IL TOUR DELL'ASSIETTA LO DOMINA IL COLOMBIANO RENDON
TANTISSIMI PARTECIPANTI, NELLA FEMMINILE VINCE LA SVIZZERA HEINZMANN
Sono stati ben 1.450 i biker che si sono dati appuntamento a Sestriere, un record di partecipazione (+ 26% rispetto al 2009) che ha confermato il trend positivo di tutte le prove della Piemonte Mtbike 2010: nelle sei manifestazioni finora disputate è sempre stato battuto il precedente record di iscrizioni. A calamitare l'attenzione dei migliori biker del panorama nazionale ci ha pensato anche il commissario tecnico Hubert Pallhuber che ha scelto la prova valsusina per definire la composizione della nazionale che fra due settimane andrà a disputare il mondiale di specialità a St. Wendel, in Germania.
Sin dalle prime fasi di gara, nella lunga fase di discesa della Val Chisone, le redini della gara sono state prese in mano da un quartetto composto da Eddie Rendon Rios, Johann Pallhuber, Oscar Lazzaroni e Mirko Celestino. Quest'ultimo, reduce dalla Transalp, ha corso in appoggio del compagno Lazzaroni per poterlo avere con sé in azzurro nell'imminente rassegna iridata. Staccatosi a Cima Ciantiplagna, Celestino ha stretto i denti ed è riuscito a restare nella scia dei migliori dando un serio contributo alla dilatazione del gap nei confronti
Alberto Riva, Maria Elena Mastrolia, Davide Detomatis, Silvio Massimino, Massimo Biola, Massimo Franzosi, Massimo Rizzi, Roberto Davò e Giovanni Giachetti guidano la Piemonte Mtbike nelle rispettive categorie. Domenica 1 agosto a Pila (Ao) andrà in scena la Pilaskybike, settima gara del circuito.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Eddie Rendon Rios (il vincitore del Tour dell'Assietta): «Sulla salita verso Cima Ciantiplagna io, Pallhuber, Lazzaroni e Celestino abbiamo fatto il forcing. Mirko ha perso un centinaio di metri ma poi è tornato sotto e ha fatto un gran lavoro sui saliscendi dopo il Colle dell'Assietta. A una ventina di chilometri ho accelerato ma ho sempre avuto paura di un ritorno di Lazzaroni e Celestino. Il percorso è molto bello e l'altura non può che favorirmi visto che vivo in una paese a 2.100 metri d'altitudine. In passato ho corso molto su strada: conosco bene Sarmiento e Betancur, i due vincitori del Girobio».
Oscar Lazzaroni (2° al traguardo): «Questa è una gara particolare: dura ma veloce e condizionata dall'altura. Oggi stavo bene ma devo ringraziare Mirko che mi è stato vicino per tutta la gara. Se farò parte della spedizione azzurra saprò come sdebitarmi...»
Mirko Celestino (3°): «Non pensavo di stare così bene dopo otto giorni di Transalp. Ho corso fino a ieri mattina: 19.000 metri di dislivello e 600 km in una settimana, un allenamento eccezionale in vista del Mondiale. Oggi avevo un solo pensiero in testa: aiutare Lazzaroni a guadagnarsi una maglia azzurra per poter contare su di un compagno del quale mi fido al 100%. Dopo il 2° posto dell'Europeo punto al podio nel Mondiale marathon».
Hubert Pallhuber (commissario tecnico della nazionale italiana di mountain bike): «Non posso che ritenermi soddisfatto per la corsa dei corridori in lizza per la maglia azzurra. Celestino ha dimostrato di avere una forma fisica eccezionale. Si è presentato al via dopo aver concluso ieri la Transalp ed è riuscito a essere protagonista. Io credo che se avesse corso per se stesso invece di sostenere Lazzaroni avrebbe anche potuto vincere. Il percorso di St. Wendel non ha salite lunghe e consente di stare a ruota: Celestino sarà un osso duro da staccare. Sulla carta gli svizzeri Sauser, Huber e Näf partono favoriti ma il loro punto debole potrebbe essere proprio la convivenza, fra gli elvetici ci sono troppi galli nello stesso pollaio. La nazionale? Celestino, Debertolis, Felderer, mio fratello Johann e Lazzaroni sono sicuri, per gli altri deciderò nei prossimi giorni. Dopo il risultato dell'Europeo io ho molta fiducia in Celestino. Mirko ha ancora la mentalità dello stradista: sa focalizzare la propria preparazione sui grandi appuntamenti e nelle giornate di difficoltà ha l'umiltà per mettersi al servizio degli altri. Non tutti hanno questa capacità».
Maurizio Poncet (organizzatore del Tour dell'Assietta): «I 1.450 iscritti fra agonisti, ciclisti e partecipanti alla baby cup sono un risultato eccezionale che, tradotto in numeri, significa un quarto di iscritti in più rispetto alla passata stagione. D'ora in poi Sestriere e Pragelato si alterneranno come sedi di partenza e arrivo. Il percorso, invece, resterà lo stesso. Cercheremo di mantenere il single track del Sentiero Gelindo Bordin che ha riscosso molto successo fra i partecipanti di questa edizione».
