Le ruote da 32 pollici non sono più una provocazione da fiera. Ormai il futuro è qui e, parlando con le aziende dietro le quinte, il quadro è sempre più chiaro: praticamente tutti i grandi brand stanno lavorando a una MTB da 32 pollici. La vera domanda non è più se arriveranno, ma quando inizieranno a comparire sul mercato.
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All'Italian Bike Festival di Misano un'altra azienda ha deciso di uscire allo scoperto. Megamo espone la sua XC da 32", indicata come Track 32 Prototype V2. Una sigla che già dice qualcosa: siamo almeno alla seconda evoluzione pubblica del progetto e non davanti a un semplice esercizio realizzato per attirare l'attenzione in fiera.
Megamo, sull'etichetta posizionata accanto alla bici, usa parole molto prudenti. Si chiede cosa succeda reinterpretando una piattaforma XC collaudata attorno alle 32 pollici e descrive questo prototipo come un'esplorazione delle possibilità offerte dal nuovo diametro: più rollover, nuove proporzioni, geometrie differenti e nuove possibilità sul fronte della maneggevolezza e delle prestazioni.
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Ufficialmente, dunque, è ancora sperimentazione. Guardandola da vicino, però, la sensazione è diversa: questa bici appare già molto lavorata. Nessuno può sapere quanto cambierà prima di un'eventuale produzione, ma sarebbe sorprendente scoprire tra qualche mese che il modello definitivo è profondamente diverso da quello esposto a Misano.
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NON È UNA TRACK CON DUE RUOTE PIÙ GRANDI
Il primo vantaggio delle 32" è il maggiore rollover, ossia la capacità della ruota di affrontare buche, radici, pietre e altri ostacoli con un angolo d'attacco più favorevole. Ma sarebbe riduttivo considerare questa bici semplicemente come una Track alla quale sono state montate due ruote più grandi.

Il nuovo diametro obbliga infatti a ridisegnare gli equilibri della mountain bike: proporzioni, geometrie, posizione del rider, lunghezza del carro, distribuzione dei pesi e comportamento delle sospensioni. È esattamente il lavoro che stanno facendo in questo momento tutti i marchi che hanno deciso di entrare nel mondo delle 32 pollici.
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Sulla Megamo esposta a Misano questo lavoro si vede chiaramente. Il telaio presenta forme molto marcate, soprattutto nella zona anteriore: il tubo obliquo assume una sezione quasi triangolare, mentre il tubo sterzo appare particolarmente basso. La posizione viene completata da un attacco manubrio con inclinazione negativa, senza però ricorrere a soluzioni estreme.
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Anche il tubo piantone è fortemente sagomato e presenta una sezione molto particolare. Una scelta interessante perché, oltre alla rigidità della struttura, entra inevitabilmente in gioco anche lo spazio disponibile per l'inserimento del reggisella telescopico. Sulla bici esposta l'escursione del telescopico appare comunque piuttosto contenuta.
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CARRO COMPATTO E SPAZI RIDOTTISSIMI
Uno dei punti più delicati quando si progetta una 32 pollici è il posteriore. Aumentare il diametro della ruota senza trasformare la bici in una XC lunghissima richiede un lavoro importante attorno al movimento centrale, al tubo piantone e ai foderi.
Sulla Track 32 il carro appare visivamente molto compatto e colpisce soprattutto lo spazio ridottissimo lasciato attorno alla copertura. La luce tra gomma e telaio è davvero minima, un dettaglio che potrebbe indicare quanto Megamo abbia cercato di contenere gli ingombri del retrotreno.
È anche uno dei particolari che ricordano maggiormente che stiamo osservando un prototipo: prima della produzione potrebbero esserci ancora margini di affinamento, soprattutto pensando all'utilizzo reale nel fango e alla necessità di garantire tolleranze adeguate.
DT SWISS: LA FORCELLA 32" SI FA VEDERE ANCORA
La Track 32 Prototype V2 utilizza sospensioni DT Swiss. Al posteriore troviamo l'ammortizzatore R 232 ONE, mentre sulla forcella da 32 pollici esposta a Misano non compare alcuna denominazione di modello.
È però proprio la forcella uno degli indizi più interessanti. Non è infatti la prima volta che la vediamo: una DT Swiss sviluppata per il nuovo diametro era già comparsa sulla Thömus Lightrider R 32 utilizzata in Coppa del Mondo. Questo non significa che il componente sia già disponibile sul mercato, ma il fatto che venga utilizzato su più progetti di alto livello fa pensare a uno sviluppo ormai decisamente avanzato.
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LE RUOTE NON SONO LE XRC 1200 VISTE SULLA THÖMUS
C'è poi un dettaglio che, osservando la bici dal vivo, diventa particolarmente interessante. Sulla Thömus avevamo visto delle DT Swiss XRC 1200 da 32 pollici, mentre sulla Megamo la situazione è differente.

Il mozzo è DT Swiss, ma il cerchio non presenta le grafiche delle XRC 1200 viste in Coppa del Mondo e ha inoltre un profilo asimmetrico ben riconoscibile. Al momento non abbiamo elementi sufficienti per attribuirlo con certezza a un produttore o a un modello specifico.
È un dettaglio tutt'altro che secondario perché fa capire che anche sul fronte delle ruote il mercato 32" è ancora in piena evoluzione. Le aziende stanno provando combinazioni diverse di cerchi, mozzi, larghezze e soluzioni costruttive per capire quale sia il compromesso migliore tra peso, rigidità e affidabilità.
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UN PROTOTIPO, MA DI QUELLI DA PRENDERE MOLTO SUL SERIO
La Megamo Track 32 Prototype V2 resta ufficialmente un prototipo e non abbiamo indicazioni da parte dell'azienda su prezzo, montaggi o data di commercializzazione. Questo va tenuto distinto dalle nostre considerazioni.
Ma guardando quello che sta accadendo nel 2026 è sempre più difficile credere che le aziende stiano investendo risorse sulle 32 pollici soltanto per capire se il nuovo diametro abbia un futuro. Quel futuro sembra ormai essere stato deciso. Il lavoro riguarda piuttosto geometrie, componenti, standard e tempi di lancio.
La Megamo vista a Misano è significativa proprio per questo. Non è una bici assemblata in fretta attorno a due ruote fuori misura: ci sono un telaio profondamente lavorato, proporzioni specifiche, una forcella DT Swiss dedicata e un retrotreno nel quale ogni millimetro sembra essere stato utilizzato per contenere gli ingombri.
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Le 32 pollici stanno quindi uscendo dai reparti R&D e dai test nascosti. Le abbiamo già viste correre in Coppa del Mondo, stanno comparendo forcelle, ruote e pneumatici dedicati e ora sempre più marchi iniziano a mostrarle apertamente alle fiere.
Megamo continua a chiamarla Prototype V2. Noi inizieremmo soprattutto a chiederci quanto manca alla V1 di serie.
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