Champèry (SUI) - Le lacrime di Catharine Pendrel hanno fatto rivivere ai tifosi canadesi i sogni mondiali, era dagli anni d'oro di Alison Sydor che una loro atleta non si issava sul tetto del mondo, hanno saputo aspettare con pazienza 15 lunghi anni in cui hanno sostenuto in giro per il mondo le loro ragazze e, finalmente a Champery il loro sogno è tornato realtà, quella dura realtà che gli appassionati polacchi hanno dovuto accettare con il secondo posto della loro Maja Wloszczwoska e, per noi italiani, ecco finalmente una medaglia, il bronzo di una stupenda Eva Lechner.
"Una grande Eva Lechner - commenta il DT Hubi Pallhuber - che ha corso con grande controllo, determinazione e lucidità mentale per mantenere la sua posizione. In discesa poi è riuscita ad esprimere il meglio di sé. Una grande soddisfazione".
"Sono contentissima - commenta l'azzurra - è la mia prima medaglia personale iridata e sono veramente felice. Oggi ci ho creduto fin dall'inizio gara e sono riuscita a correre in modo pulito, senza cioè arrivare al traguardo con problemi tecnici a differenza di altre atlete. Guardo a questa medaglia anche in prospettiva olimpica ma prima, concluso il mondiale e il mese di settembre dove parteciperò a qualche gara, mi prendo un attimo di pausa".

I pronostici sono stati rispettati, ha vinto Catharine Pendrel e i tifosi canadesi sono impazziti, le Maple Leaf Flag, le bandiere della foglia d'acero hanno sventolato in ogni angolo del tracciato di Champery, sono state per i primi due giri moderate nel loro agitarsi a supporto della loro beniamina in testa con Maja Wloszczwoska e, quando la polacca ha forato hanno incrociato le dita, l'avversaria più pericolosa della loro atleta era fuori e tutto era nelle mani di una Pendrel che non ha sbagliato nulla fino alla fine, con freddo calcolo ha controllato la gara per gar esplodere tutta la sua felicità al traguardo e piangere a dirotto quando sul podio ha finalmente indossato la maglia con i colori dell'arcobaleno mentre il suo inno nazionale e i suoi supporters la spingevano verso il cielo, verso un sogno mondiale che lei, insieme ai canadesi aspettava dal 1996, quando a Cairns in Australia l'icona femminile della mountain bike del nord America, Alison Sydor realizzava la tripletta iridata.

Poteva andare diversamente la gara della Pendrel se Maja Wloszczwoska ed una rimontante Irina Kalentieva non avessero forato nel terzo giro, la polacca stava dando del filo da torcere alla
canadese e forse, visto poi il recupero che ha messo in atto dopo aver sostituito la ruota e i suoi tempi sul giro nettamente migliori dei quelli della Pendrel, vincere. Alla fine la campionessa del mondo 2010 è riuscita a limitare i danni e a deporre con onore le armi, la medaglia d'argento inseguita con grande determinazione ha reso meno amara la sua giornata.
Dopo la foratura della Wloszczwoska e quella contemporanea della Kalentieva che insidiava la terza posizione di Eva Lechner, anche per noi italiani si sono riaccese le speranze per qualcosa di grosso, Eva, quando è stata raggiunta dalla Wloszczwoska ha reagito e ha tenuto finchè ha potuto il passo della polacca, una mossa che ha spiazzato la Kalentieva che ormai si era avvicinata pericolosamente alla campionessa italiana, così grazie ad una grande Lechner la bandiera tricolore è tornata dopo 11 anni, dal terzo posto di Paola Pezzo a Sierra Nevada, sul podio del Campionato Mondiale.
Brillante per la prima metà di gara, Gunn-Rita Dahle, ha avuto
il passo della Lechner, ma dopo la caduta nel quinto giro è sembrata disorientata, preda di una Nathalie Schneitter che ha fatto nella gara di casa da lei vinta lo scorso anno, il massimo per i tifosi svizzeri acciuffando il quinto posto finale a conclusione di una gara tutta in rimonta, preceduta da Irina Kalentieva e seguita dalla Dahle.
Dopo una battaglia che è durata per tutta la gara, la neozelandese Rosara Joseph ha avuto la meglio sulla bionda canadese Emily Batty, ottava davanti ad un'altra canadese, Marie-Helene Premont, ha concluso la top ten la statunitense Lea Davison.
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Campionato Mondiale 2001 : Classifica Donne Elite
1. Catharine Pendrel (Canada) in 1 ora 46' 14"
2. Maja Wloszczwoska (Polonia) a 0' 28"
3. Eva Lechner (Italia) a 1' 36"
4. Irina Kalentieva (Russia) a 2' 05"
5. Nathalie Schneitter (Svizzera) a 3' 27"
6. Gunn-Rita Dahle (Norvegia) a 3' 50"
7. Rosara Joseph (Nuova Zelanda) a 4' 24"
8. Emily Batty (Canada) a 4' 35"
9. Marie-Helene Premot (Canada) a 5' 01"
10. Lea Davison (Stati Uniti) a 5' 52"
