Il lungo “viaggio senza barriere” è iniziato
Pioggia, fango e freddo hanno caratterizzato le prime due tappe sulla Manali-Leh, la strada carrozzabile più alta del mondo, affrontata in mtb da Stefano Mattioli e dal ciclista disabile Andrea Devicenzi
Un'impresa ardua, ancor più per Devicenzi, atleta disabile, che pedala con una gamba sola.
Nonostante la stanchezza li abbiamo sentiti entusiasti: «La prima tappa è stata veramente dura - ha spiegato da una cabina telefonica Stefano Mattioli - perché qui piove da giorni quindi le strade, dissestate, sono piene di fango. Ieri abbiamo impiegato nove ore per percorrere i primi 80 km con 2500 metri di dislivello. Ma la parte più impegnativa sono stati gli ultimi 5 km, durante i quali a causa del molto fango siamo dovuti scendere dalle nostre bici per spingere».
E questo era proprio uno dei più grossi interrogativi dell'esperto biker, il quale temeva che il suo compagno di viaggio,
Andrea e Stefano sono arrivati fino a quota 4500 metri e già dopo i 3200 metri hanno dovuto coprirsi per bene, perché faceva molto freddo. La temperatura gelida ha così reso l'impresa ancora più ardua per entrambi.
La seconda tappa, quella di oggi 27 luglio, è stata leggermente meno pesante: sempre 80 km, ma con soli 1000 metri di dislivello. Tuttavia questa tappa, che si è conclusa nel paese di Jspa, è stata caratterizzata dalla pioggia, che ha accompagnato per tutto il tragitto i due avventurieri, che dopo cinque ore hanno potuto finalmente fare una doccia calda e riposarsi.