Pianeta Mountain Bike: Il 1990 è l'anno in cui hai ufficialmente iniziato ad andare in bici in maniera, come dire, seria. Dopo un paio di anni nelle categorie amatoriali sei passato agli elite. Cosa ti ha portato versa la mtb? L'altra tua grande passione, lo sci, c'entra qualcosa con la scelta appunto delle “ruote grasse”?
Marzio: è stata una casualità, con amici ho cominciato a praticare questa disciplina negli anni del periodo boom e da qui è nata una vera e propria passione. Lo sci è una cosa a parte ho cominciato a praticarlo con mio padre sin da piccolo.
Pmb: Da allora sono passati un bel po' di anni, ma non smetti di vincere, non smetti di allenarti in maniera tenace, caparbia, per dare del filo da torcere ad atleti che spesso hanno diversi anni meno di te. Cosa ti fa andare avanti? Basta solo la passione?
Marzio: La passione è la base di tutto anche se costa molto sacrificio e impegno prepararsi ma quando si viene gratificati dai risultati tutto viene dimenticato e continui ad andare avanti.
Pmb: Spesso gli allenamenti sono alienanti, senza parlare dei rulli...li usi? Devono esserci davvero motivazioni forti e tanta voglia di vincere e di centrare obiettivi sempre più sfidanti e al limite del possibile. Ti concedi ogni tanto qualche “passeggiata”/escursione con amici in gruppo tra le montagne intorno ai luoghi dove abiti? O solo dovere e allenamento?
Marzio: i rulli il meno possibile, proprio se il tempo meteo non permette di fare qualcosa di alternativo per alcuni giorni continui nel periodo invernale. Dalla fine stagione e durante l'inverno uscite con gli amici sia a piedi, mtb o ski-alp le faccio volentieri.
Pmb: Lo scorso anno hai vinto la Mongolia Bike Challenge, un sogno per tanti appassionati di questo sport. Un posto ai limiti dell'infinito, un posto davvero estraniante per certi versi, dove vai a letto in maglietta e ti alzi con gli sci, come è capitato lo scorso anno. Raccontaci un po' della tua avventura...bellezze, aneddoti, fatica, gioia..quante possibilità di vittoria ti davi prima della partenza? Quest'anno andrai a difendere il titolo?
Marzio: La Mongolia è un paese che mi ha sempre affascinato e quando c'è stata la possibilità di partecipare ad una gara a tappe non ho esitato ad accettare di partecipare. Innanzitutto è stata una bellissima esperienza di sport e di vita, sicuramente impegnativa soprattutto per l'ostilità del suo territorio, dal caldo alla neve, dal deserto alle montagne ma ne è valsa la pena. Con una buona preparazione e determinazione tutti possono partecipare. Personalmente lo scorso anno sono andato con un ottimo allenamento, avevo partecipato 2 settimane prima alla Transalp e sono partito anche con l'obbiettivo di vincere. Tra pochi giorni deciderò se tornare a difendere il titolo.
Pmb: In tanti, soprattutto gente che è hai margini della mtb, cioè che la vive in maniera “superficiale”, si chiedono qual'è la giornata tipo di un atleta come te. Un atleta che comunque per vivere fa anche dell'altro, un lavoro “normale”. Quante ore ti alleni al giorno/alla settimana, come mangi, quanto mangi, quanto è importante l'alimentazione e quanto sono importanti i cosiddetti momenti di relax, sia dall'allenamento che dalle gare che anche nel mangiare....insomma ti concedi dei momenti dove dici “ma chi senefrega” oppure solo dovere e poco piacere?
Marzio: Faccio una vita normalissima, lavoro part-time presso la PMP dove facciamo componenti per la mtb e il ciclismo, mediamente mi alleno dalle 2 alle 4 ore tutti i giorni e ho anch'io i miei momenti liberi per uscire la sera. Sono i fine settimana che mancano in quanto sono sempre impegnato per le gare.
Pmb: Nella tua carriera hai cambiato diversi team, diversi sponsor. Da qualche anno ormai sei nel team ufficiale Olympia che se ne guarda bene ovviamente a lasciarti andare. Credo che per essere così attaccato a questi colori, si deve essere creato tra te e il team ed i rappresentati appunto dell'azienda un particolare feeling che va oltre i semplici interessi economici, i contratti le clausole etc. Ritieni che per star bene in un team basta essere pagati profumatamente oppure servono altre cose per poter ambire tutti insieme a grandi obiettivi?
Marzio: Non sono molti i team che ho cambiato in quanto per 7 anni ho gareggiato per i colori Scott e ora da 10 anni per la cicli Olympia. Ovviamente mi trovo benissimo, sono supportato da una grande e seria azienda, credo nella qualità del prodotto con cui mi alleno e gareggio sempre con la possibilità di poterlo migliorare e si è creato un ottimo rapporto con i dirigenti e le persone che mi seguono.
Pmb: Quanto guadagna un'atleta elite? Eh, sappiamo che non ce lo dirai mai, ma proviamo a confrontare quello che guadagna un atleta come te, che fa sacrifici enormi per ambire a traguardi importanti e quello che si guadagna in altri sport, nei quali probabilmente si fatica molto meno...allora forse così è più chiaro che la passione è un fattore davvero fondamentale...giusto?
Marzio: In questa disciplina, rispetto a molti altri sport uno su tutti “il calcio” anche a basse categorie, non siamo mai ripagati abbastanza rispetto la fatica, i sacrifici e l'impegno che bisogna metterci per poter arrivare a certi livelli. Purtroppo anche i premi gara in importanti manifestazioni spesso sono ridicoli, quasi una presa in giro verso la categoria èlite. La passione è sempre la base di tutto.
Pmb: Tra le tue quasi 300 vittorie.., si intravedono gare davvero importanti e spettacolari, dure, faticose ma forse proprio per questo ancora più appaganti. Se dovessi scegliere il podio dei tuoi risultati migliori, sceglieresti le tre vittorie che ricordi con più gloria e gioia oppure ci sono anche risultati al di fuori delle vittorie che ti hanno reso ancor più orgoglioso di una vittoria?
Marzio: per quel che riguarda l'xc, la vittoria agli internazionali d'Italia al castello di Brescia in volata su Absalon è stato sicuramente un grandissimo risultato per me; per le marathon il campionato italiano di Selva di val Gardena, la Dolomiti Superbike e la Roc d'Azur, mentre per le corse a tappe la TransRockies in Canada in coppia con Johnny Cattaneo.
Pmb: Vogliamo salutare questo momento, celebrando un'atleta vero, un'atleta vincente, un'atleta con una classe e un talento poco comuni, con il più grande in bocca al lupo che posso farti, e con la certezza che per i “giovincelli” promettenti di oggi che si cimentano nelle tue stesse gare sarà ancora molto dura per qualche anno cercare di strapparti una vittoria. Grazie sinceramente del tempo che ci hai dedicato e...Vai forte, rischia forte!
Marzio: Vi ringrazio per l'intervista e auguro anche a voi di continuare ad avere sempre una grande passione per questo sport.