Sul podio della Coppa del Mondo Downhill di Whistler qualcuno avrà probabilmente notato una scarpa con le tre strisce iconiche di adidas ai piedi di Vali Höll. E non solo ai suoi: la nuova scarpa è stata già utilizzata dagli atleti del marchio durante il weekend canadese, prima ancora di essere presentata ufficialmente. Un dettaglio che anticipava una novità piuttosto interessante: adidas sta per cambiare il volto della gamma Five Ten Freerider.

© WHOOP UCI Mountain Bike World Series / Rick Schubert
Perché, diciamolo, le Five Ten Freerider sono probabilmente tra le scarpe da mountain bike più riconoscibili di sempre. La silhouette è diventata quasi un'icona del mondo flat pedal e soprattutto la suola in gomma STEALTH ha contribuito a costruire negli anni la reputazione di Five Ten nel gravity. Ora, sotto la gestione adidas, arriva una nuova generazione che mantiene parte di quella storia ma la aggiorna con chiusure BOA, nuovi materiali, maggiore protezione e, soprattutto, una versione dedicata ai pedali clipless.

UNA FREERIDER CHE CAMBIA, MA SENZA DIMENTICARE FIVE TEN
Five Ten ha costruito una parte importante della propria identità nel mountain bike proprio intorno alle Freerider, scarpe nate per i pedali flat e diventate nel tempo un riferimento per trail, freeride, enduro e downhill. Con l'ingresso di Five Ten nel mondo adidas, la gamma è continuata a evolversi, mantenendo però un'identità molto riconoscibile. La generazione 2027 segna invece un passaggio ulteriore: Freerider e Hellcat vengono riunite sotto lo stesso nome.

La nuova famiglia si chiama infatti Freerider e comprende quattro modelli, dai più semplici flat pedal fino alla versione Freerider Pro BOA Clipless, destinata ai pedali a sgancio rapido. Una scelta che rende la gamma più facile da leggere, ma che racconta anche un cambiamento di filosofia: Freerider non è più solamente il nome della scarpa flat di Five Ten, ma diventa una vera piattaforma per le scarpe MTB adidas.
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COSA RIMANE DELLA VECCHIA FREERIDER?
Questa è probabilmente la domanda più interessante. Perché aggiornare una scarpa così riconoscibile significa inevitabilmente rischiare di perdere qualcosa lungo il percorso. La risposta, almeno sulla carta, è che Adidas non vuole rinunciare agli elementi fondamentali: suola STEALTH, profilo relativamente basso, buona protezione e soprattutto una costruzione pensata per stare bene sul pedale.

Quello che cambia è tutto ciò che sta intorno: materiali, chiusure, protezioni, regolazione della tacchetta e organizzazione della gamma. La Freerider del 2027 sembra quindi voler essere meno nostalgica e più contemporanea, senza però diventare una scarpa completamente diversa.

©AdidasFiveTen
QUATTRO MODELLI PER QUATTRO INTERPRETAZIONI
La nuova collezione 2027 è composta da:
- Freerider
- Freerider Pro
- Freerider Pro BOA
- Freerider Pro BOA Clipless
La base della gamma rimane quindi una scarpa flat con chiusura tradizionale, mentre salendo troviamo maggiore protezione, sistema BOA e, al vertice, la versione clipless con doppio BOA. I prezzi europei partono dai 120 euro della Freerider e arrivano ai 250 euro della Freerider Pro BOA Clipless. La disponibilità è prevista da marzo 2027.
Come spesso accade per i prodotti gravity di fascia alta, adidas ha sviluppato le nuove Freerider insieme ai propri atleti. Tra i nomi coinvolti ci sono Vali Höll, Greg Minnaar, Danny MacAskill, Brendan Fairclough e Dakotah Norton, oltre agli altri rider del programma adidas. La Freerider Pro BOA Clipless è stata inoltre utilizzata dagli atleti prima della presentazione ufficiale, proprio durante la Coppa del Mondo di Whistler.

© WHOOP UCI Mountain Bike World Series / Rick Schubert
FREERIDER: LA PIÙ FEDELE ALL'ORIGINALE
La Freerider, proposta a 120 euro, è quella che più di tutte mantiene il legame con la filosofia originale. Troviamo una tomaia in suede, una costruzione relativamente semplice e soprattutto la classica suola STEALTH, con il caratteristico battistrada puntinato pensato per lavorare con i pin dei pedali flat.

