Sei anni dopo la prima Kanzo Fast, Ridley cambia profondamente la sua gravel da gara. La nuova Ridley Kanzo Fast 2.0 resta fedele all'idea che aveva reso particolare il modello presentato 2020, cioè portare l'aerodinamica delle bici da strada nel gravel racing, ma lo fa adattandosi a una disciplina che nel frattempo è diventata molto più veloce e soprattutto molto più tecnica.

Il numero che racconta meglio questa evoluzione è uno: 58 mm di passaggio ruota, contro i 42 mm della precedente Kanzo Fast.
Stiamo parlando dello spazio necessario per montare una gomma larga quanto una 29x2,3" da mountain bike. Un valore che sarebbe sembrato quasi fuori luogo su una gravel racing nel 2020, ma che oggi fotografa bene la direzione presa dalle competizioni gravel. Ridley abbina questa enorme libertà nella scelta degli pneumatici a un telaio più leggero, a una geometria completamente rivista e a un'aerodinamica evoluta partendo dall'esperienza maturata con la Noah Fast.
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RIDLEY KANZO FAST 2.0 IN BREVE
- Categoria: gravel racing
- Telaio: carbonio, nuova generazione Kanzo Fast
- Passaggio gomme: fino a 58 mm, equivalente a 29x2,3"
- Trasmissione: esclusivamente elettronica 1x
- Corona massima: 56 denti
- Geometria taglia M: sterzo 71,5°, sella 74,5°, reach 408 mm, stack 585 mm, foderi 425 mm, interasse 1.049 mm, BB drop 80 mm
- Rispetto alla precedente: reach +23 mm, piantone +1,5°, interasse +23 mm, BB drop +8 mm
- Cockpit: 4ZA Nimbus Pro sui due allestimenti superiori, 36 cm nella parte alta e 40 cm nella parte bassa
- Vano portaoggetti: integrato nel tubo obliquo
- Attacchi: predisposizione per borsa sul tubo orizzontale e parafanghi Curana
- Modelli completi: 3
- Kit telaio: disponibile
- Prezzi: da 5.499 a 11.699 euro; frameset 4.499 euro
DAL 2020 A OGGI: LA KANZO FAST CAMBIA PERCHÉ È CAMBIATO IL GRAVEL
Quando nell'agosto del 2020 avevamo presentato la prima Ridley Kanzo Fast, l'avevamo definita una "aerogravel". All'epoca era una soluzione decisamente fuori dagli schemi: tubazioni profilate, cavi integrati, cockpit aerodinamico e diverse idee prese direttamente dalla Noah Fast stradale applicate a una bici capace di montare gomme fino a 42 mm.
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Sei anni dopo il concetto di base non è cambiato, mentre è cambiato parecchio tutto quello che gli sta intorno. Le gare gravel si disputano a velocità sempre maggiori, i percorsi possono essere molto tecnici e la scelta delle gomme ha assunto un peso enorme nel setup. La Kanzo Fast 2.0 nasce proprio da qui.
Il salto più evidente è il passaggio da 42 a 58 mm di luce per gli pneumatici. Ridley dichiara inoltre un risparmio di 150 grammi sul telaio rispetto alla precedente generazione e ha ripensato completamente la geometria.

Anche la filosofia della trasmissione diventa molto più radicale: mentre la Kanzo Fast del 2020 era compatibile con gruppi elettronici e meccanici, la 2.0 nasce solo per trasmissioni elettroniche monocorona.
58 MM: UNA GRAVEL CON SPAZIO PER GOMME DA MTB
Il passaggio ruota è probabilmente il dato che farà discutere di più. La Ridley Kanzo Fast 2.0 accetta pneumatici fino a 58 mm, dimensione che Ridley equipara a una copertura MTB da 29x2,3".
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Non significa naturalmente che tutti dovranno montare gomme così larghe. È esattamente il contrario: l'idea è lasciare al gravelista la possibilità di adattare realmente il setup alla gara. Su un tracciato molto sconnesso si può andare verso sezioni generose, cercando trazione, comfort, protezione dalle forature e una minore resistenza al rotolamento sul terreno irregolare. Con pneumatici più stretti, invece, aumenta parecchio lo spazio libero intorno alla gomma, un vantaggio evidente quando il fondo diventa fangoso.

