:: Abbiamo trasformato una gravel in una bici da strada: le endurance hanno ancora senso?

Le moderne gravel nascono dall'evoluzione delle bici da corsa. Con un secondo set di ruote e pochi accorgimenti, la mia gravel racing si è trasformata in una vera bici da strada. E questo apre una domanda interessante sul futuro delle endurance…

03 giugno 2026

Serve ancora una bici endurance se una moderna gravel racing può trasformarsi in una stradale semplicemente cambiando le ruote? È una domanda che sempre più ciclisti si stanno facendo e che anche noi ci siamo posti osservando l'evoluzione delle gravel degli ultimi anni.

 

Quando qui a Pianetamtb abbiamo deciso di allestire una gravel avevamo un'idea molto precisa in testa, cercare di vivere gli eventi di oggi, conoscere il mondo delle competizioni gravel e competere con una bici che fosse pensata per quello ma che dimostrasse anche che si può ottenere tantissimo da un allestimento umano. Torneremo più avanti su quello che è il test dei materiali, ma prima gustatevi ogni dettaglio della nostra MMR Simun.

 

 

Volevamo creare una bici versatile, veloce sugli sterrati e capace di affrontare lunghi giri lontano dal traffico chiaramente con lo scopo di usare questa bici come lab test per tutti i materiali.

 

 

In un passaggio di questa evoluzione della nostra bici siamo arrivati a montare una copertura da 40 mm slick, per la strada ma ci aspettiamo anche per qualche sterrato compatto.

 

 

Le gravel moderne sono cambiate profondamente e, in molti casi, sono molto più vicine alle bici da strada di quanto si possa immaginare e noi questo volevamo provarlo da tempo visto che nell’ambiente in continuazione si sente: “ti fai una gravel racing e sullo stesso telaio usi due coppie di ruote diverse”.

 

IL PUNTO DI PARTENZA ERA GIÀ MOLTO VICINO ALLA STRADA

La MMR Simun è una gravel uscita nel 2025 con geometrie e forme molto vicine all’estetica e alla costruzione di una bici da strada.

 

 

Telaio in carbonio dalle forme aggressive, geometrie moderne, carro compatto, posizione sportiva.

 

 

Una bicicletta che sulla carta nasce per il gravel, ma che fin dai primi chilometri lasciava intuire che era ben propensa a cambiamenti in questo senso.

 

 

Siamo partiti con coperture Vittoria Terreno Pro T30 al posteriore e T50 all’anteriore entrambe da 45 mm montate su ruote Vision SC 48 i25.

 

 

Potevamo allestire anche queste ruote con un nuovo set di gomme, ma abbiamo voluto simulare quello che ognuno può fare, avere due paia di cerchi allestiti e da usare in base alla situazione.

 

I PESI DELLE RUOTE VISION

Una cosa cambiata sensibilmente è stata il peso. Le Vision con copertoni Vittoria, dischi Sram da 160 mm, cassetta Apex ed Air Liner al posteriore avevano pesi di 1.605 grammi per l’anteriore e 2.210 grammi per il posteriore.

 

 

COME SIAMO PASSATI AL SET STRADALE

Avevamo a disposizione un secondo set di ruote, non uno qualsiasi ma il modello Zipp 303 XPLR S, vale a dire la versione entry level delle 303.

 

 

Profilo da 45 mm, canale interno da 23 e stesso corpetto XDR per poter montare una cassetta Apex.

 

 

Abbiamo montato un set di copertoni semi slick Michelin Pro 5 da 40 mm e un altro set di dischi da 160 mm per funzionare con l’impianto Sram Apex.

 

 

La bicicletta non sembra una gravel adattata alla strada. Sembra una vera bici da strada moderna anche perché chi segue il mondo stradale saprà che i professionisti utilizzano copertoni da 33 mm solamente come limite imposto dai regolamenti UCI, ma molti di loro, come riportato anche da BikeRadar in un articolo sulla Parigi-Roubaix, utilizzerebbero anche copertoni da 40 mm.

