La World Cup di mountain bike è esplosa in Sud Africa in un bagno di sole che ha illuminato le stelle dello svizzero Nino Schurter e della cinese Chenguyan Ren, i vincitori delle gare Elite che hanno
festeggiato i loro trionfi nella prima giornata della massima series internazionale. La felicità dei vincitori, ha anche il naturale risvolto nell'amarezza degli sconfitti, le parole dei protagonisti e di chi ha mancato gli obiettivi spiegano alcuni perchè e descrivono i loro stati d'animo. Abbiamo raccolto, per archiviare la prima giornata della World Cup i commenti di chi è salito sul podio e di chi, invece era atteso, ma l'ha mancato.
Nella gara Elite maschile Nino Schurter ha dimostrato perché egli è l'attuale numero 1 al mondo, con la freddezza di un grande campione lo svizzero ha controllato una gara estenuante e si è precipitato al traguardo per cogliere la terza vittoria in Coppa del Mondo della sua carriera: ""E' stata una corsa impressionante che sono molto felice di aver terminato prima di Julien (Absalon). E' stato davvero grande aver vinto la prima gara della Coppa del Mondo. Absalon ha fatto un piccolo errore al Rock Garden, così ho deciso di spingere e sono riuscito ad aprire un gap di dieci secondi, poi ho lavorato veramente sodo
all'ultimo giro. La vittoria mi dà slancio, quindi spero di mantenere la mia forma nelle prossime gare" ha detto il Campione del Mondo 2009 esausto.
Schurter ha aspettato fino al penultimo giro per fare la sua mossa ed attaccare nel difficile e tecnico tratto del "Rock Garden", cogliendo di sorpresa Julien Absalon e aprendo quello che è diventato il suo vantaggio decisivo: "Non c'è niente da dire, Schurter ha vinto in modo pulito" - ha riconosciuto Absalon - "Era più a suo agio di me in quella discesa, dove io al penultimo giro ho fatto un errore e ho perso una decina di secondi. Ho avuto un buon riscontro da questa gara e una base di lavoro per le settimane a venire, per essere pronto a Dalby Forest, nel prossimo turno della Coppa del Mondo il 22 maggio"
Tra una settimana Absalon ritroverà Schurter nella Hors Class di Houffalize, la stagione non è ancora cominciata, ma la rivalità tra il campione e il suo giovane rivale la stà già rendendo eccitante.....
Fino a metà gara il ceco Jaroslav Kulhavy, terzo al traguardo, ma primo in sella ad una 29er, ha tenuto
testa a Schurter ed Absalon, ma quando i due hanno deciso di dare uno scossone alla corsa, il ceco della Specialized ha mollato la presa, badando solo a resistere al ritmo di Hermida, supportato dai suoi tifosi del fans club Slavik & Marosi: "Sono felice per questo tezo posto nella prima gara della Coppa del Mondo" - ha detto il Campione Europeo - "Ho tenuto il passo di Schurter e Absalon, poi ho dovuto andare al mio ritmo fino alla fine perchè non ho ancora la preparazione per tenere tutta gara il passo, sopratutto nella seconda metà di gara si è fatta sentire la fatica. Mi auguro la prossima volta di essere in grado di vincere"
Il trio Schurter, Absalon e Jaroslav Kulhavy ha avuto un avvio da sogno e ha negato al Campione del Mondo Josè Antonio Hermida, quarto al traguardo, ogni possibilità di annullare il gap. Nonostante gli sforzi dello spagnolo i tre davanti sono stati inavvicinabili e hanno continuato ad aumentare il loro distacco: "Nel primo giro mi sono caduti davanti un paio di corridori e ho perso tempo" - ha detto l'iridato della Multiva Merida - "Quando sono passata per la prima volta dall'area tecnica il mio divario dal trio di testa