Una delle modifiche più interessanti riguarda però l'intersuola, che passa a una costruzione in EVA a basso rebound, con l'obiettivo di migliorare il comfort sia in sella sia quando si cammina e, allo stesso tempo, contenere il peso. Rimane anche il sistema 5.10 Slingshot nella zona del tallone, pensato per migliorare il supporto posteriore, la stabilità e la protezione.
È quindi la Freerider per chi cerca ancora quella combinazione abbastanza semplice tra scarpa da bici e scarpa utilizzabile anche a piedi, con un'estetica che rimane molto vicina a quella che ha reso famoso il modello.
FREERIDER PRO: PIÙ PROTEZIONE
Con la Freerider Pro, che viene proposta a 160 euro, si sale di livello soprattutto per quanto riguarda la protezione. La tomaia utilizza un materiale sintetico resistente alle condizioni atmosferiche e la gomma viene estesa maggiormente sui lati della scarpa. Nella zona anteriore troviamo inoltre una struttura asimmetrica a cinque strati con protezione PORON, pensata per proteggere maggiormente le dita dagli impatti.

Anche il battistrada cambia nella zona di punta e tallone, con una scolpitura più marcata che dovrebbe offrire maggiore trazione nelle sezioni di hike-a-bike. La chiusura rimane affidata ai lacci, con un sistema elastico per bloccarne l'estremità e tenerli in posizione.
La filosofia rimane comunque quella della Freerider: una scarpa abbastanza bassa e poco ingombrante, senza trasformarsi in una vera scarpa da motocross per la bici. Anche in questo caso troviamo il rinforzo 5.10 Slingshot sul tallone.
FREERIDER PRO BOA: LA SVOLTA È NELLA CHIUSURA
La Freerider Pro BOA, proposta a 180 euro, prende la base della Pro e aggiunge il sistema di chiusura BOA Li2. La regolazione micrometrica permette di modificare con precisione la tensione della scarpa e adidas ha integrato il sistema nella costruzione per limitarne l'esposizione a fango e detriti.

La tomaia utilizza un materiale in PU resistente all'acqua, mentre la costruzione anteriore a cinque strati con protezione PORON viene mantenuta. Interessante anche la soluzione PerformFit Wrap, una costruzione asimmetrica che avvolge il piede cercando di distribuire meglio la pressione della chiusura e rendere più precisa la calzata. Il tallone mantiene il rinforzo 5.10 Slingshot, mentre viene aggiunto un inserto in schiuma resistente agli impatti nella zona posteriore.
Qui la Freerider diventa quindi più contemporanea senza cambiare completamente filosofia: sempre flat, sempre STEALTH, ma con una regolazione più rapida e precisa rispetto ai tradizionali lacci.
LA VERA NOVITÀ: FREERIDER PRO BOA CLIPLESS
La scarpa che probabilmente attirerà più attenzione è però la Freerider Pro BOA Clipless, il modello più costoso della nuova famiglia con un prezzo di 250 euro.

Il motivo è semplice: fino a oggi, per chi cercava una Five Ten da utilizzare con pedali a sgancio, il riferimento era soprattutto la Hellcat. Nel 2027 quella distinzione scompare e la scarpa clipless entra direttamente nella famiglia Freerider. È un cambiamento di nomenclatura, ma anche un modo diverso di organizzare l'offerta.
La nuova Freerider Pro BOA Clipless è pensata per un utilizzo gravity, trail ed enduro e utilizza una suola STEALTH Marathon, sviluppata per resistere maggiormente alle sollecitazioni dell'utilizzo con pedali clipless.

La vera novità tecnica è però nella zona della tacchetta: il sistema è stato ridisegnato e offre 5 mm di regolazione aggiuntiva, permettendo di arretrare ulteriormente il punto di fissaggio e quindi di personalizzare maggiormente la posizione del piede sul pedale. La nuova regolazione permette infatti di spostare la tacchetta ulteriormente verso il tallone, arrivando a una posizione identificata come SEND. Rimane anche la posizione più arretrata disponibile in precedenza, indicata come DH. L'idea è offrire al rider più possibilità di trovare la posizione preferita, soprattutto quando si cerca maggiore stabilità nelle discese tecniche e nei tratti ad alta velocità.
La chiusura passa a due BOA Li2, integrati nella costruzione asimmetrica BOA PerformFit Wrap, con l'obiettivo di ottenere una regolazione più precisa della calzata.
La tomaia utilizza inoltre un materiale Ripstop leggero, mentre la zona anteriore mantiene la costruzione asimmetrica a cinque strati con protezione PORON. Anche in questo caso troviamo il rinforzo 5.10 Slingshot sul tallone.
LE TRE STRISCE SONO IL NUOVO SEGNO DISTINTIVO
Ed eccoci al dettaglio che avevamo visto a Whistler. Le nuove Freerider portano finalmente in modo evidente le tre strisce adidas sulla tomaia. Five Ten non sparisce: il nome e soprattutto la tecnologia STEALTH rimangono parte dell'identità della scarpa. Ma visivamente il messaggio è diverso rispetto al passato.

Per anni abbiamo riconosciuto una Five Ten quasi a colpo d'occhio grazie al suo logo. Ora adidas sembra voler rendere più evidente l'appartenenza del prodotto al proprio universo. È una scelta che ha anche una logica commerciale, ma che cambia inevitabilmente l'aspetto di una scarpa diventata nel tempo quasi un oggetto di culto per chi pedala con i flat.
Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale adidas.com