Torbole (Tn): Tutte le manifestazioni sportive in generale hanno bisogno di degne locations che possano in qualche modo esaltare le doti dei partecipanti e prestarsi per la tracciatura dei percorsi più consoni allo svolgimento dell'evento. Tornando a casa dopo la seconda tappa del Rewoolution Raid ripensavo alla domanda che mi era stata fatta durante l'intervista post gara nella quale mi si chiedeva se la location era o meno adatta.

La risposta era fin troppo ovvia e scontata ma la mia mente andava oltre pensando che forse non ci sarebbero sport inadatti ad un "posto" del genere. Trail running, mountain biking, ciclismo, climbing, arrampicata, nuoto, vela, windsurfing, kitesurfing, nordic walking e ne dimentico diversi troverebbero in Torbole una degna palestra. E' incredibile quanto questa cittadina offra in termini sportivi ma anche di accoglienza, ospitalità ristorazione...potrei scrivere un'ode ma forse è meglio passare alla gara, alla seconda e ultima tappa del Rewoolution Raid.
Dopo il grande successo del primo evento tenutosi a luglio in quel di Bergamo che sorprese un po' tutti per l'eccezionalità del tracciato ma anche e soprattutto per la difficoltà, tutti i team sono arrivati a Nago-Torbole consci che anche questa volta non si sarebbe scherzato affatto. Passata l'estate tra competizioni e allenamenti arriva settembre che ritempra un po' il fisico in vista degli ultimi impegni agonistici prima dell'inverno. Boom di iscrizioni per la seconda tappa, circa 60 i team partecipanti tra il percorso Pro e il percorso Amateur.

Ritrovo la mattina del sabato a due passi dal Lago da Lago di Garda presso l'ex Colonia Pavese, costruzione che sorge a due passi dal lago ma che ad oggi non ha ancora trovato un degna collocazione all'interno del comune di Nago Torbole. Equivoci e ritardi nei lavori ne hanno procrastinato la conclusione tanto che ad oggi sembra essere ormai una costruzione in totale decadenza in attesa di un miracolo. Nel cortile però i ragazzi dell'Outdoor Agency Spiagames hanno saputo ricavare la base logistica del Raid dove tutti i partecipanti si sono dati appuntamento.

Briefing mattutino e raccomandazioni da parte del responsabile del tracciato Luca Lamperti, ormai grande conoscitore di questi territori e in possesso di doti organizzative e fisiche poco comuni, pettorali ben in vista e partenza della gara dalla "spiaggia" della Colonia Pavese. Entusiasmo alle stelle per i Pro Riders ma anche tanta concentrazione e voglia di ben figurare e se poi in palio c'è un viaggetto in Nuova Zelanda le energie messe in campo si moltiplicano.
Partenza a razzo verso il sentiero che costeggia il lago fino a Tempesta con un dislivello poco marcato e con poche asperità anche fino al primo cambio di specialità running-kayak. Inforcate le pagaie, cercando ritmo e costanza nel gesto si cerca di guadagnare sui partecipanti che non hanno molta esperienza in questo tipo di attività che tutto è meno che semplice. Si rema per 5 chilometri e la fatica per le braccia si fa subito importante. E' qui che l'Extreme Team Pianeta Mtb comincia a perdere qualche posizione. Non è certo un terreno congruo per le attività dei tre partecipanti ma si sperava in una difesa più proficua invece si assiste più volte a sorpassi in acqua con i rappresentanti del team quasi inermi davanti a ciò. Dopo 5 km si torna a correre e ora si fa davvero sul serio. Una salita ripida costante senza tregua e senza scuse. Tanti chilometri in mezzo a sentieri nei boschi e mulattiere per un dislivello positivo di circa 1800 metri, un'eternità. Neanche a dirlo che la selezione è naturale e senza scuse. Arrivano i primi problemi per i team e le prime mezze rese. Anche il team di Pianetamtb accusa ritardo preso da vari problemi fisici durante la scalata.
Intanto da Torbole partivano anche gli amatori che percorrevano un percorso totalmente diverso da quello dei pro ma con lo stesso obiettivo, il Campo base del Monte Altissimo 2078 mt.
Alla spicciolata i team raggiungono la vetta e lo spettacolo paesaggistico rende meno dura la fatica anche se le gambe cominciano a non girare più come dovrebbero e la fatica assale i runners.
Il campo base è attrezzato con tende offerte da uno degli sponsor della manifestazione, Ferrino, e il ristoro dal "grande Denny" del rifugio Altissimo. Calorosa accoglienza per tutti e pasta ad oltranza con bis e tris per chi non aveva più benzina nel serbatoio. Poi alla fine anche dolci e grappe visto che la temperatura era tutt'altro che alta, anzi.

