:: Ha vinto il Crocodile Trophy. Chi? Jeroen Boelen..

Jeroen Boelen ha seguito Brentjens in Australia per aiutarlo a vincere il "Crocodile Trophy", rimasto solo, l'ex professionista ha messo in crisi Urs Huber, bestia nera del suo team mate nelle ultime due edizioni.  

06 novembre 2011

Tutto è iniziato durante l'imbarco dall'aeroporto di Schiphol, quando Bart Brentjens, in partenza per l'Australia a cercare al terzo tentativo di vincere il "Crocodile Trophy", si è sentito strano, debole, caldo e quando il campione olimpico di Atlanta ha chiesto ad una hostess un termometro, il destino di Jeroen Boelen improvvisamente cambiato.   Mai e poi mai avrebbe pensato di essere lui a vincere quella corsa che per Brentjens era quasi diventata un tormento, un'ossessione.  Negli ultimi due anni "Bartman" aveva lottato strenuamente fino all'ultimo con lo svizzero Urs Huber che lo aveva sempre piegato, ma quest'anno forse ce l'avrebbe fatta a mettelo sotto, voleva riprovarci e per questo si era attrezzato, portando in Australia con sè Boelen, non uno qualunque, un'atleta che in Olanda è qualcuno, uno che ha vinto sei titoli nazionali su strada e che nel 2010 alla sua prima gara in mountain bike aveva dato del filo da torcere a Brentjens proprio nella sua gara, il "Bart Brentjens Challenge", poi nel 2011, entrato nel team di Bart, il Milka-Trek Mountain Bike Racing Team aveva dimostrato la sua forza con due vittorie nazionali.

Jeroen Boelen ha seguito Brentjens in Australia per aiutarlo a vincere il "Crocodile Trophy", questa era la sua missione, ma quando la febbre e l'influenza del suo team leader si sono palesati, i piani del 33enne di Hertogenbosch sono cambiati, ora toccava a lui mettere i bastoni tra le ruote al favorito, Urs Huber.
Dopo 1.200 chilometri attraverso la foresta pluviale e l'entroterra del North Queensland, sotto la pioggia e il sole cocente, nella polvere rossa delle piste australiane, Boelen ha fatto il colpaccio e con quasi un'ora di vantaggio sugli australiani Wolfgang Krenn e Josef Benedseder, ha vinto a sorpresa il "Crocodile Trophy" stordendo anche Huber che alla nona tappa ha lasciato la corsa.
Ma il primo a sorprendersi è stato lo stesso Boelen che nella prima giornata, dopo che la tappa di Cairns era stata neutralizzata per il tempo pessimo, aveva detto:   "Quando ho appreso che Bart era malato ho realizzato di avere un grosso problema.  Il nostro piano di gareggiare insieme era andato in fumo.  Huber era il favorito ed è partito subito forte, mentre nei primi due stage io ho avuto un pò in difficoltà per la tanta salita, invece Urs si è dimostrato molto forte su questo tipo di terreno e ho perso tempo"

