:: ALLA DURISSIMA MB RACE FRED FRECH FA POKER, 8° ROSTAGNO

QUARTO CENTRO PER FRECH NELLA PROVA DA 140 KM E 7.000 MT DI DISLIVELLO. OTTAVO IL NOSTRO ALESSANDRO ROSTAGNO.

08 luglio 2014

Megeve, Francia. E' veramente un osso duro ed è ormai entrato nella leggenda della MB Race il fortissimo Master transalpino Frederic Frech. Nella prima edizione nel 2010 fu l'unico atleta, su 600 partenti, in grado di portare a termine la distanza regina di 140 km chilometri. Si è poi ripetuto nelle due edizioni successive, mentre nel 2013 fu terzo dietro a Rapillard e Laffont.

 

In questa edizione si è preso la rivincita sul franco-svizzero Arnaud Rapillard.In seguito al secondo posto del 2012 e alla vittoria del 2013, Rapillard è desideroso scrivere nuovamente il proprio nome nell'albo d'oro della MB Race. La tipologia di gara piuttosto estrema, unita all'assenza di tratti pianeggianti e scorrevoli, è favorevole per la sua costituzione fisica brevilinea. Inoltre, la partecipazione ad alcune tappe del circuito di Coppa del Mondo Marathon UCI con la su squadra Addictiv - Cycles Tyres Direct gli hanno permesso di crescere ulteriormente e di accumulare esperienza confrontadosi con l'elite mondiale.

 


Le sue sensazioni sono ottime sin dalla partenza. In salita pedala meglio rispetto a Frédéric Frech, e approfitta della seconda ascensione alla Tête de Torraz per prendere la testa solitaria della gara. Ma la leadership di Rapillard dura poco, infatti nella successiva discesa una foratura lo costringe a perdere molti minuti, mentre in testa alla gara si porta solitario Fred Frech. Rapillard riparte in ottava posizione con il tubolare con pochissima pressione, ciò nonostante al passaggio della 70 km è tornato in seconda posizione e, dopo il cambio ruota, riparte alla caccia di Frech, che ha un distacco di 4 minuti.

 


Il forcing di Rapillard viene premiato all'85° chilometro, quando riesce a riagganciare Frech in testa. I due proseguono insieme per 4 chilometri, poi un ristoro più veloce lascia nuovamente Rapillard in testa solitario. Dopo 6 ore e mezza di gara la svolta decisiva: lo stomaco di Rapillard si blocca, e di conseguenza anche le gambe. In competizioni estreme come questa non è facile alimentarsi in modo adeguato, e tanto meno avere una digestione regolare.

 

A questo punto Frech riparte all'attacco involandosi solitario e pieno di entusiasmo verso la sua quarta vittoria su 5 edizioni della MB RACE. Alla sue spalle, Rapillard medita addirittura il ritiro, la sua salita al Mont de Vorrès è un calvario. Tuttavia riesce a riprendersi per le ultime due ascese e difende con grinta il secondo posto. Frech taglia vittorioso il traguardo in 9h17'59", lasciando Rapillard a 15'01". In terza e quarta posizione altri due componenti del Team MB Race, Antoine Socquet Juglard e Stephane Beau, staccati rispettivamente di 25'42" e 43'15".

 

La seconda donna nella storia della MB Race, e unica donna di questa edizione a concludere la 140 km, è francese e si chiama Daniele Troesch, con il buon tempo di 12h31'41".

 

 

In gara c'era anche il nostro inviato Alessandro Rostagno, che si è comportato egregiamente portando a termine la 140 km in 8° posizione assoluta e 2° tra gli M1 (30-40 anni in Francia), in 10h24'56". Ecco le sue impressioni.

 

"La MB Race è una gara durissima, dove conta tantissimo la testa oltre alle gambe. Per l'obiettivo massimo della 140 km bisogna arrivare con una preparazione adeguata di mesi, bisogna essere al top fisicamente e mentalmente, ed essere pronti ad affrontare oltre 10 ore in sella. A rendere il tutto più difficile è la tracciatura del percorso in puro stile francese, con salite ripide, tratti di portage, e discese molto tecniche nelle pinete, dove regna "sua maestà la Radice Viscida".

