Rio de Janeiro (Brasile): Alle Olimpiadi di Rio, oggi finalmente è arrivata l'ora X della mountain bike, che partecipa per la sesta volta, all'appuntamento che ogni quattro anni, raccoglie in unico evento, gli atleti degli sport più diffusi sul pianeta terra. La 22enne svedese Jenny Rissveds entra nella storia, vincendo l'oro, dopo Paola Pezzo (Atlante 1996, Sydney 2000), Gunn Rita Dahle (Atene 2004), Sabine Spitz (Pechino 2008) e Julie Bresset (Londra 2012).

La graziosa biondina svedese che arriva da Falun, è alta 1,65 mt e pesa solo 55 kg. Oggi è stata una delle poche biker che ha deciso di correre con la full, era in sella alla Scott Spark. Quest'anno era evidentemente il suo anno, primo successo in Coppa del Mondo tra le Open (Lenzerheide) e ora le Olimpiadi. E le premesse erano tutte negative. Ha saltato la preolimpica all'Hadleigh Park per un problema alla coscia, poi mercoledì è caduta e oggi ha corso con dieci punti di sutura, suddivisi tra ginocchio e avambraccio sinistro. Deludono le favorite Neff e Langvad, rallentata da una foratura.
PERCORSO
La gara si è svolta presso il Deodoro Olimpic Park, luogo che ha ospitato anche le gare di canoa e di BMX. Si trova nel quartiere chiamato Deodoro, nella parte occidentale della capitale carioca. Il tracciato (4,85km) è artificiale, come quello di quattro anni fa a Londra e non è un caso dal momento che il manager che si è occupato della parte tecnica di Rio 2016, è Paul Davis che in Brasile ha portato l'esperienza acquisita quattro anni fa in Gran Bretagna. Lo scorso anno i corridori che lo avevano provato lo avevano definito, technical and fast, ossia tecnico e veloce (su terra battuta). Tre le salite, l'ultima delle quali lunga circa 1 km.

LA GARA
Ai nastri di partenza, alle ore 12:30 locali, 17:30 italiane si sono schierate 29 bikers provenienti da 25 nazioni, comprese Namibia e l'esotica Timor est, un'ex colonia portoghese ubicata nei pressi dell'Indonesia. Il meteo indicava un temperatura di 33° ed il cielo era coperto.
In prima fila, come da punteggio UCI si sono schierate la Langvad (DK), Spitz (GER), Neff e Indergand (SVI), Batty (CAN), Rissveds (SVE), Belomoyna (UCR) e la polacca Wloszczoska. L'unica azzurra in gara, la 31enne altoatesina Eva Lechner (per la terza volta alle olimpiadi), dopo una deludente stagione, partiva dalle retrovie (terza fila), nonostante in ottobre, fosse riuscita a vincere il Test Event. In pratica la prova del percorso olimpico che viene fatta l'anno precedente, per permettere agli atleti di testarne il percorso.

Lo start è stato dato puntalmente alle 12:30 e al termine del giro di lancio c'è stata una caduta che ha coinvolto quattro o cinque atlete in coda al gruppo. Un pò a sorpresa è andata in fuga la 23enne Linda Indergand che, in sella alla sua Focus Raven Max, ha chiuso il primo dei sei giri con 11 secondi di vantaggio su un gruppetto comprendente: Neff, Rissveds, Wloszczoska, Nash e Dahle. Ma i distacchi era ancora minimi, la Lechner è passata in quattordicesima posizione con un distacco di 1' 10''.

All'inizio della secondo giro, le inseguitrici hanno alzato il mirino e dopo aver inquadrato la Indergand, la stavano per prendere quando in uno strappetto in salita, la Rissveds ha perduto il colpo di pedalata e si è dovuta fermare qualche istante, rallentando tutte le atlete del gruppo inseguitore. La Indergand è così riuscita a stare davanti ancora per 1 giro ma poi è stata agganciata dalla Rissvdes, dalla polacca e dalla sua compagna di squadra, la Neff. Queste tre si sono poi portate al comando della corsa mentre la Indergand è stata assorbita dal secondo gruppo di atlete.

A quel punto c'è stato il primo colpo di scena, la campionessa del Mondo Annika Langvan (DK) si è dovuta fermare ai box per cambiare una ruota a causa di una forature. Poco dopo chi aveva scommesso sulla Neff, ha iniziato a strapparsi i capelli (chi ha la fortuna di averli ancora). La bionda come è già successo tante volte quest'anno, non è riuscita a tenere il ritmo imposto dalla giovane 23enne svedese e dalla esperta 33enne polacca.