I primi due giorni del "Crocodile Trophy" sono stati particolarmente critici, erano 47 anni che non scendeva così tanta acqua dal cielo del Queensland e, le precipitazioni senza precedenti, hanno costretto gli organizzatori a modificare il percorso, ma era rimasta tanta salita, il terreno ideale per Huber.  Nella terza tappa Boelen è rimasto più vicino a Huber e per poco in un passaggio in un fiume, quando mancavano pochissime centinaia di metri all'arrivo non ha sorpreso lo svizzero.  Dopo quattro giorni Boelen ha capito che poteva rendere la vita difficile a Huber e che doveva provare a vincere, così nella tappa veloce di Irvinebank con un percorso privo di grandi difficoltà ha battuto in volata il leader della generale, ma è stato il giorno successivo quello decisivo per Boelen.  L'olandese del Milka-Trek Mountain Bike Racing Team ha attaccato tante volte Huber che nella tappa di Mt. Mulligan, la più lunga, ha avuto grosse difficoltà, come tanti altri ha forato e non ha potuto ristorarsi a causa del mancato rifornimento dei camion di assistenza ai ristori, bloccati sul fiume Mitchel, Boelen ha vinto la tappa e ha sfilato la maglia di leader a Huber:  "Abbiamo avuto tutti i problemi con il rifornimento, ma io avevo un sacco di cibo con me.  Vista la lunghezza della tappa, ho preso più cibo con me di quanto normalmente fosse necessario.  Non volevo rimanere in debito di energie e avevo anche abbastanza acqua per arrivare al traguardo.  Ho controllato regolarmente il mio computer e ogni cinque chilometri ho bevuto un pò, mentre Urs ha continuato a bere normalmente fino ad esaurire l'acqua, così non ne ha avuto più per il finale, è questo è quello che ha fatto la differenza.  Ho spinto forte e ho fatto un gap e in quel modo ho guadagnato sette minuti" ha svelato Boelen a fine tappa.

Questa lacuna è stata decisiva per Huber che sul podio ha scatenato la sua rabbia e il giorno dopo cadeva rovinosamente concludendo la tappa con il naso insangunato.  Purtroppo i guai per il campione svizzero marathon non erano finiti e nella penultima tappa di Starke alzava bandiera bianca a causa della febbre.   In onore di Jeroem Boelen all'arrivo di Cooktown veniva issata la bandiera olandese, il dominatore dell' edizione 2011 del "Crocodile Trophy" che ha vinto cinque delle nove tappe disputate.  Boelen è un ex stradista che però ha dimostrato di avere un grande tecnica, come lui stesso ha raccontato: "Ho iniziato a correre con la mountain bike la scorsa stagione, ma la mia prima bicicletta, vent'anni fa era una mountain bike, ma un'anno più tardi ho comprato una bici da strada per essere più veloce con la mountain bike e così ho iniziato a gareggiare su strada"

Dieci anni dopo Boelen è tornato a gareggiare in mountain bike, ma quando ha avuto l'opportunità di correre su strada con una piccola squadra professionistica olandese, la Van Hemert Groep Cycling, non ci ha pensato due volte: "E' stata un'esperienza nuova per me e le gare non sono state più solo un'avventura per me, così mi sono detto, spegni l'interruttore della mountain bike e goditi le nuove motivazioni".   Il suo miglior risultato in carriera è stata la vittoria nel Tour del Luik nel 2005.

Nel 2011 la carriera di Boelen è di nuovo cambiata e il 33enne olandese diventa il rooster del Milka-Trek Mountain Bike Racing Team: "Mi sono accordato con Bart con un contratto di un'anno, in questo modo avrei potuto dimostrare le mie potenzialità.  Mi sono trovato subito bene in questo team, per me era perfetto per correre ad alti livelli"  Nel corso della stagione Boelen è diventato uno dei top rider del Benelux, ha corso in Olanda il campionatp nazionale marathon, classificandosi sesto e quello cross country chiuso in ottava posizione.
Dopo aver concluso in 24ª posizione i Mondiali Marathon di Montebelluna Brentjens gli ha proposto un nuovo contratto per il 2012: "Penso che Jeroen sia un grande rider per il nostro team - ha detto Brentjens - "Ha iniziato solo quest'anno con la mountain bike e mi ha presto sorpreso, ha vinto il ranking KNWU ed è salito sette volte sul podio nelle gare nazionali, vincendone due"

Dopo la stupenda vittoria del "Crocodile Trophy", seduto nel suo posto sull'aereo che lo riportava a casa, Boelen ha iniziato a prendere in considerazione i suoi piani per il 2012 e a guardare il calendario per il prossimo anno, ci sono le gare di Coppa del Mondo e del Marathon Series, ma il "Croc" per lui rimane unico ....