:: Intervista a Jaroslav Kuhavy, King of Czech Cycling

Ha vinto tutti gli eventi importanti, il Campionato del Mondo e quello Europeo. Il vincitore della Coppa del Mondo si è seduto sull'imaginario trono della mountain bike. Ha vinto in modo magistrale diventando il migliore del mondo e ha incontato al castello di Praga il Presidente della Repubblica Ceca, con questa intervista in esclusiva, ora incontra i lettori di Pianeta Mountain Bike.

29 novembre 2011

Ciao Jaroslav, ci racconti chi è Kulhavy?
Sono nato l'8 gennaio 1985 in Usti nad Orlici (Repubblica Ceca).  Corro in bicicletta nel 1996 e attualmente sono un rider di Specialized Racing Team.

Una stagione perfetta il 2011, quali sono state le tappe principali?
Le più importanti per me sono state la World Cup e i Campionadi del Mondo a Champery.  Le altre gare mi sono servite principalmente per preparare questi eventi top.

 

Ci sono stati anche dei momenti difficili?
Ho attraversato momenti difficili nel mese di giugno, quando sono stato investito da una vettura durante un'allenamento, mi sono seriamente ferito in faccia e ho rotto i denti.  Fortunatamente l'incidente non mi ha condizionato tanto e ho potuto tornare ad allenarmi presto.

 

La tua gara più bella e quella più brutta del 2011?
La più bella è stata Dalby Forest.  E' stata la mia prima vittoria in cui mi è riuscito tutto bene, il tracciato mi piaceva e mi sono divertito.  La peggiore è stata probabilmente quella in Val di Sole.  Il tracciato non mi era adatto e anche se ho vinto la sprint con Nino Schurter, la gara è stata difficile per me.   Anche perché l'ho presa come preparazione per il Campionato del Mondo ed ero molto stanco.

 

Quali sono state le tue scelte vincenti per arrivare al titolo mondiale?
Le possibilità di vincere il titolo erano piuttosto alte.  Sapevo di poter di vincere il titolo, ero io il favorito.  Comunque la gara è stata molto impegnativa, tutti i corridori, compresi quelli di casa, i forti svizzeri, erano perfettamente preparati.

 

Già a fine 2010 eri diventato l'outsider nelle nuove gerarchie della mountain bike inserendoti tra Absalon e Schurter.  Cosa è scattato in te da Dalby Forest per capovolgere i ruoli?
Non posso dire esattamente. Credo che avevo bisogno di sapere che posso vincere e battere tutti gli altri, ci sono riuscito nel 2010 a Windham. A Dalby Forest l'ho ripetuto in maniera convincente e questo mi ha dato fiducia per le successive gare.

 

Nel 2012 quale sarà il tuo piano d'azione, che immaginiamo rivolto alle olimpiadi di Londra?
Naturalmente i Giochi Olimpici rappresentano il top della stagione e tutto sarà subordinato ad esso.  Vorrei difendere il titolo di Campione del Mondo e cercare di finire in posizioni di vertice tutte le gare.  La gara olimpica sarà una lotteria, tutto può succedere.  Cadute, problemi tecnici, di salute .... quindi io non voglio rivolgere i miei obiettivi su un solo giorno.

 

C'è un biker del passato che hai preso come tuo ideale o qualcuno, anche dei giorni nostri, che stimi più di ogni altro?
Credo che Julien Absalon è stato al top per lungo tempo ed è riuscito a vincere tutto il possibile.  È quasi incredibile quante gare ha vinto e che continua ad essere ancora oggi tra i favoriti.

 

Oggi le gare dove si vincono?
Ovunque . Se io sono perfettamente preparato e se risco ad evitare i problemi.

 

Immaginiamo che la tua popolarità in Repubblica Ceca sia alle stelle e con lei anche quella della mountain bike.   Per la seconda volta sei stato proclamato "Re del Ciclismo", scavalcando ancora il grande Stybar, cosa si prova a vivere questi momenti?
E' un periodo molto buono per me e sto cercando di godermelo.  La Repubblica Ceca ha un sacco di ciclisti eccellenti, come Stybar, Kreuziger e altri.  Ecco perché io sono così felice di essere al top per due anni contribuendo a portare l'immagine della mountain bike nella consapevolezza di tutte le persone nel mio paese.

 

Che cosa suggeriresti a chi gestisce l'immagine della mountain bike attraverso gli eventi sportivi per aumentarne l'interessse?
E' necessario mantenere le radici di base della mountain bike, ma le competizioni professionistiche dovrebbero essere attraenti per gli spettatori.  Un'altra cosa importante è trasmettere le gare in televisione.  Tutto ciò dovrebbe attrarre nuovi partner e sponsor e nuovi riders giovani.

 

Corri da diversi anni con Specialized e sei stato uno dei primi top rider a credere nelle novità tecniche della Epic 29er, quanto ha influito questa convinzione sulle tue vittorie?
Già prima di provare la 29er avevo avuto informazione che Specialized è ad un livello molto alto per lo sviluppo di 29".  Quando ho provato la Epic 29er per la prima volta sapevo che non sarei mai più tornato alla 26".   Sono sicuro che la mountain bike 29" è il futuro per il cross country, così come per le marathon.  Naturalmente sto parlando del marchio Specialized.  Non posso paragonarlo alle altre marche, non so fino a che punto sono con lo sviluppo delle biciclette 29".

 

Il posto più bello che hai avuto l'occasione di vedere?
Nuova Zelanda

Chi ti piacerebbe conoscere?
Elvis Presley

Un messaggio che arriva dalla mountain bike?
Godere di tutta la libertà, unica, che offre la mountain bike.