Non aveva lasciato nulla al caso Stefano Severgnini nei suoi allenamenti in altura sulle montagne svizzere che avevano preceduto la sua seconda apparizione alla “Bike Marathon” di Graz e per questo aveva pianificato ogni dettaglio per cercare nel capoluogo della Stiria, come lo scorso anno una medaglia continentale. Una giornata caldissima con tanto sole, tanta voglia di fare bene e di regalare al suo team qualcosa di importante, ma quest’anno il durissimo percorso austriaco dell’atteso evento europeo dedicato ai Master (104 Km con 3.818 metri di dislivello) ha sbarrato la strada al podio per il Master 1 cremonese che ha concluso in 5 ore 34’ 20” ottimo 23° assoluto, quinto di categoria.
"Sono convinto di aver fatto una buona gara. Fino all'ultima salita sono rimasto in corsa per la medaglia di bronzo insieme ad un polacco e ad
un'austriaco, poi purtroppo a causa del caldo e del fondo molto sconnesso ho perso il ritmo, tempo prezioso e diverse posizioni. La salita dallo Schöckl è stata la mia spina nel fianco, quando ho scollinato sulla montagna di Graz ero 29° assoluto e settimo di categoria. Non poteva finire così quella che fino ad allora era stata un'ottima gara, nella discesa finale credo di aver fatto un capolavoro recuperando tempo e sei posizioni. Sapevo che sarebbe stata una gara durissima, una corsa in cui fisico e materiali vengono messi a dura prova e per questo mi ero ben preparato. Ringrazio mio padre che mi ha seguito in Austria per l'assistenza in gara che mi ha permesso di correre nelle migliori condizioni e, ovviamente tutti i fornitori tecnici di SCAPIN Factory Team per la grande affidabilità dei loro materiali".
Così Stefano ha commentato una gara in cui si è misurato sul percorso originale che nel 2009 ha assegnato i titoli mondiali marathon, con bikers provenienti da tutta Europa, eroi locali e appassionati di mountain bike sulla distanza estrema al top della forma, raddrizzando sugli insidiosi passaggi della downhill dello Schöckl una gara che si era preannunciata ottima, ma che dopo le prime tre ore in cui aveva raggiunto la 16ª posizione, lo ha visto cedere agli avversari. Con un grande finale di cuore e d'orgoglio, Stefano ha fatto del suo quinto posto un'ottimo risultato, dimostrandosi ancora una volta un'atleta che difficilmente si arrende, distinguendosi anche in questa occasione internazionale per la sua grande generosità sportiva.