Sono stati ben 1.450 i biker che si sono dati appuntamento a Sestriere, un record di partecipazione (+ 26% rispetto al 2009) che ha confermato il trend positivo di tutte le prove della Piemonte Mtbike 2010: nelle sei manifestazioni finora disputate è sempre stato battuto il precedente record di iscrizioni. A calamitare l'attenzione dei migliori biker del panorama nazionale ci ha pensato anche il commissario tecnico Hubert Pallhuber che ha scelto la prova valsusina per definire la composizione della nazionale che fra due settimane andrà a disputare il mondiale di specialità a St. Wendel, in Germania.
Sin dalle prime fasi di gara, nella lunga fase di discesa della Val Chisone, le redini della gara sono state prese in mano da un quartetto composto da Eddie Rendon Rios, Johann Pallhuber, Oscar Lazzaroni e Mirko Celestino. Quest'ultimo, reduce dalla Transalp, ha corso in appoggio del compagno Lazzaroni per poterlo avere con sé in azzurro nell'imminente rassegna iridata. Staccatosi a Cima Ciantiplagna, Celestino ha stretto i denti ed è riuscito a restare nella scia dei migliori dando un serio contributo alla dilatazione del gap nei confronti
Alberto Riva, Maria Elena Mastrolia, Davide Detomatis, Silvio Massimino, Massimo Biola, Massimo Franzosi, Massimo Rizzi, Roberto Davò e Giovanni Giachetti guidano la Piemonte Mtbike nelle rispettive categorie. Domenica 1 agosto a Pila (Ao) andrà in scena la Pilaskybike, settima gara del circuito.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Eddie Rendon Rios (il vincitore del Tour dell'Assietta): «Sulla salita verso Cima Ciantiplagna io, Pallhuber, Lazzaroni e Celestino abbiamo fatto il forcing. Mirko ha perso un centinaio di metri ma poi è tornato sotto e ha fatto un gran lavoro sui saliscendi dopo il Colle dell'Assietta. A una ventina di chilometri ho accelerato ma ho sempre avuto paura di un ritorno di Lazzaroni e Celestino. Il percorso è molto bello e l'altura non può che favorirmi visto che vivo in una paese a 2.100 metri d'altitudine. In passato ho corso molto su strada: conosco bene Sarmiento e Betancur, i due vincitori del Girobio».
Oscar Lazzaroni (2° al traguardo): «Questa è una gara particolare: dura ma veloce e condizionata dall'altura. Oggi stavo bene ma devo ringraziare Mirko che mi è stato vicino per tutta la gara. Se farò parte della spedizione azzurra saprò come sdebitarmi...»
Mirko Celestino (3°): «Non pensavo di stare così bene dopo otto giorni di Transalp. Ho corso fino a ieri mattina: 19.000 metri di dislivello e 600 km in una settimana, un allenamento eccezionale in vista del Mondiale. Oggi avevo un solo pensiero in testa: aiutare Lazzaroni a guadagnarsi una maglia azzurra per poter contare su di un compagno del quale mi fido al 100%. Dopo il 2° posto dell'Europeo punto al podio nel Mondiale marathon».
Hubert Pallhuber (commissario tecnico della nazionale italiana di mountain bike): «Non posso che ritenermi soddisfatto per la corsa dei corridori in lizza per la maglia azzurra. Celestino ha dimostrato di avere una forma fisica eccezionale. Si è presentato al via dopo aver concluso ieri la Transalp ed è riuscito a essere protagonista. Io credo che se avesse corso per se stesso invece di sostenere Lazzaroni avrebbe anche potuto vincere. Il percorso di St. Wendel non ha salite lunghe e consente di stare a ruota: Celestino sarà un osso duro da staccare. Sulla carta gli svizzeri Sauser, Huber e Näf partono favoriti ma il loro punto debole potrebbe essere proprio la convivenza, fra gli elvetici ci sono troppi galli nello stesso pollaio. La nazionale? Celestino, Debertolis, Felderer, mio fratello Johann e Lazzaroni sono sicuri, per gli altri deciderò nei prossimi giorni. Dopo il risultato dell'Europeo io ho molta fiducia in Celestino. Mirko ha ancora la mentalità dello stradista: sa focalizzare la propria preparazione sui grandi appuntamenti e nelle giornate di difficoltà ha l'umiltà per mettersi al servizio degli altri. Non tutti hanno questa capacità».
Maurizio Poncet (organizzatore del Tour dell'Assietta): «I 1.450 iscritti fra agonisti, ciclisti e partecipanti alla baby cup sono un risultato eccezionale che, tradotto in numeri, significa un quarto di iscritti in più rispetto alla passata stagione. D'ora in poi Sestriere e Pragelato si alterneranno come sedi di partenza e arrivo. Il percorso, invece, resterà lo stesso. Cercheremo di mantenere il single track del Sentiero Gelindo Bordin che ha riscosso molto successo fra i partecipanti di questa edizione».