Ne avete sicuramente sentito parlare e li avete visti in Coppa del Mondo, ma magari non conoscete proprio tutto sui raggi tessili in Dyneema Berd. Siamo stato dai ragazzi di GrafWorks, wheelbuilder con sede a Valdagno (Vi), per entrare nei dettagli di quelli che sulla carta sono i raggi più leggeri sul mercato, ma anche quelli più strani e "fantascientifici".

Per capire come funziona questa tecnologia siamo entrati nel laboratorio di GrafWorks, azienda nata nel 2020 con l'obiettivo di proporre ruote personalizzate in base alle esigenze dei ciclisti. Insieme ai wheelbuilders seguiamo la costruzione di una coppia destinata all'XC e alle Marathon, con cerchi Duke Lucky Jack SLS5, mozzi Erase e 28 raggi Berd. Il peso finale previsto è di circa 1.100 grammi, comprensivi di nastro e valvole.
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RAGGI BERD IN DYNEEMA: CHE COSA SONO E COME FUNZIONANO
I raggi Berd sono prodotti dall'azienda americana Berd e utilizzano il Dyneema, una fibra sintetica ad altissimo rapporto tra resistenza e peso. Il materiale viene impiegato in diversi ambiti, dalla vela all'arrampicata, fino al parapendio, dove leggerezza e resistenza sono caratteristiche importanti.

Per capire di cosa stiamo parlando, possiamo immaginare un raggio costruito con una struttura intrecciata simile a una corda, anziché con un elemento metallico. Il Dyneema è un polimero con un rapporto resistenza-peso molto elevato: secondo i dati citati da GrafWorks, può arrivare a un rapporto fino a 15 volte superiore rispetto all'acciaio, a seconda del confronto considerato.

Un'altra caratteristica è la resistenza alla corrosione. A differenza dell'acciaio, la fibra non è soggetta alla formazione di ruggine e non presenta gli stessi fenomeni di ossidazione. Questo non significa che il raggio sia immune da qualsiasi forma di usura o danneggiamento, ma che il materiale ha caratteristiche differenti rispetto a quelle di un componente metallico.
Il vantaggio più interessante per l'utilizzo in mountain bike, tuttavia, non riguarda soltanto la massa. È la particolare costruzione tessile a consentire un comportamento differente nell'assorbimento delle vibrazioni radiali.
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ASSORBIMENTO DELLE VIBRAZIONI: IL VERO ARGOMENTO DEI RAGGI TESSILI
Secondo Berd, i suoi raggi permettono un assorbimento delle vibrazioni radiali superiore del 200% rispetto a un raggio in acciaio. È un dato dichiarato dal produttore, che va interpretato nel contesto delle condizioni di prova e delle caratteristiche del sistema utilizzato.

GrafWorks ci spiega che il comportamento del raggio deriva soprattutto dalla sua struttura intrecciata. Il Dyneema, infatti, non viene scelto perché il materiale debba comportarsi come una molla, ma perché la costruzione tessile permette di dissipare e assorbire le vibrazioni in modo differente rispetto a un elemento metallico.
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È una distinzione importante. Quando il raggio viene correttamente tensionato, la sua funzione strutturale rimane quella di un componente della ruota sottoposto a trazione. L'assorbimento delle vibrazioni non deve essere confuso con una perdita di tensione o con una generica morbidezza della ruota.
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Secondo l'esperienza maturata da GrafWorks, la rigidità torsionale dell'assemblaggio è paragonabile a quella di una ruota tradizionale in acciaio. Questo aspetto è importante soprattutto quando ci alziamo sui pedali, rilanciamo in uscita di curva o applichiamo coppia alla trasmissione: il vantaggio ricercato è un diverso comportamento sulle vibrazioni, non una ruota che si torce maggiormente sotto carico.
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Resta da considerare che il comfort percepito in sella dipende da molti elementi. Pneumatici, pressioni, cerchi, telaio, forcella e configurazione complessiva contribuiscono al risultato finale. Per questo il dato dichiarato da Berd non può essere tradotto automaticamente in una percentuale equivalente di miglioramento percepito sui sentieri.

QUANTO COSTANO I RAGGI BERD? CIRCA 10 EURO PER OGNI RAGGIO
Il prezzo è uno degli aspetti più rilevanti quando valutiamo questa tecnologia. GrafWorks ci indica un costo indicativo di circa 10 euro per un singolo raggio Berd, contro i circa 2,50 euro per un raggio in acciaio di altissima gamma.

La differenza è quindi di circa quattro volte rispetto al riferimento in acciaio citato da GrafWorks. Considerando una ruota con 28 raggi, il costo teorico dei soli raggi Berd arriva a circa 280 euro per ruota, ossia 560 euro per una coppia da 56 raggi. Il calcolo non comprende eventuali componenti aggiuntivi, costi di assemblaggio o altre spese e va inteso come stima basata sui prezzi indicativi comunicati nel video.

