:: S.C. Barbieri: E le donne?

18 novembre 2013

La stagione agonistica 2013 si è conclusa. Archiviate gare, classifiche e premiazioni, staccate mente e corpo da preparazione e allenamenti, è il momento di rendiconti e, soprattutto, di riflessioni.
A tale proposito, noi della S.C. Barbieri, vogliamo sollevare, e portare a conoscenza di tutti gli "addetti ai lavori" che si occupano del mondo delle "ruote grasse", del trattamento riservato alle donne.

 

Partiamo dall'articolo di Pianetamountainbike, relativo alla GF Tremalzo Superbike del 13 ottobre, la gara delle donne, viene descritta così..."senza storia la gara femminile con l'affermazione della ticinese Sofia Pezzati"....e le altre ragazze che hanno preso parte alla manifestazione? forse la ticinese era l'unica donna a prendere il via?...

 

Vi sembra che 10 parole o due righe risicate, possano bastare per rendere merito alla fatica, alla dedizione, ai sacrifici, all'impegno che tutte le donne, professioniste e non, al pari degli uomini, mettono in ogni gara?

 

Per contro, perché le gare degli uomini (ndr. cito sempre lo stesso articolo ma potrei portare molti altri esempi), sono descritte con pagine e pagine, con fiumi di parole, con dovizia di episodi e particolari e, inoltre, facendo distinzione delle singole categorie?

 

 

Capiamo che i "numeri" maschili siano di gran lunga superiori, ma, questo, non giustifica una così marcata disparità di trattamento.

 

Chiediamo solo che venga dato, alle donne, il giusto riconoscimento e merito, venga loro portato rispetto (già in gara i maleducati abbondano) e venga loro offerta una adeguata visibilità. Crediamo che tutto questo possa essere una motivazione, per le atlete, a continuare ad impegnarsi e un incentivo per le giovani, ad avvicinarsi a questo sport duro e di sacrificio.

 

Sempre a proposito per incentivare una costante e più folta partecipazione delle donne, non credete che sia il tempo di tenere suddivise, in qualsiasi gara, le categorie femminili? Perché le amatori devono cimentarsi con delle professioniste? Perché donne al di sopra dei 40 anni devono essere equiparate a quelle di 20 anni più giovani?

 

Provate a far gareggiare tutti gli uomini (Master Open Élite ) in una categoria unica, e poi chiedete se qualcuno è contento, soddisfatto di tale decisione.

 

È ora di mettere mano a questa situazione, che ristagna da tempo e che nessuno vuole affrontare, soprattutto quelle società che non hanno donne che gareggiano e che, quindi, non si preoccupano di capire e discutere questi problemi.

 

Le donne della S.C. Barbieri

 

 

Risposta di Pianetamountainbike.it: Dal momento che avete citato il mio articolo sulla Tremalzo Superbike, vi rispondo anche se mi rendo conto che avete preso lo spunto per sollevare un problema che coinvolge un pò tutte le testate giornalistiche. La gara viene seguita da un solo giornalista che per seguire l'evento dal vivo deve andare sul percorso. Dal momento che la maggior parte dell'interesse è concentrato sulla classifica assoluta di fatto riesce a seguire bene solo questa. Con la macchina ci si sposta in tre/quattro punti del tracciato, si vedono passare i primi e subito ci si sposta sul punto successivo in modo da avere dati oggettivi utili per redarre l'articolo.

 

Se il giornalista si fermasse ad aspettare il passaggio della prima donna, purtroppo non riuscirebbe a vedere i successivi passaggi dei primi assoluti.  Questo è il motivo per il quale spesso si leggono delle cronache dettagliate sulle gare maschili. Purtroppo è vero che nelle granfondo a rimetterci sono le donne. C'è un secondo problema per i giornalisti dei siti internet, come il sottoscritto. Se questi ultimi devono scrivere i loro articoli in giornata appena arrivati i primi corridori, devono  rientrare velocemente alla base. Questo in molti casi impedisce di sentire le atlete a fine gare.

 

Un problema simile si verifica nelle gare nazionali cross country quando si svolgono tantissime gare e di solito i media si concentrano solo sulla gara degli elite, penalizzando le altre categorie (Esordienti, Allievi, amatori, donne amatori).

 

Aldo Bertoni