era di 15 secondi. Ho fatto tutta gara cercando di recuperare, ma era chiaro che i tre davanti non volevano che il Campione del Mondo si agganciasse a loro. Ogni volta che ho ridotto il mio distacco, Schurter o Absalon si sono messi a lavorare perchè non potessi raggiungerli, in un circuito come questo e con il nuovo format delle gare di Coppa del Mondo, più corte degli anni passati, il distacco è stato insormontabile. Ho due obiettivi principali quest'anno, la Coppa del Mondo e il Campionato del Mondo, questo primo risultato non è ciò che volevo, anche se credo che un quarto posto non è un cattivo risultato per poter essere in grado di lottare per la generale alla fine dell'anno. Alla fine la regolarità è fondamentale per un titolo che non ho mai vinto"
Mentre il gruppo dei tre leader creava il divario sugli inseguitori, Marco Aurelio Fontana, con due giri molto veloci recuperava il ritardo di una partenza non buona e dalla 24ª posizione risaliva in quinta. Fontana
si è fatto strada e insieme a Hermida nel quarto giro stava per chiudere il gap con i leader, ma su uno dei gradini rocciosi del "Rock Garden" è scivolato e si è scomposto, tamponando il Campione del Mondo: "Ho avuto una partenza davvero brutta, ma sapevo che ero forte e potevo guadagnare posizioni così mi sono concentrato sul podio per tutta la gara. Sono contento di come è andata la gara, anche se ho fatto alcuni errori, a metà gara sul Rock Garden ho colpito il Campione del Mondo e ho dovuto fare qualche metro a piedi per poi negli ultimi due giri sprintare su ogni salita e volare in discesa per non farmi prendere dal trenino che avevo dietro" ha detto un'esausto Fontana al traguardo.
E' stata una giornata da dimenticare per l'eroe nazionale, Burry Stander, le speranza del sudafricano della Specialized di una vittoria in casa sono state spazzate via da un problema all'inizio del primo giro e da una spettacolare caduta all'ultimo, il rider del Team Specialized Racing ha attraversato la linea del traguardo in una deludente undicesima posizione: "Ho avuto un buon inizio e facevo parte del gruppo di testa, ma appena ho perso la concentrazione per un secondo, la mia ruota è scivolata" - ha detto Stander - "Ho danneggiato il mio deragliatore e ho potuto usare solo tre ingranaggi per il resto della gara. Sono riuscito a mantenere per un pò il sesto posto, ma sentivo verso la fine quelli dietro avvicinarsi e con la pressione addosso ho esagerato al Rock Garden capottando. Sono proprio felice di aver terminato tutto intero!".
La gara Elite femminile ha visto il ritorno della cinese Chenguyan Ren, che era scomparsa dopo i Giochi Olimpici di Pechino. Con pochi punti UCI, è partita con il numero di gara 47, su 55 partenti, ma già
dopo un giro era al terzo posto. Un giro più tardi Ren aveva superato la francese Julie Bresset che conduceva la corsa e dal terzo giro ha corso con la strada libera davanti. Oltre alla potenza, Ren ha mostrato un miglioramento impressionante nella gestione delle sue risorse e una sicurezza nella sezioni tecniche che ha affrontato meglio di ogni altra. Ren ha affermato di essere sorpresa della sua vittoria: "Non mi aspettavo di vincere, ho iniziato molto indietro e l'inizio è stato molto veloce. E' stato difficile passare all'inizio, ma poi quando la strada si è fatta più libera, ho potuto raggiungere le prime".