Qui c'è uno degli aspetti più interessanti della Kanzo Fast 2.0: Ridley non ha progettato il telaio attorno a una larghezza "ideale", ma ha cercato di lasciare al corridore un margine molto ampio nella scelta dello pneumatico.
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L'AERODINAMICA ARRIVA DALLA NOAH FAST
Aumentare così tanto la sezione delle gomme crea però un problema: più volume significa generalmente una maggiore resistenza aerodinamica. Ridley ha quindi lavorato sulla forma dell'intera bici per recuperare efficienza.
La Kanzo Fast 2.0 utilizza l'ultima generazione delle soluzioni aerodinamiche sviluppate dal marchio belga sulla Noah Fast. Tra gli elementi più visibili ci sono un tubo obliquo di sezione maggiorata, studiato anche considerando l'interazione con i portaborraccia, il tubo sterzo più esteso verticalmente e una serie di profili modellati per gestire il flusso d'aria attorno a telaio, borracce e ruote.
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Il concetto è interessante perché su una gravel racing moderna l'aerodinamica non può più essere valutata separatamente da pneumatici e resistenza al rotolamento. Ed è proprio su questo punto che Ridley ha pubblicato alcuni numeri piuttosto interessanti.
38 O 55 MM? IN GALLERIA DEL VENTO BALLANO 6 WATT
All'Aero Performance Lab Ridley ha confrontato sulla Kanzo Fast 2.0 pneumatici Vittoria da 38 e 55 mm, utilizzando le stesse ruote Skiron. A una velocità dell'aria di 36 km/h, la configurazione con gomma da 38 mm ha richiesto 6 watt in meno dal punto di vista aerodinamico.

Il dato, preso da solo, potrebbe far pensare che la gomma più stretta sia automaticamente più veloce. Su uno sterrato vero però entra in gioco la resistenza al rotolamento: secondo Ridley, su fondi sconnessi il vantaggio di una copertura più larga può compensare abbondantemente la penalizzazione aerodinamica.
Tradotto in termini pratici, la domanda non è più semplicemente "qual è la gomma più aero?", ma quale combinazione di aerodinamica, pressione, volume e scorrevolezza è più veloce su quello specifico percorso. Un ragionamento sempre più vicino a quello che si fa nel cross country.
LA KANZO FAST 2.0 È PIÙ AERO DELLA VECCHIA: FINO A 13 WATT
Ridley ha messo in galleria del vento anche nuova e vecchia Kanzo Fast nelle stesse condizioni, con identiche ruote e pneumatici Vittoria Terreno Dry da 38 mm.
Nel test effettuato sulla sola bicicletta il vantaggio della Kanzo Fast 2.0 è risultato di 2 watt. Quando al sistema è stato aggiunto il ciclista, il divario è salito invece a 13 watt a favore della nuova generazione.

I test sono stati effettuati a 36 km/h con due borracce montate. Ridley ha calcolato i risultati utilizzando la media ponderata degli angoli di imbardata compresi tra -12° e +12° nel test con ciclista e tra -18° e +18° con la sola bici.
È un dettaglio importante perché il dato con il ciclista è quello che meglio mostra il lavoro fatto sulla bici come sistema completo, invece di concentrarsi esclusivamente sul coefficiente aerodinamico del telaio.
NUOVA GEOMETRIA: PIÙ BASSA E PENSATA PER LE GOMME AD ALTO VOLUME
Anche la geometria della Ridley Kanzo Fast 2.0 è stata completamente rivista e deriva dall'esperienza acquisita con la piattaforma ASTR.
L'utilizzo di pneumatici molto larghi aumenta il diametro esterno effettivo della ruota e Ridley ha quindi aumentato il BB drop: in taglia M passa dai 72 mm della precedente Kanzo Fast agli 80 mm della Kanzo Fast 2.0. Il movimento centrale si trova quindi 8 mm più in basso rispetto alla linea degli assi ruota, una scelta pensata per compensare l'aumento del diametro delle coperture ad alto volume e mantenere stabilità alle alte velocità. È stata modificata anche l'avancorsa della forcella in funzione del maggiore raggio della ruota, con l'obiettivo di mantenere un comportamento dello sterzo coerente sulle quattro taglie.