Il confronto con i raggi in carbonio è meno immediato. In questo caso, secondo GrafWorks, i prezzi possono variare indicativamente da 6 a 15 euro per raggio, ma molti modelli vengono commercializzati insieme a sistemi ruota dedicati, rendendo difficile un confronto diretto sul singolo componente aftermarket.
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I Berd hanno invece un elemento distintivo: possono essere acquistati singolarmente e, con le opportune verifiche e modifiche, utilizzati anche con alcuni mozzi non progettati originariamente per questo tipo di raggi. È una possibilità interessante per chi possiede già mozzi di alta gamma e vuole conservarli, come nel caso di alcuni prodotti Chris King o Industry Nine.
Il costo, quindi, non va valutato soltanto confrontando il prezzo di un raggio con quello di un altro. Bisogna considerare il progetto completo, l'eventuale necessità di adattare i mozzi e il valore attribuito alle caratteristiche specifiche della fibra tessile.
Per chi cerca esclusivamente il minor costo possibile o vuole contenere il prezzo di una ruota da allenamento, l'acciaio rimane una soluzione razionale. I Berd si rivolgono soprattutto a chi desidera una configurazione custom di fascia alta e ritiene che il contenimento del peso e il comportamento sulle vibrazioni possano giustificare la spesa aggiuntiva.

PESO: 2,5 GRAMMI PER RAGGIO, CIRCA LA METÀ DELL'ACCIAIO
Il peso dichiarato dei raggi Berd è di circa 2,5 grammi ciascuno. Secondo il confronto riportato da GrafWorks, si tratta di circa la metà rispetto a un raggio in acciaio di altissima gamma, mentre il valore è in linea con quello di alcuni raggi in carbonio.

Il risparmio può diventare significativo quando viene moltiplicato per tutti i raggi della coppia. Bisogna però considerare che la ruota completa comprende anche cerchi, mozzi, nipples e gli altri elementi necessari all'assemblaggio. Il peso finale dipende quindi dalla scelta di tutti i componenti e non soltanto dal tipo di raggio.

Nel nostro caso, la configurazione prevede 28 raggi per ruota e un peso complessivo stimato intorno ai 1.050 grammi per la coppia senza nastro e valvole, che diventano circa 1.100 grammi una volta aggiunti questi accessori.

Non si tratta di una costruzione pensata per inseguire il record assoluto sulla bilancia. Come sottolinea GrafWorks, sarebbe possibile risparmiare ancora peso intervenendo su altri componenti, a partire dal cerchio posteriore, scegliendo una versione più leggera, oppure adottando mozzi più minimalisti.
La priorità è invece ottenere una ruota con una struttura adatta all'XC e alle Marathon, dove il peso deve convivere con la necessità di affrontare fondi sconnessi, impatti e molte ore di utilizzo. Una scelta che condividiamo: il risparmio di qualche decina di grammi ha senso se non obbliga a sacrificare eccessivamente affidabilità e durata.
MOZZI ERASE: QUALI SERVONO PER I RAGGI BERD
La scelta dei raggi influenza anche quella dei mozzi. Per questa coppia GrafWorks utilizza Erase Component, marchio belga che produce mozzi lavorati dal pieno, con corpetto in titanio e sistema a cricchetto con 60 punti di ingaggio. I mozzi utilizzati sono dichiarati garantiti a vita dal produttore.

La configurazione dedicata ai raggi Berd presenta flange specifiche, progettate per consentire il fissaggio senza richiedere modifiche al mozzo e per ridurre le sollecitazioni nella zona di collegamento con il raggio.

Secondo l'esperienza di GrafWorks, questa è la soluzione preferibile per l'utilizzo XC quando si sceglie il sistema Erase. La flangia dedicata permette infatti di lavorare con un'interfaccia progettata per i raggi tessili e, una volta completata la fase iniziale di assestamento, contribuisce a mantenere stabile la tensionatura.
A parità di gamma Erase, la versione per raggi Berd ha un peso in linea con quella J-Bend, risultando leggermente più pesante della versione Straight Pull. La differenza dipende principalmente dalla geometria delle flange, più minimale nella configurazione Straight Pull.

Il maggior peso del mozzo viene comunque compensato dal risparmio ottenibile con i raggi tessili, anche se il risultato esatto dipende dalla configurazione scelta.
I Berd possono essere utilizzati anche con mozzi J-Bend o Straight Pull, ma le due soluzioni richiedono valutazioni differenti. Con i J-Bend, GrafWorks riferisce di aver ottenuto risultati stabili anche su configurazioni destinate all'enduro e al gravity, utilizzando per esempio mozzi Industry Nine opportunamente adattati.

Con gli Straight Pull, invece, l'adattamento risulta più complesso e, secondo l'esperienza dell'azienda, può comportare maggiori sollecitazioni sul raggio e una maggiore dispersione della tensione nel tempo. È un aspetto da considerare soprattutto quando si vuole convertire una ruota esistente.
La possibilità di conservare un mozzo di alta gamma è comunque uno dei punti interessanti della tecnologia Berd: non sempre è necessario sostituire un componente già posseduto per sperimentare una soluzione differente.