Il falò acceso nell'area esterna dava un calore naturale agli infreddoliti ma anche un calore "umano" per tutti quello che sanno condividere questi momenti con naturalezza e aggregazione. Il vento sferzante e pungente intriso di umidità che saliva dal Lago di Garda consigliava a tutti di infilarsi nel sacco a pelo per recuperare le forze smarrite e far riposare i muscoli intorpiditi dalla ripida ascesa.
Un'alba molto fresca dopo una notte ventosa e burrascosa accoglie i partecipanti al risveglio. In fretta tutti ai tavoli per la colazione e poi preparativi per la partenza, si torna a valle, si corre e si rotola in discesa per centinaia di metri di dislivello. Momento molto toccante quello del minuto di raccoglimento in onore di tutte le vittime della guerra che su questi monti ha lasciato visibili tracce di morte ma anche di costruzioni tattiche e cunicoli tra una trincea e un'altra...poi lo start e tutti a valle come una banda di posseduti.

Al cambio running-mtb si delineano le posizioni al comando, dietro la bagarre è dura ma la selezione deve ancora avvenire. Inforcate le bici dopo una breve ma intensa salita ci si butta giù da sentieri impervi e tecnici con non poche cadute e scelte tattiche azzardate. Il percorso è fantastico, la bagarre è tanta e si deve stare attenti. Il rispetto è importante tanto quanto la competizione.
La discesa termina a Nago, da li inizia l'inferno per 6 km dritti con un dislivello di circa 700 metri. Non tutti decidono di affrontarlo e tagliano corto verso la calata su roccia, altra prova speciale e davvero adrenalinica. L'orienteering nelle stradine della città di Torbole non è molto difficile ma veloce, velocissimo per chi ha velleità di classifica dunque assorbe le ultime energie rimaste ai team, poi l'arrivo nella zona della ex Colonia Pavese.

Tattica strategia, fatica, tecnica, tenacia, spirito di squadra, aggregazione. Questo è il linguaggio del Rewoolution Raid, questi sono i valori che tutti hanno dentro per prendere parte a questo evento e dai quali non si può prescindere. Chi invece pensa solo al risultato, alla gara in se e al modo più breve per "fregare" gli altri viene immediatamente schedato e quasi allontanato dal gruppo. Come in un branco affiatato che caccia la stessa preda e che riconosce chi invece utilizza piccoli antipatici stratagemmi per poter emergere. La posta in realtà è alta, ci si gioca un fantastico viaggio in nuova Zelanda e altri fantastici premi ma lo spirito è quello che conta.

La classifica finale presenta qualche sorpresa, con team emergenti e team "conosciuti" nelle prime posizioni ma alla fine la festa è grande e gli abbracci la fanno da padroni tra tutti i partecipanti che si complimentano con il Team Pedini-Iret per una condotta di gara esemplare e costante che li porta ad aggiudicarsi un bel viaggetto dall'altra parte del globo. Tra le donne sorpresa per le vincitrici, il team Pedini-Iret Woman batte il Dream Team per appena 2 minuti dopo ore e ore di battaglia. Fatale un check point perso per strada per il Dream Team.
Ci manca già il Rewoolution, ci mancano già tutti i ragazzi dell'organizzazione, i fotografi che trovavi in ogni dove sul percorso, le facce sorridenti delle ragazze alla "reception", il tracciatore Luca che con il suo ghigno malefico durante i briefing incuteva terrore sui dislivelli e le distanze da percorrere. Ci manca la fatica, ci mancano i paesaggi, ci mancano i momenti di confronto e gli attimi di aggregazione magari dentro una tenda mossa dal vento, ma soprattutto ci mancano gli amici scoperti in queste due tappe, gente di fatica con i segni delle proprie esperienze sul volto negli occhi ma soprattutto nel cuore. Solchi caldi che percorrono uno stato di latente adrenalina sempre pronto per nuove sfide nuovi racconti nuove amicizie nate in un momento difficile e portate avanti con sincero piacere.
Insomma a tutti grazie davvero!!!
Info www.rewoolution.it
Classifica Pro: CLASSIFICA PRO
1° classificato: TENDAGGI FARIELLO TEAM 2 (Roberto Zanolli, Tiziano Valduga, Giovanni Banal)
2° classificato: ADVENTURE RACING REWOOLUTION TEAM (arco. Ponteri, Mario Ruggiero, Andrea Villa)
3° classificato: TEAM PEDINI-IRET (Roberto Mattioli, Andrea Visioli, Michele Sartori)
CLASSIFICA AMATEUR
1° classificato: TEAM CARPENTARI BY FABIO (Giordano Casagrande, Pierpaolo Macconi, Alberto Micheletti)
2° classificato: SMUTANDATI TEAM (Massimo Zanini, Juri Bassetto, Marco Olivotto)
3° classificato: ESSENCE OF FREEDOM (Mattia Bonanome, Ferdinando Basseti, Alberto Ballardini )
1° CLASSIFICATE DONNE PRO
PEDINI IRET-WOMEN: (Stefania Zarotti, Stella Varotti, Federica Zacchia)
CLASSIFICA SHOP
1° classificato: TENDAGGI FARIELLO TEAM 2 (Roberto Zanolli, Tiziano Valduga, Giovanni Banal)
2° classificato: PIACENZA TRIATHLON VIVO (Stefano Bettini, Claudio Mantovani, Gianluca Silvatico)
3° classificato: VENETO TRIATHLON TEAM (Andrea Masiero, Mirco Zanetti, Filippo Dalmaso)