 

Anche se, devo ammetterlo, essendo preparato al peggio, ho trovato il percorso un pochino più scorrevole di ciò che mi aspettavo. Bisogna rimanere concentrati per tutta la gara, mai pensare a quanto manca ancora all'arrivo e, se lo si fa, farlo in maniera positiva: "dai, mancano solo più 100 km...". Accidenti!! Allo stesso tempo però è importante cercare degli elementi di svago lungo il percorso, che distolgano un po' il pensiero dalla fatica e dall'acido lattico nelle gambe. In questo senso, distrazioni se ne possono trovare molte, a partire dal panorama, che in molti tratti del percorso offre dei colpi d'occhio fantastici sul Monte Bianco".

 

Molto caloroso è anche il pubblico, che ti incita su tutto il percorso, spesso accompagnando le urla al rumore assordante dei campanacci per le mucche. I volontari sul tracciato sono gentilissimi ed incitano tutti con il sorriso sulle labbra.

 

Sul percorso sono dislocati 11 ristori ben forniti di liquidi e solidi, barrette e gel compresi, per ciò si può partire leggeri e con poche scorte. Anche se, quasi scontato dirlo, è importantissimo mangiare e bere regolarmente per tutta la gara, anche quando non se ne sente la necessità, perchè crisi di fame e crampi sono sempre dietro l'angolo, e sono quasi inevitabili.

 

 

Ottimo fare anche due parole con gli altri biker, ma attenzione a non seguire nessuno. Bisogna fare il proprio ritmo, il più possibile regolare, indipendentemente da tutto e da tutti. E non farsi prendere dalla foga, soprattutto in partenza. Bisogna dosare gli sforzi dalla prima all'ultima pedalata perchè alla fine, quando si tirano le somme, tutto va sul piatto della bilancia.

 

Ottima la formula dei traguardi intermedi, gli arrivi della 70 km (3500 disl.+) e 100 km (5.200 disl.+), entrambi nella stessa Megeve, lasciano l'opportunità di scegliere se tagliare il traguardo o continuare verso la distanza massima. E la tentazione è forte.

 

La salita più dura per la 70 km è l'ascesa alla Tete de Torraz, ripida e con un tratto di portage, quest'anno resa ancora più impegnativa dal fango. Per la 100 km la salita alla Croix du Christ fa veramente male, come pure le ultime rampe in cima al Prè Rosset, salita ripagata da una splendida discesa nella pista di downhill.

 

Per la 140 km, senza dubbio l'ostacolo più difficile da superare è l'ascesa al Mont de Vorès, già dura e lunga di suo, figuriamoci se affrontata con oltre 100 km nelle gambe. Per fortuna le ultime due ascese sono pedalabili e ormai l'obiettivo massimo non può più sfuggire.

 

Le discese sono un'alternarsi di stretti single track, strade bianche larghe e sentieri nelle pinete, disseminati di radici spesso viscide, quest'anno più che mai dopo la pioggia dei giorni precedenti. In ogni caso, per non correre rischi, è meglio dotarsi di un copertone anteriore che dia sicurezza.

 

La MB Race si autodefinisce "la gara più dura al Mondo". Non so se è così, ma la MB Race è veramente devastante e lascia un segno profondo ai suoi partecipanti. Un segno positivo, di forza e di consapevolezza di mezzi che non eravamo sicuri di avere.

 

Ordine d'arrivo

 

1 Frederic FRECH Team MB RACE M1 H 1 09:17:59 00:00:00 France

2 Arnaud RAPILLARD Addictiv - Cycle Tyres Direct Se H 1 09:33:00 00:15:01 Suisse
3 Antoine SOCQUET JUGLARD mb race Se H 2 09:43:41 00:25:42 France
4 Stephane BEAU MB RACE M2 H 1 10:01:14 00:43:15 France
5 Vincent ARNAUD Addictiv - cycle tyres direct Es H 1 10:12:55 00:54:56 France
6 Rémi LAFFONT Team Rose Vaujany Se H 3 10:18:19 01:00:20 France
7 Adrien CROUSAZ Se H 4 10:23:45 01:05:46 France
8 Alessandro ROSTAGNO ASD TEAM LICHERI BIKE M1 H 2 10:24:56 01:06:57 Italie
9 Francis BIBOLLET-RUCHE CS LA GIETTAZ M3 H 1 10:29:37 01:11:38 France
10 Michel SIBUET BECQUET VALLOIRE GALIBIER VTT M2 H 2 10:42:33 01:24:34 France