La coppia Alverà-Menapace domina sui Pirenei
La coppia italiana termina la spettacolare attraversata pirenaica durata otto giorni chiudendo al secondo posto assoluto ma vincendo la speciale classifica riservata ai Mix-team. Nell’ultima tappa ancora tanta fatica e passaggi spettacolari prima della lunga passerella d’onore conclusiva. Alverà era in sella ad una Olympia mentre la Menapace ha corso con una Titici
San Sebastiàn (ESP) - Si è conclusa nel primo pomeriggio di sabato 9 luglio la lunga avventura che ha visto protagonisti Lorenza Menapace (Carpentari) e Paolo Alverà (Olympia) veri e propri portacolori italiani in una delle gare a tappe più dura d'Europa: la Bike Transpyr Advetures 2011. Un'avventura lunga 8 interminabili giorni che conduceva dal Mediterraneo all'oceano Atlantico attraversando i Pirenei spagnoli, una gara a coppie caratterizzata da 820 chilometri di lotta serrata e da 20.300 metri di faticoso dislivello complessivo, per un'impresa senza eguali. Proprio così, perché d'impresa si parla. Lorenza e Paolo portano a casa uno strepitoso secondo posto assoluto, piazzandosi tra numerose coppie maschili, dominando dalla prima all'ultima tappa nella speciale classifica riservata ai "mix-team".
Tanta soddisfazione per l'inedita coppia "made in Italy" ritornata in patria già nella giornata di domenica, una straordinaria esperienza dalla quale i due bikers tricolori hanno portato a casa uno zaino pieno zeppo di emozioni uniche e ricordi indelebili. "Vorrei ringraziare tanto Olympia e Carpentari per il supporto del materiali meccanici - commenta Lorenza Menapace al suo rientro - Odlo per tutto l'abbigliamento tecnico fornitaci che è fantastico oltre che bello ma, permettetemelo, soprattutto Paolo che si è dimostrato il grande campione che in è. Paziente, dolce ma anche molto deciso nei miei momenti di sconforto, lui è riuscito nell'impresa di tirarmi fuori anche quello che non ho dentro incitandomi per non farmi mai mollare mollare, nemmeno lungo le salite che si dovevano affrontare per oltre 25 minuti sotto il sole a picco con la bike in spalla. Lui si preoccupava e mi controllava in discesa, assicurandosi che io lo seguissi a puntino nelle sue traiettorie, che mangiassi, bevessi e che tenessi sempre gli occhi bene aperti per vedere lo spettacolo che mi circondava."
Da una parte la caparbietà e la convinzione di Lorenza, la madrina, la campionessa in carica non ché regina indiscussa dell'endurance italiano, e dall'altra tutta la classe e l'esperienza di un atleta vincente e completo a 360° in campo nazionale ed internazionale come Paolo. Un mix vincente che ha saputo conquistare anche il cuore degli appassionati d'oltre confine portando a termine una gara unica nel suo genere. Una coppia affiatata che ha saputo mettere in risalto i propri punti di forza, dalla tenacia alla sintonia, dalla calma nell'affrontare i momenti difficile all'indispensabile capacità di saper leggere il gps.
Ma facciamo un passo indietro per scoprire quanto accaduto all'ultima delle otto tappe previste. Partenza da Elizondo con gli ultimi 84 km e 2250 metri di dislivello a separare i bikers dal traguardo finale posto proprio a San Sebàstian, la splendida cittadina affacciata sull'oceano Atlantico. Una tappa insolita perché tutto si deciderà entro il secondo check point posto dopo 52 km di gara. Decisione del comitato organizzatore che vuole regalare l'ultima emozione ai suoi corridori. Dal quel punto in poi, infatti, si attraversa uno splendido parco naturale che valeva proprio la pena d'apprezzare ad andatura turistica.
Come sempre lo start viene dato alle ore 8.00 ma per essere l'ultima alba non è stata certo caratterizzata da un sereno risveglio. Qualche goccia di pioggia ed una sottile nebbia rendono grigia la giornata più attesa da una settimana a questa parte. Ma nonostante le facce, le gambe e le braccia stanche le coppie in gara partono con la solita grinta e determinazione. Per Lorenza e Paolo non si tratta altro che controllare la classifica senza cadere in irrimediabili inconvenienti. La davanti fanno ancora sul serio e l'andatura è ancora una volta sostenuta. La prima salita non è per nulla dolce e così si comincia a salire, dapprima su asfalto e poi su sterrato, con pendenze medie attorno al 18%.
Sono 650 mt. di dislivello che in un attimo, lungo larghi sterrati che ricordano le strade forestali alpine, portano in cresta alle caratteristiche colline ma il tracciato è tutt'altro che dolce. Single track tecnici e discese sconnesse, con gradini naturali e veloci toboga. Tutto avrebbe avuto un sapore diverso se non fosse per la pioggia che man mano si fa più insistente e fredda. Paolo e Lorenza decidono saggiamente di non correre rischi per non buttare al vento 7 giorni di fatica. E così, con un pizzico di emozione, e tanta precauzione i due giungono al check point del 52º chilometro chiudendo la loro tappa a soli 9' dalla coppia di testa, consolidando la leadership nella classifica riservata ai mix-team confermandosi come 2ª coppia assoluta alla Bike Transpyr Advetures 2011.
"Abbiamo vissuto momenti indimenticabili - racconta Lorenza - I ragazzi della Probike che si sono occupati ogni giorno in maniera rigorosa delle nostre bike, si sono presentati alla partenza dell'ultima tappa con una bottiglia di vino, chiedendoci di firmarla come ricordo di questa fantastica avventura. La gente spagnola poi è stata davvero molto solare ed accogliente. Per finire, anche se ci sarebbe ancora molto da raccontare, credo che la gara sia stata organizzata alla grande, uno staff unito, puntiglioso e perfetto nell'organizzare ogni momento dell'evento. Una gara che potrebbe passare ben presto dalle 130 coppie del 2011 alle 300 previste come tetto massimo."
Una volta attraversato il fatidico 2º check point che metteva fine alla sfida infinita, Lorenza e Paolo si abbandonano per qualche chilometro agli scorci naturalistici bellissimi, si permettono un caffè preso in compagnia degli "avversari" appena giunti nel centro città. Quindi la caratteristica attraversata con il traghetto per raggiungere l'altra parte della cittadina, la salita al monte che sovrasta San Sebàstian con l'oceano ed i gabbiani a fare da cornice naturale alla meritata passerella d'onore. Poi la festa con lo spumante che il comitato organizzatore ha fatto pervenire al check point numero 3, le foto ricordo con i ragazzi sul single track a picco sull'oceano che riportava in città. La scalinata prima della spiaggia. La spiaggia. L'arrivo. Le lacrime di Lorenza ed il sorriso negli occhi di Paolo, emozionati ma forse non ancora consapevoli pienamente di aver portato a termine un'impresa davvero spettacolare.