X-Bionic Challenge vista dalle retrovie

La granfondo di Asola raccontata da uno dei 1.400 partecipanti, uno dei tanti che hanno avuto la fortuna di partecipare a questa riuscita manifestazione

 

Per l'esordio stagionale, in una annata in cui le mie apparizioni in griglia con il numero saranno più rare che in passato, si va nella pianura mantovana, per la precisione ad Asola (MN), per la GF X-Bionic Challenge, manifestazione molto rinomata e frequentata, giunta alla sua terza edizione, dopo l'esordio nel 2009 e la conferma del 2010, in cui a farla da padrone fu il meteo, non proprio clemente (freddo e vento fortissimo accompagnarono i partecipanti in un "calvario" dai più inaspettato).

 

La partenza da casa è abbastanza presto, alle 7:00 sono già in autostrada, perché ho imparato a non fidarmi dei navigatori per auto e delle loro stime di viaggio. Lungo il tragitto, a conferma di quanto detto poco fa, trovo una bella nebbia, abbastanza fitta e, fortunatamente, a banchi che mi consiglia ed impone di moderare la velocità. Ciò nonostante, arrivo ad Asola con buon anticipo, verso le 8:30. Parcheggio vicino alla zona di partenza, a poca distanza dall'area dove c'è la distribuzione dei pacchi gara, smonto dalla automobile e, in verità, la sensazione di umidità e freddo non è sicuramente piacevole... Il sole è ancora coperto dalla nebbia e la temperatura è di 2-3 gradi.










 




Mi incammino verso il tendone dell'organizzazione, attraversando il posteggio dei camper (ben preparato) e il piazzale dove sono allestiti i numerosi stand degli sponsor e dei team ciclistici. All'interno del tendone stupisce subito la perfetta sincronia messa a punto dalla società organizzatrice dell'evento, si notano diverse code per il ritiro dei pacchi gara ma c'è un senso di "quasi-perfezione" anche un po' innaturale. In poco più di un quarto d'ora le formalità sono sbrigate, ho la mia borsina (rigorosamente ecologica) contenente il frontale col numero, il buono per il pasto, la rivista MTB Competition, il gadget (scalda collo e coupon per un paio di calze) e una busta di integratori salini (sempre graditi).

 

Ritorno alla macchina, dove con calma preparo la bici, un po' di riscaldamento avanti e indietro, e poi in griglia. L'ingresso in griglia è ben organizzato e segnalato. Alle 10 in punto il via ufficiale della manifestazione.

 

Il percorso prevede un giro "di lancio" di 8-9 km e un giro "lungo" di 45-46 km. Il tratto iniziale si percorre su strada asfaltata larga e scorrevole, senza strettoie (che in queste fasi sono le più pericolose) né rallentamenti, per 4 km, poi si entra sullo sterrato, dapprima sodo e ben battuto, poi, purtroppo, ben meno agevole: si pedala spesso su campi di terra solcata dai copertoni di chi ci precede, terra "grassa", da Pianura Padana, che cattura i copertoni e ne ostacola lo scorrimento. Ecco, se devo dire la verità, i primi 10-12 km sono quelli in cui ho fatto più fatica... Si passa una seconda volta dal centro di Asola alla fine del tratto di lancio e poi via, si inizia il giro lungo, più di 40 chilometri fatti sempre più o meno (nei limiti del possibile) a tutta, senza respiro, spingendo il rapporto più duro possibile, su e giù per gli argini, su tratti erbosi che ti cuociono le gambe a fuoco lento, su tratti battuti più veloci, su tratti di sabbia lungo l'Oglio e il Chiese, in mezzo a campagna, passando per borghi di case coloniche.












 

Meteo ottimale, ne caldo ne freddo, probabilmente si correva bene anche in divisa estiva e manicotti.

 

Poi, dopo tre ore di bicicletta (i miei ritmi sono questi, da agonista per modo di dire...), si torna ad entrare in paese e si arriva sotto il gonfiabile dell'arrivo, alla fine di un viale ancora abbastanza affollato da parenti, tifosi e semplici curiosi che rivolgono un complimento a chiunque passa.

 

A questo punto il commento in prima persona finisce, in quanto per questioni di tempo, mi cambio velocemente in auto, carico la bici e riparto con destinazione casa, dove la piccola Elena e la mamma Barbara mi aspettano. Posso ad onor del vero riportare quelli che sono i commenti di amici che come me hanno partecipato alla gara, vale a dire pasta-party dignitosissimo e docce e servizi eccellenti (non è cosa comune trovare docce calde con più di 1300 bikers).

 

In conclusione, organizzazione eccellente, percorso di gara ottimamente preparato e segnalato, servizi sul tracciato buoni (unica nota stonata il rifornimento idrico presso l'oasi WWF... acqua sulfurea, che farà anche bene al fegato e all'apparato digerente in generale, ma che al ciclista non si addice particolarmente), servizi pre gara (a proposito, c'era anche la possibilità di avere un massaggio gratuito, per il servizio messo a disposizione da una delle aziende sponsor) e post gara di ottimo livello.

 

X-BIONIC CHALLENGE promossa a pieni voti!

 

 

 

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