:: Cape Epic #4: Wilier-Vittoria in maglia gialla nella tappa regina e nel giorno delle 32 pollici

Fuga vincente di Pritzen-Stehli con la Stoll 32”, ma la maglia gialla passa a Braidot-Avondetto dopo la giornata nera degli Specialized con la gomma a terra. Top ten per Torpado Kenda FSA e Samuele Porro.Lvill-Keller fanno il vuoto e rafforzano la maglia di leader, Seiwald-Courtney sempre seconde davanti a Buff-BH. Quinte le Torpado Kenda FSA

18 marzo 2026

La Stage 3 della Cape Epic 2026, la più lunga di tutta la settimana con i suoi 140 km resa ancora più tosta dalla pioggia, ha cambiato completamente il volto della classifica generale. Dopo oltre quattro ore di gara sono il sudafricano Marc Pritzen e lo svizzero Felix Stehli (Honeycomb 226ers) a conquistare la vittoria di tappa.

 

©Cape Epic - Nick Muzik

 

Le notizie sono due: la prima vittoria storica di una 32 pollici, l'altra interessa noi italiani: Luca Braidot e Simone Avondetto (Wilier-Vittoria) vestono la maglia gialla. «Non era una tappa da mountain bike». Ha detto il piemontese, ed ha ragione basta vedere la media oraria: 32 km/h. «È uscita una gara dura, a metà è arrivata anche la pioggia.»

 

 

La gara

La giornata si era aperta con un gruppo compatto dopo i primi chilometri, con oltre trenta rider racchiusi in pochi secondi. Un serpentone lunghissimo dove le scie facevano la differenza e nessuno voleva esporsi troppo. Come previsto alla vigilia, anche da Fabian Rabensteiner, la tappa si è sviluppata su ritmi altissimi ma senza attacchi decisivi nella prima parte.

 

©Cape Epic - Nick Muzik

 

Le maglie gialle con la gomma a terra

La corsa si è accesa progressivamente nella zona centrale, quando hanno iniziato a farsi sentire le prime difficoltà e le forature hanno iniziato a incidere. Tra i protagonisti di giornata anche i Toyota Specialized Imbuko, rallentati ancora una volta da un problema tecnico: in quattro giorni è la seconda foratura che costa caro alle maglie gialle.

 

©Cape Epic - Nick Muzik

 

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I due davanti volano, uno ha la 32''

Nel frattempo davanti si è formata la fuga decisiva con Pritzen e Stehli, abili ad approfittare di un momento di esitazione nel gruppo. I due hanno guadagnato terreno su un tratto veloce e pedalabile, caratterizzato da strade larghe in terra battuta dove si viaggiava a rapportone e a gas aperto.

 

Alle loro spalle si è organizzato un inseguimento di alto livello con Wilier-Vittoria, Canyon e Buff-BH, ma nonostante la collaborazione il gap non è mai stato completamente chiuso. Il terreno veloce favoriva il lavoro di squadra, ma allo stesso tempo permetteva alla fuga di mantenere un margine prezioso.

 

©Cape Epic - Nick Muzik

 

©Cape Epic - Nick Muzik

 

Nel finale la situazione si è cristallizzata: davanti i fuggitivi hanno resistito fino al traguardo, mentre dietro dopo poco più di un minuto si sono giocate le posizioni di rincalzo. Per Wilier-Vittoria un terzo posto fondamentale che vale molto più del piazzamento: è infatti il risultato che consegna a Braidot e Avondetto la leadership della generale. «Indossare la maglia di leader alla Cape Epic è una cosa bellissima.» Ha detto il friulano.

 

 

©Wilier - Vittoria

 

Per gli Specialized, invece, una giornata da dimenticare. Dopo la foratura nella parte centrale, nonostante il supporto della seconda squadra, il recupero non è stato sufficiente. Il distacco accumulato nel finale si traduce in oltre un minuto perso in classifica generale.

 

Felix Stehli, uno dei rider più osservati di questa Cape Epic: corre con una Stoll dotata di ruote da 32 pollici

 

Da segnalare anche la prestazione Felix Stehli, uno dei rider più osservati di questa Cape Epic: corre con una Stoll dotata di ruote da 32 pollici e oggi ha portato questo progetto sul gradino più alto del podio, dimostrando che anche soluzioni tecniche fuori dagli standard possono funzionare a questi livelli. «È incredibile quanto siano andati forte oggi i primi due.» Il commento di Luca Braidot.

 

Gli altri italiani

Tra gli altri italiani da segnalare la prova del Torpado Kenda FSA di Fabian Rabensteiner e Casey South, che chiudono in ottava posizione dopo essere rimasti a lungo nel gruppo dei migliori. Una gara solida, sempre nel vivo dell’azione fino ai tratti decisivi, che consente loro di restare nelle zone alte della classifica generale, dove occupano la sesta posizione a poco più di cinque minuti dalla maglia gialla.

 

Chiude invece la top 10 di giornata il team Klimatiza Orbea con Samuele Porro, protagonista nella prima parte di gara ma leggermente in difficoltà nel finale, dove perde contatto dai migliori. Il risultato gli permette comunque di mantenere una posizione tra i primi dieci della generale.

