini che con entusiasmo si adopera per il bene comune e delle giovani leve che sono il futuro nostro e dell’Udace.