MONTAGGIO DEI RAGGI BERD: SERVONO MANUALITÀ E PROCEDURE PRECISE
Uno dei limiti pratici dei raggi tessili riguarda la fase di assemblaggio. Non servono necessariamente molti strumenti dedicati, ma sono richieste manualità, precisione e conoscenza delle procedure specifiche.

Il processo di tensionamento è concettualmente simile a quello di una ruota tradizionale, ma deve essere ripetuto più volte. La struttura intrecciata del raggio deve infatti assestarsi e raggiungere la propria estensione massima prima che la ruota possa essere considerata stabilizzata.

Durante il montaggio, il costruttore deve quindi eseguire passaggi successivi di tensionamento e assestamento, controllando la distribuzione delle tensioni tra i raggi e la centratura della ruota. È una procedura che richiede esperienza: non basta raggiungere una determinata tensione iniziale, perché il materiale può continuare ad assestarsi.
Secondo Berd, questo processo può proseguire durante i primi sei mesi di utilizzo. Per tale ragione, GrafWorks offre una prima ritensionatura gratuita dopo questo periodo, così da verificare la stabilità dell'assemblaggio e correggere eventuali variazioni.

Dopo il primo controllo, l'esperienza dell'azienda indica che la ruota tende a comportarsi come una ruota convenzionale, senza la necessità di ripetere automaticamente una ritensionatura ogni sei mesi.
Questo non significa che la manutenzione possa essere trascurata. Anche le ruote con raggi in acciaio possono perdere tensione nel tempo, spesso senza che il ciclista se ne accorga fino a quando non compaiono rumori, allentamenti o rotture. La verifica periodica della tensionatura, eseguita con strumenti adeguati, dovrebbe quindi far parte della manutenzione della bicicletta indipendentemente dal materiale dei raggi.
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DUKE LUCKY JACK SLS5: I CERCHI SCELTI PER LA NOSTRA COPPIA
Per completare la ruota, GrafWorks ha scelto i nuovi Duke Lucky Jack SLS5, evoluzione dei precedenti SLS4 che avevamo già utilizzato.

La nuova generazione introduce fibra di carbonio Toray T1100 e una tecnologia di foratura realizzata direttamente durante lo stampaggio del cerchio. Secondo quanto ci spiega Ricky, il nuovo metodo costruttivo punta a migliorare la resistenza agli impatti e la flessibilità radiale, contenendo allo stesso tempo il peso.
Anche il profilo è stato rivisto, con una nuova nervatura progettata per contribuire all'assorbimento delle vibrazioni radiali.

Per la configurazione XC Marathon, la combinazione consigliata da Duke prevede:
- Anteriore: canale interno da 31 mm e peso dichiarato di 245 grammi.
- Posteriore: canale interno da 28 mm e peso dichiarato di 285 grammi.
La scelta punta ad avere un'impronta a terra più ampia all'anteriore e una maggiore reattività al posteriore. Come per gli altri componenti, anche questi cerchi possono essere combinati diversamente in funzione delle esigenze del ciclista e degli pneumatici utilizzati.
È importante sottolineare che il peso finale della ruota non dipende esclusivamente dai raggi. La larghezza e la costruzione dei cerchi, la geometria dei mozzi e il numero di raggi concorrono a definire il risultato complessivo.

RAGGI BERD IN DYNEEMA: A CHI CONVENGONO DAVVERO?
I raggi tessili Berd rappresentano un'alternativa concreta ai raggi in acciaio, ma non sono una soluzione destinata automaticamente a tutti. Il prezzo indicativo di circa 10 euro per raggio, contro i 2,50 euro di un raggio in acciaio di alta gamma, li colloca nella fascia premium del mercato.

I principali elementi da valutare sono:
- Peso: circa 2,5 grammi per raggio, con un risparmio che può diventare significativo sull'intera coppia.
- Vibrazioni: la struttura tessile offre caratteristiche differenti rispetto all'acciaio, con dati di assorbimento dichiarati da Berd da contestualizzare.
- Rigidità torsionale: secondo GrafWorks, una ruota correttamente assemblata mantiene una rigidità torsionale paragonabile a quella di una ruota tradizionale.
- Compatibilità: i mozzi dedicati sono la soluzione preferibile, mentre gli adattamenti su altre tipologie richiedono verifiche tecniche.
- Montaggio: la fase iniziale richiede procedure precise e un assemblatore che conosca il sistema.
- Manutenzione: è previsto un primo controllo della tensionatura dopo sei mesi, mentre le verifiche periodiche restano importanti anche in seguito.
- Costo: il prezzo del singolo raggio è nettamente superiore a quello di una soluzione in acciaio.
La tecnologia è interessante soprattutto per chi sta progettando una ruota custom di alta gamma e vuole valutare un diverso equilibrio tra peso, comportamento dinamico e comfort. Non è invece sufficiente guardare il peso del singolo raggio per stabilire se il risultato sia migliore in assoluto: serve considerare l'intera ruota e l'utilizzo previsto.
Per informazioni: grafworks.it