Nel penultimo giro le prime due si sono studiate con la svedese che era piùù abile sul tecnico ma la polacca è sempre riuscita a riprenderla, dietro la Neff (che ricordiamo ha corso anche su strada) ha visto vedere sfumare anche il sogno del bronzo, perchè le tre nordamericane, le canadesi Pendrel e Batty e la ceca Nash che vive negli Stati Uniti, l'hanno prima agganciata e poi sorpassata. Una vera e propria mazzata che l'ha distrutta psicologicamente.
Al suono della campana che annunciava il sesto ed ultimo giro, queste erano le posizioni. Rissveds e Wloszczoska da sole al comando, terza a 30'' la Pendrel, quarta a 38'' la Batty e quinta la Nash a 49''. La lotta era per l'oro e la posta in palio era altissimo, ha attaccato subito la Rissveds che sulla prima salita ha fatto il vuoto ed è andata a conquistare l'oro, dietro la polacca ha mantenuto la seconda posizione, regalando al suo paese l'argento. Il bronzo è andata ad un'altra veterana Catharine Pendrel, che ha accusato un distacco di 1' 36'' seguito dopo pochi istanti dalla sua connazionale Emily Batty.

Pendrel e Batty in uno scatto di COC/David Jackson
Quinta la rappresentante della Repubblica Ceca, Katarina Nash che ha una storia incredibile, che Vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi. La 39enne è l'unica atleta che nella sua carriera ha partecipato a cinque giochi olimpici, 2 invernali e 3 in mountain bike. Ora porta il cognome di suo marito che è americano.(quì potete leggere tutta la storia).

IL FLOP DI JOLANDA NEFF
Sesta la grande delusione, quella che fino all'anno scorso sembrava l'astro nascente con un grande futuro, quest'anno sembra essersi persa, nonostante sia riuscita a vincere l'Europeo e il Mondiale marathon nell'unica gara long distance alla quale avesse partecipato. Un flop in Coppa del Mondo, probabilmente le troppe attività le hanno fatto perdere la bussola. Il suo problema è che è veramente forte e non solo in mountain bike ma anche su strada. Lei è arrivata con molto anticipo a Rio perchè ha corso anche la gara su strada, quella nella quale la nostra Longo Borghini, ha conquistato il bronzo.

18esima EVA LECHNER
Eva Lechner chiude la sua gara, in diciottesima posizione, con un distacco di otto minuti e mezzo. Un piazzamento che rispecchia quanto raccolto in tutto questo 2016 e non c'erano da aspettarsi miracoli. Quest'anno la bolzanina non è mai riuscita a trovare il giusto colpo di pedale. La FCI segnala per Eva: mal di schiena fin dal primo giro e anche una caduta.

Eva Lechner in uno "scatto" FCI
ORDINE D'ARRIVO (28 classificate)
1. Jenny Rissveds (Svezia) 1:30:15
2. Maja Wloszczovska (Polonia) + 37''
3. Catharine Pendrel (Canada) + 1' 36''
4. Emily Batty (Canada) + 1' 38''
5. Katerina Nash (Repubblica Ceca) + 2' 10''
6. Jolanda Neff (Svizzera) + 2' 28''
7. Lea Davison (USA) + 3' 12''
8. Linda Indergand (Svizzera) + 3' 12''
9. Yana Belomoyna (Ucraina) + 3' 13''
10. Gunn Rita Dahle Flesjia (Norvegia) + 3' 19''
18. Eva Lechner (Italia) +8' 30''
RS-1 SPARITA DALLE COMPETIZIONI
Un dato tecnico importante, la Rockshox RS-1, la forcella dalli steli rovesciati è già passata di moda? Tutte le atlete che corrono per squadre sponsorizzate Rockshox hanno corso con la nuova SID, color azzurro.
DOMANI GLI UOMINI
La gara maschile si correrà domenica allo stesso orario, ore 12:30 brasiliane, che corrispondono alle 17:30 in Italia. In gara 50 riders compresi tre con la maglia azzurra: Marco Aurelio Fontana, Andrea Tiberi e Luca Braidot. E se non lo sapete ci sarà anche il campione del mondo su strada Peter Sagan.