Il carro misura 425 mm su XS, S, M e L. Per riuscire a mantenere foderi così corti pur lasciando spazio a pneumatici da 58 mm e a corone molto grandi, Ridley ha scelto di eliminare alla radice tutto ciò che non serviva al progetto racing: niente deragliatore anteriore e niente gruppi meccanici.
Il tubo piantone è inoltre più verticale, una scelta che porta il ciclista maggiormente in avanti e si abbina alla posizione aggressiva ricercata sulla Kanzo Fast 2.0.
COME CAMBIANO LE GEOMETRIE RISPETTO ALLA PRECEDENTE KANZO FAST
Il confronto con la Kanzo Fast del 2020 chiarisce molto bene in quale direzione sia andata Ridley. Prendendo come riferimento la taglia M, la Kanzo Fast 2.0 non diventa più aperta davanti: l'angolo di sterzo resta infatti invariato a 71,5°. Cambiano però in maniera netta le proporzioni del telaio e la posizione del ciclista.
Il reach passa da 385 a 408 mm, quindi cresce di ben 23 mm, mentre lo stack rimane praticamente identico, passando da 587 a 585 mm. Allo stesso tempo il piantone diventa sensibilmente più verticale: da 73° a 74,5°. In pratica Ridley ha allungato il front center e portato maggiormente in avanti la posizione del ciclista, senza aumentare l'altezza dell'avantreno.
Anche l'interasse cresce esattamente di 23 mm, da 1.026 a 1.049 mm, mentre i foderi bassi restano corti e invariati a 425 mm. Il tubo sterzo scende invece da 168 a 150 mm.
Un altro cambiamento importante riguarda il movimento centrale. Il BB drop passa da 72 a 80 mm: il movimento centrale della Kanzo Fast 2.0 si trova quindi 8 mm più in basso rispetto agli assi delle ruote. Una scelta legata anche alla possibilità di utilizzare pneumatici molto più voluminosi, che aumentano il diametro effettivo della ruota.
Il risultato sulla carta è quindi una geometria molto diversa dalla Kanzo Fast originale: più lunga, con il ciclista maggiormente avanzato e con il baricentro più basso, ma senza ricorrere a un angolo di sterzo più aperto. È probabilmente questo il dato più interessante: Ridley ha cercato maggiore stabilità attraverso interasse, posizione e altezza del movimento centrale, mantenendo uno sterzo da vera gravel racing.

SOLO MONOCORONA ELETTRONICO, MA FINO ALLA 56 DENTI
Una delle scelte più nette riguarda la trasmissione. La Kanzo Fast 2.0 è progettata esclusivamente per gruppi elettronici 1x. È una decisione che permette di liberare spazio nella zona del movimento centrale e del carro, conciliando pneumatici fino a 58 mm, foderi da 425 mm e una corona anteriore che può arrivare addirittura a 56 denti.
Quest'ultimo dato fa capire bene quanto Ridley abbia pensato anche alle gare gravel più veloci. Una corona da 56 denti non è certamente il rapporto che si utilizzerà su ogni percorso, ma rende la piattaforma compatibile anche con setup estremamente spinti quando si corre per lunghi tratti a gas aperto.

