La Cape Epic non è mai stata una gara che si accontenta. Chi la conosce lo sa: quando cambia, non lo fa per semplificare, ma per restare un passo avanti e oggi ha presentato uno dei più importanti cambiamenti nella storia dello sport al femminile. E il 2026 segna uno dei passaggi più importanti degli ultimi anni per quanto riguarda la gara femminile UCI.

L'obiettivo è chiaro: rendere le corse più combattute, più leggibili, più spettacolari. Senza togliere nulla a quello che ha reso la Cape Epic la gara a tappe MTB più dura e iconica al mondo. In buona sostanza una dose di spettacolo in più per elevare la prova al femminile.
PARITÀ DI MONTEPREMI E STATUS HC
La prima certezza che la Cape Epic vuole stabilire è che uomini e donne continueranno ad avere lo stesso montepremi. Una scelta che resta fondamentale, perché è accompagnata da un altro passo pesante: dal 2026 la gara femminile ottiene lo status UCI Hors Catégorie, il massimo riconoscimento possibile.

Questo significa che la Cape Epic femminile entra definitivamente nell'élite mondiale dell'off-road endurance, sullo stesso piano degli eventi più importanti di strada, XCO e gravel. Non è solo una questione di punti UCI, ma di credibilità sportiva.
UN NUOVO FORMAT PER CORRERE MEGLIO NON MENO
La vera novità, però, è il nuovo formato della gara femminile UCI. Le distanze vengono riviste, i dislivelli adattati e, soprattutto, arriva una partenza dedicata esclusivamente alle donne élite.

Non significa rendere la gara più facile. Significa renderla più competitiva. Tappe leggermente più corte permettono distacchi più ridotti, più tattica, più possibilità di ribaltare una classifica. In altre parole: meno gestione estrema e più corsa vera.
Un concetto espresso chiaramente anche da Annika Langvad, sei volte vincitrice della Cape Epic, che ha sottolineato come l'XCM femminile abbia bisogno di evolversi per restare rilevante e attrarre sempre più atlete di alto livello.
I NUMERI DELLA CAPE SEMPRE IMPRESSIONANTI
Chi teme una "Cape Epic light" può stare tranquillo. I numeri parlano chiaro, gli uomini affronteranno circa 692 km con 15.900 metri di dislivello positivo, mentre la gara femminile UCI si svilupperà su 560 km e 13.350 metri di dislivello.

Rimangono quindi gli otto giorni di gara, tappe selettive, partenze remote, deviazioni di percorso e quel mix unico di caldo, polvere, salite lunghe e trail tecnici che da sempre definisce la Cape Epic.

Il messaggio dell'organizzazione è netto: la gara non viene addolcita, viene affilata.
La Cape Epic 2026 resta la corsa che "misura tutte le altre", ma lo fa guardando avanti, costruendo un futuro più solido per la mountain bike marathon femminile.
CAMBIERÀ DI PIÙ PER CHI GUARDA DA CASA
Questo cambiamento non riguarda solo chi corre. Una gara più compatta è anche una gara più facile da raccontare. Distacchi ridotti, colpi di scena, sfide aperte fino all'ultima tappa: tutto quello che serve per rendere ancora più efficace una macchina mediatica che è già la più potente del mondo MTB. Il racconto sarà ancora più vivo e appassionante anche per la categoria femminile.