:: Alla Cape Epic con il nuovo format femminile due elite italiane al via

Peretti con la francese Moschetti e Sosna con Marchet tra le protagoniste. Percorso femminile rivisto: otto giorni di gara, ma chilometraggio più corto per aumentare spettacolo e competitività

09 febbraio 2026

La Cape Epic 2026 entra sempre più nel vivo anche sul fronte femminile. A poco più di due mesi dall'evento (15 → 22 marzo) gli organizzatori hanno ufficializzato i nomi delle prime dieci coppie Élite iscritte e tra queste figurano due formazioni con atlete italiane, entrambe inserite nella top list di partenza.

 

©Cape Epic

 

Con il pettorale 55-2 torna in Sudafrica per il secondo anno consecutivo Claudia Peretti, la piemontese dell’Olympia Factory Team, che correrà in coppia con la francese Margot Moschetti. Una formazione internazionale che punta a sfruttare esperienza e continuità su una gara che, anche nella versione rinnovata, resta una delle più dure al mondo.

 

Torpado Kenda FSA femminile alla Cape Epic 2026

 

Al via anche il Torpado FSA Kenda, che schiererà la coppia composta dalla lituana “Kata” Sosna e dalla bellunese Giorgia Marchet, al via con il pettorale 57-2. Per Marchet si tratta della prima esperienza alla Cape Epic e dell’esordio nel team guidato da Sandro Lazzarin, mentre Sosna porta in dote una solida esperienza nelle grandi gare marathon a tappe.

 

Statunitensi alla Cape Epic 2026

 

Il pettorale 51, quello tradizionalmente assegnato alle coppie più attese, è stato attribuito alle statunitensi Kate Courtney e Melisa Rollins. Tra le squadre più forti al via anche la formazione con Candice Lill e Alessandra Keller: la namibiana, specialista delle marathon, farà coppia con la cross countrista svizzera, in una combinazione che unisce resistenza e velocità pura.

 

Tappe Cape Epic femminile 2026

 

La Cape Epic femminile UCI 2026 si svilupperà sempre su otto giorni di gara, ma con un chilometraggio complessivo di 560 km, contro i 692 km previsti per la gara maschile. Una differenza introdotta dal nuovo regolamento che non mira a semplificare la corsa, ma a renderla più compatta, più tattica e più combattuta: tappe leggermente più corte significano distacchi più ridotti, maggiore spettacolarità e classifiche aperte fino all’ultima giornata, senza intaccare il DNA della gara sudafricana, che resta il riferimento assoluto dell’off-road endurance mondiale.