IL COCKPIT NIMBUS PRO È DA 36 CM SOPRA E 40 CM SOTTO
Sulle versioni Sram Red e Force viene montato il nuovo cockpit integrato 4ZA Nimbus Pro. Ridley ha scelto una parte superiore molto stretta, larga 36 cm, mentre alle estremità inferiori la piega arriva a 40 cm. La logica è evidente: ridurre la superficie frontale quando si pedala in posizione aerodinamica, mantenendo però una presa più larga quando si scende sulle leve basse e serve maggiore controllo sui tratti tecnici.
VANO PORTAOGGETTI NEL TUBO OBLIQUO
Nonostante l'impostazione puramente racing, la Kanzo Fast 2.0 integra un vano portaoggetti all'interno del tubo obliquo. Può essere utilizzato per trasportare attrezzi, una cartuccia CO2 o una camera d'aria e Ridley fornisce due custodie imbottite per organizzare il contenuto.
Sul tubo orizzontale sono presenti anche gli attacchi per una borsa dedicata. La soluzione sviluppata da Ridley si posiziona subito dietro l'attacco manubrio, mentre quando non viene utilizzata la zona rimane pulita.
C'è anche la compatibilità con un sistema di parafanghi Curana sviluppato specificamente per questa piattaforma. Un dettaglio meno racing, ma utile per chi vuole utilizzare la stessa bici anche durante l'inverno.
LE NUOVE FORZA SKIRON RS: 50 MM, CANALE DA 27 E 1.350 GRAMMI
Sulla Kanzo Fast 2.0 Force troviamo le nuove Forza Skiron RS, ruote sviluppate per il gravel racing veloce. Utilizzano cerchi hookless in carbonio con profilo da 50 mm e canale interno da 27 mm, raggi in carbonio VONOA e cuscinetti CeramicSpeed.
Il peso dichiarato della coppia è di 1.350 grammi. La scelta di un canale interno così largo è coerente con il concetto della Kanzo Fast 2.0 e con la volontà di lavorare con pneumatici di sezione importante senza rinunciare a un profilo ruota molto aerodinamico.
TRE ALLESTIMENTI PIÙ IL KIT TELAIO
La gamma della nuova Ridley Kanzo Fast 2.0 è molto semplice: tre biciclette complete, tutte con gruppi Sram XPLR 1x13 elettronici, più il kit telaio.
Al vertice troviamo la versione Sram Red XPLR con ruote DT Swiss GRC 1400 Dicut e cockpit 4ZA Nimbus Pro. Subito sotto c'è la Force XPLR, equipaggiata con le Forza Skiron RS e lo stesso cockpit integrato. La versione di ingresso utilizza invece Sram Rival XPLR, ruote Forza Skiron CG40 e cockpit Forza Cirrus Pro.
Il kit telaio comprende telaio e forcella, reggisella aerodinamico Deda, cuscinetti della serie sterzo CeramicSpeed SLT e cockpit 4ZA Nimbus Pro.
Prezzi Ridley Kanzo Fast 2.0
- Ridley Kanzo Fast 2.0 Sram Red XPLR 1x13 prezzo 11.699 euro
- Ridley Kanzo Fast 2.0 Sram Force XPLR 1x13 prezzo 6.999 euro
- Ridley Kanzo Fast 2.0 Sram Rival XPLR 1x13 prezzo 5.499 euro
- Ridley Kanzo Fast 2.0 Frameset prezzo 4.499 euro
Tutte le versioni sono disponibili nelle taglie XS, S, M e L. Ridley permette inoltre di personalizzare configurazione e colorazione attraverso il proprio configuratore online.
SEI ANNI DOPO, IL CONCETTO "FAST" È CAMBIATO
La cosa interessante, guardando la nuova Kanzo Fast 2.0 accanto alla bici che Ridley presentò nel 2020, è capire come sia cambiato il concetto stesso di gravel racing veloce.
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Se allora essere "Fast" significava soprattutto prendere l'aerodinamica della strada e portarla sullo sterrato, oggi non basta più. La nuova bici deve essere aero, ma allo stesso tempo deve poter montare gomme larghissime, affrontare tratti molto tecnici, lavorare con pressioni più basse e lasciare al corridore la possibilità di modificare profondamente il setup in base al percorso.
Il passaggio da 42 a 58 mm sintetizza perfettamente questo cambiamento. La Kanzo Fast 2.0 continua a guardare alla strada per l'aerodinamica, ma nella zona ruote ormai strizza decisamente l'occhio alla mountain bike.
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Per maggiori informazioni sulla Ridley Kanzo Fast 2.0 è possibile consultare il sito ufficiale del marchio belga. Sito ufficiale Ridley