 

Classifica Stage 3 - Elite Men

1. PRITZEN Marc / STEHLI Felix | Honeycomb 226ers | 4:19:52.9

2. ALLEMAN Wout / STOSEK Martin | Buff-BH | +1:09

3. BRAIDOT Luca / AVONDETTO Simone | Wilier-Vittoria | +1:10

4. SCHWARZBAUER Luca / GAZE Sam | Canyon | +1:29

5. BEERS Matthew / NORTJE Tristan | Toyota Specialized Imbuko | +2:26

6. VALERO SERRANO David / STUTZMANN Marc | Klimatiza Orbea | +3:13

7. BECKING Hans / RUIJTER Teus | Double Dutch | +3:17

8. RABENSTEINER Fabian / SOUTH Casey | Torpado Kenda FSA | +5:07

9. JOUBERT Marco / STEDMAN Travis | Toyota Specialized Imbuko 2 | +5:17

10. PORRO Samuele / MARTÍNEZ Luis F. | Klimatiza Orbea 2 | +5:51

 

Italiani oltre la top 10

13. DE COSMO Gioele / DORIGONI Jakob | Torpado Kenda FSA 2 | +6:17

24. AZZARO Mathis / ZANOTTI Juri | Origine-Wilier | +16:17

 

Classifica Generale - Elite Men

1. BRAIDOT Luca / AVONDETTO Simone | Wilier-Vittoria | 12:39:27

2. BEERS Matthew / NORTJE Tristan | Toyota Specialized Imbuko | +1:13

3. VALERO SERRANO David / STUTZMANN Marc | Klimatiza Orbea | +2:29

4. ALLEMAN Wout / STOSEK Martin | Buff-BH | +4:53

5. SCHWARZBAUER Luca / GAZE Sam | Canyon | +5:10

6. RABENSTEINER Fabian / SOUTH Casey | Torpado Kenda FSA | +5:40

7. BECKING Hans / RUIJTER Teus | Double Dutch | +10:29

8. BOTHA Wessel / VAN ZYL Johan | Safari Essence | +13:38

9. PORRO Samuele / MARTÍNEZ Luis F. | Klimatiza Orbea 2 | +14:37

10. AZZARO Mathis / ZANOTTI Juri | Origine-Wilier | +15:39

 

Altri italiani

15. TAFFAREL Nicola / EVENSEN-LIE Eskil | Metallurgica Veneta MTB | +26:01

23. DE COSMO Gioele / DORIGONI Jakob | Torpado Kenda FSA 2 | +45:57

26. SAMPARISI Nicolas / SAMPARISI Lorenzo | KTM Spada Brenta Brakes | +53:56

 

 

Donne: Lill-Keller controllano, Seiwald seconda con Courtney

Anche la gara femminile nella tappa regina ha confermato i valori visti nelle prime giornate. Dopo una fase iniziale molto compatta, con cinque squadre racchiuse in pochi secondi fino a metà gara, il ritmo è progressivamente aumentato fino a fare selezione nel finale.

 

A imporsi sono ancora una volta le sudafricane Candice Lill e Alessandra Keller (Thömus Maxon), che gestiscono al meglio la parte conclusiva della tappa e consolidano la loro leadership in classifica generale. Alle loro spalle chiudono seconde Kate Courtney e Greta Seiwald (She Sends Foundation), protagoniste di una prova solida e sempre nelle prime posizioni, mentre completa il podio il team Buff-BH Efficient Infiniti con Rosa Van Doorn e Vera Looser.

 

Buona anche la prestazione della Torpado FSA Kenda con Giorgia Marchet, quinta al traguardo insieme a Katazina Sosna-Pinele, sempre nel gruppo delle migliori fino agli ultimi chilometri. Più attardata invece Claudia Peretti (Symbtech), che chiude fuori dalla top five dopo aver perso terreno nella seconda parte di gara.

 

In classifica generale Lill e Keller rafforzano la loro leadership, mentre Seiwald e Courtney restano seconde ma con un distacco ormai vicino ai cinque minuti. La sensazione è che, salvo imprevisti, la lotta per la vittoria finale si stia delineando, con le altre squadre chiamate a inventarsi qualcosa per riaprire i giochi nelle prossime tappe.

 

Stage 4: tappa corta ma esplosiva, occhi sulla UFO climb

Domani la Cape Epic resta a Greyton per una tappa più corta sulla carta (87 km), ma tutt’altro che semplice. Dopo un primo tratto relativamente scorrevole, inizierà una sequenza continua di salite spezzagambe e discese tecniche che non concederanno respiro.

 

Il momento chiave sarà nel finale con la celebre UFO climb, una delle salite più iconiche della zona, seguita subito dalla tecnica sezione Toyota Tough. Un uno-due che potrebbe fare la differenza dopo le fatiche della tappa regina.

 

Con i Wilier-Vittoria in maglia gialla, la strategia sarà fondamentale. Su un percorso così nervoso e selettivo, ogni scelta può pesare. E dopo quanto visto oggi, una cosa è certa: questa Cape Epic è ancora tutta da scrivere.