:: Ecco cosa racconta Kulhavy della sua ultima vittoria

17 agosto 2011

E' stato un fine settimana fenomenale quello di Nove Mesto, un'atmosfera incredibile con circa 20.000 spettatori, tutti per l'eroe locale, Jaroslav Kulhavy che con un'altra performance impressionante ha colto non solo la sua quarta vittoria in Coppa del Mondo in questa stagione, ma la celebrazione nel gotha della mountain bike davanti al suo pubblico, assicurandosi la Coppa del Mondo 2011. 


Il ragazzo di Ústí nad Orlicí aveva solo 12 anni quando nel 1997 sul tracciato di Spindleruv Mlyn insieme al padre aveva visto Miguel Martinez vincere l'unica gara di Coppa del Mondo che la Repubblica Ceca ha ospitato, lasciando quellla corsa con un sogno, tornare a vedere un'altra gara di mountain bike e lo spettacolo dei migliori riders del mondo, mai più "Jaro" avrebbe immaginato che diversi anni dopo tra i grandi dell'off road ci sarebbe stato anche lui e, sarebbe diventato un giorno il più grande di tutti.

Kulhavy diventò nel 2003 Campione Europeo e Mondiale Junior, poi al passaggio tra gli Under 23, nel 2007, fù vice campione europeo e concluse la sua prima World Cup in terza posizione, l'anno dopo partecipò alle olimpiadi di Pechino ottenendo il 18° posto e finì 11° nella Coppa del Mondo, conquistando a Pvelke Losiny il suo primo titolo nazionale da Elite.  Dopo un 2009 interlocutorio, convinse il suo team, il Rubena Specialized Birell, ad un maggiore impegno internazionale e nel 2010 esplose letteralmente tra i top riders, vincendo il titolo europeo e la medaglia d'argento ai mondiali dietro a Josè Antonio Hermida e concludendo la World Cup, che quest'anno è saldamente nelle sue mani, al terzo posto.

Passato ad inizio stagione nel team ufficiale Specialized Factory Racing, Kulhavy, dopo le prime due vittorie a Cipro e nel "Kamptal-Klassic Trophy" in Austria è salito sul podio in Sud Africa nella prima prova della Coppa del Mondo 2011, terzo dietro a Schurter e Absalon, per vincere la successiva in Gran Bretagna.  Dopo la piazza d'onore ad Offenburg alle spalle di sua maestà Julien Absalon, Kulhavy ha infilato una tripletta impressionante vincendo le gare di Mont Sainte Anne, Windham e Nove Mesto, intervallate dal titolo europeo XC e dalla medaglia d'argento ai Mondiali Marathon di Montebelluna e tra tre settimane in Svizzera vuole anche conquistare la maglia iridata di Campione del Mondo.

L'anno scorso José Antonio Hermida, dopo la conquista del titolo mondiale disse che Kulhavy sarebbe presto diventato il re della montian bike, a meno di un'anno di distanza le parole del Campione del Mondo 2010, hanno il sapore di un presagio, di un'incantesimo, che anche uno dei suoi più grandi rivali, Nino Schurter, fatica a digerire, "Ho provato stare con lui per un po'. No, non ha funzionato, Jaroslav corre un campionato diverso, è incredibile".  Nemmeno l'enorme pressione che Kulhavy ha subito nella gara in Repubblic Ceca, l'atmosfera tempestosa dei suoi tifosi, la sua faccia stampata su manifesti e cartelloni pubblicitari nelle città e nelle campagne circostanti Nove Mesto hanno scalfito, ha rotto l'incantesimo nello stadio del biathlon Ochoza Woods, che Kulhavy racconta così:  "E' fatta, ho raggiunto il mio obiettivo più grande nella gara di casa, ho vinto la quarta gara della Coppa del Mondo, è stato un trionfo totale.  Sono felicissimo, è il mio miglior risultato della carriera e sono molto soddisfatto"

Kulhavy è balzato in testa nel giro di lancio e non si è mai voltato per vedere cosa accadeva alle sue spalle, è rimasto al comando per sette giri fino alla fine, mai minacciato dagli inseguitori che invano hanno cercato di raggiungerlo:  "Non appena lo start ha sparato il colpo di pistola, sono schizzato via come un razzo, era la mia tattica, poi mi sono calmato e ho solo badato a tenere sotto controllo la tensione.  E' stata una corsa quasi surreale, il pubblico urlava impazzito come ad un concerto in un'atmosfera incredibile. 

All'inizio del primo giro ha cercato di venire con me il mio più grande rivale per la vittoria, Nino Schurter, ma dopo un pò è stato Hermida a inseguirmi, il pubblico era tutto per me, ero obbligato a vincere.   Ho cominciato a costruire il mio vantaggio, nonostante qualche piccola esitazione nei passaggi rocciosi tra le radici e le gambe stanche, ho c
ontrollato la gara fino alla fine e ho vinto senza grossi problemi, negli ultimi 500 metri mi sono letteralmente fermato, ho temuto di poter forare e ho percorso in trionfo lo stadio del biathlon davanti a 5.000 spettatori sulle tribune, ho sollevato la mia Specialized sopra la testa per tagliare il traguardo, con un grande sorriso, è stata la gara migliore dellla mia carriera.

Per la prima volta ho gareggiato con la Specialized S-Works Epic 29er del 2012, è molto simile al modello di quest'anno che ho usata sinora, la differenza è
principalmente la forcella SID 29 "con il nuovo sistema Brain, significativamente migliore dell'esistente Reba 29", inoltre ho potuto usare la nuova sospensione Fox Brain e alcune piccole modifiche come il comando per il deragliatore integrato nella leva del freno.  La bicicletta si è comportata perfettamente, sopratutto nelle parti tecniche dove potevo galleggiare e giocare con il mio corpo.

Questo fine settimana parteciperò alla prova finale della Coppa del Mondo in Val di Sole, questa gara mi servirà come preparazione ai Campionati del Mondo, cercherò di rimananere a contatto con gli altri riders e se mi sento bene cercherò di vincere ancora, voglio sopratutto studiare i miei avversari.   Vorrei ringraziare tutti coloro che mi appoggiano e soprattutto la mia famiglia, la mia fidanzata, il Team Specialized, il centro sportivo militare Dukla e naturalmente, tutti i tifosi che mi sostengono".