 

 

IL PESO RISPARMIATO

Il set di ruote Zipp con coperture Michelin ha abbassato complessivamente il peso di circa 500 grammi, con un’anteriore da 1.415 grammi e una posteriore da 1.920 grammi.

 

 

QUANTO PESA ORA LA BICI

Nel nostro “Real Build” avevamo pubblicato anche il peso finale della bici che abbiamo utilizzato sugli sterrati e di cui vi porteremo più avanti anche sensazioni e impressioni. Quel peso era di 8,9 kg.

 

 

Con queste modifiche il peso è sceso a 8,550 kg.

 

MA PERCHÉ L’ABBIAMO FATTO?

Credo che questa sia la domanda più interessante. Molti biker non amano la strada. Io stesso faccio parte di quella categoria e la gravel mi ha permesso di fare molta più distanza e più passo prendendo segmenti stradali e collegando quelli sterrati tra di loro.

 

(Sella settata per un rider più basso del tester)

 

Ma c'è una differenza importante tra uscire su una bici da corsa tradizionale e uscire su una gravel trasformata in stradale.

La seconda mantiene una sensazione di controllo superiore. I copertoni sono più generosi. La posizione è meno estrema. La stabilità è maggiore. E soprattutto si pedala su un mezzo che si conosce già perfettamente.

 

 

Per chi utilizza la strada principalmente come allenamento, specialmente nei mesi invernali o per costruire fondo aerobico, è una soluzione estremamente efficace.

 

IL PARADOSSO DELLE GOMME LARGHE

Per molti stradisti una gomma da 40 millimetri è ancora considerata enorme. Per chi arriva dalla mountain bike, invece, rappresenta già una misura tendente allo stretto.

Nel nostro caso abbiamo scelto proprio questa soluzione.

 

 

Un copertone che mantiene livelli di comfort elevatissimi ma che, grazie alla costruzione moderna e alle pressioni contenute, offre una scorrevolezza sorprendente. L’obiettivo è trovare sensazioni in sella che possano offrire il comfort del gravel ma riuscendo a muoversi sull'asfalto con un'efficienza molto vicina a quella delle moderne endurance.

 

 

Quello che mi aspettavo, tra l’altro, è che su un telaio come quello della Simun gomme di questo genere risultassero strettissime nel passaggio ruota. Invece lo spanciamento non è così tanto più stretto rispetto alle 45 mm di Vittoria che avevamo in precedenza. A livello estetico la bici sembra quasi nata con questo scopo e non sfigura affatto.

 

LE ENDURANCE SONO ANCORA NECESSARIE?

Ed eccoci alla domanda finale: le biciclette da strada endurance hanno ancora senso?

La categoria che probabilmente soffre di più l'evoluzione del gravel è proprio quella delle bici endurance.

 

 

Per anni hanno rappresentato la soluzione ideale per chi cercava comfort, stabilità e versatilità su strada.

 

 

Oggi molte gravel racing moderne offrono esattamente le stesse caratteristiche, aggiungendo la possibilità di uscire dall'asfalto quando si vuole.

 

 

E ciò che sentiamo sempre più spesso dagli utenti e che noi abbiamo voluto sperimentare è: “Sto pensando di farmi una gravel moderna da poter utilizzare anche su strada con un secondo paio di ruote”.

 

Con un secondo set di ruote ci si ritrova tra le mani una bicicletta capace di coprire due mondi differenti senza costringere ad acquistare un secondo telaio.

 

Le endurance continueranno certamente ad avere un loro pubblico ma è impossibile non chiedersi se il loro spazio non stia diventando sempre più piccolo.

 

IL TEST CONTINUA

Attualmente abbiamo toccato solo i primi metri di asfalto con questo set e questo allestimento, ma arriveranno presto aggiornamenti sulle sensazioni in sella con questo setup e con quello più “morbido” per il gravel che avevamo pensato per l’assalto a The Traka, non compiuto.