Julie Bresset ha raggiunto un'altissimo livello di prestazioni e ha fatto sognare i francesi che sono ancora alla ricerca in Coppa del Mondo dell'erede dei successi di Laurence Leboucher. Nel gruppo di testa nel primo giro, la 21enne della BH-SR Suntour non ha esitato a prendere le redini della corsa, poi quando la cinese Chenguyan Ren, che aveva già vinto tre volte in Coppa del Mondo l'ha affiancata, ha imposto un ritmo impressionante sulle salite. Quando la cinese è scappata, Julie ha mostrato una sorprendente serenità
e ha firmato il suo miglior tempo sul giro, aumentando il suo vantaggio sulla russa Irina Kalentieva, che non è riuscita a mettere in discussione il soprendente e inatteso secondo posto della bretone "Ho deciso di disputare la corsa Elite per progredire ancora di più anche se potevo correre tra le Under 23 e difendere il titolo 2010. La scelta si è rivelata intelligente e ho colto il mio miglior risultato della carriera, questo risultato mi dà una grande carica al morale in vista della prossima prova della Coppa del Mondo che si disputerà a Dalby Forest sul mio circuito preferito su cui ho vinto domenica scorsa una gara della series britannica"
La battaglia principale della gara sudafricana ha visto protagoniste per il terzo posto la vincitrice della Coppa del Mondo 2010, Catharine Pendrel e la medaglia d'argento ai Campionati Mondiali 2010, Irina Kalentieva. Le due hanno avuto anche dei momenti di confronto quasi fisico, dopo il primo giro, in un paio di occasioni la lotta è stata gomito a gomito nel cercare di superarsi l'un l'altra finchè la russa del Topeak Ergon Racing ha avuto il sopravvento sulla canadese: "Finire sul podio nella prima prova della Coppa del Mondo è fantastico ed è una
fortissima motivazione per le prossime gare" ha detto "Ira", mentre Catharine Pendrel ha raccontato così la sua gara: "Ho avuto una partenza lenta, al primo giro ero sesta, ma nel secondo sono riuscita a risalire in terza posizione. Quando Ren mi ha passato, ho provato a stare con lei, ma non è stato possibile, poi dopo una bella lotta con Irina ho concluso in quarta posizione la mia prima grande gara dell'anno. Sono contenta della mia forma in questo periodo dell'anno e ci sono ancora un sacco di gare"
La norvegese Lene Byberg ha preso l'ultimo posto sul podio ed ha dimostrato che è tornata in forma dopo una stagione condizionata da problemi di salute. Il suo ritorno tra le migliori bikers al mondo è stato accompagnato da un fantastico quinto posto, più la gara andava avanti, più la 28enne di Sandnes è sembrata essere più forte: "La gara è andata bene" - ha detto una felice Byberg - "Ho avuto una partenza OK e ho superato delle ragazze ad ogni giro. mi sentivo bene, è stato bello tornare di nuovo a questi livelli" Byberg, aveva concluso il primo giro in 15ª posizione, ma al terzo, ha conquistaro l'ultimo posto sul podio finale che si è cucita addosso con sicurezza: "La mia mtb Specialized era brillante, mi sentivo come se fossi tutt'una con essa" - ha detto la bionda norvegese che è stata anche contenta dei nuovi pneumatici Renegades- "I nuovi Renegades si sono dimostrati veloci e hanno anche una buona aderenza, ora ho tutto per continuare ad alti livelli"
Con una buona partenza dalla prima fila, Eva Lechner ha subito cercato di stare con le più forti e ha concluso il primo giro in settima posizione. La bolzanina della Colnago Arreghini Sudtirol ha reagito ne
l secondo giro scavalcando due avversarie, ma nei due successivi ha pagato lo sforzo facendo segnare tempi alti, nonostante tutto un posto nelle prime dieci era alla sua portata. Quando si trovava in scia della Campionessa del Mondo, Maja Wloszczowska, la nostra più forte atleta è caduta, concludendo in 15ª posizione: "Sono caduta nell'ultimo giro e ho perso cinque posizioni. Per essere la mia seconda gara di stagione mi sentivo abbastanza bene"
In precedenza Gerhard Kerschbaumer aveva firmato una superba vittoria del Team TX-Active Bianchi nella categoria Under 23, dopo un'emozionante duello con l'austriaco Alexander Gehbauer. L'italiano ha più volte tentato di togliersi di ruota il compagno di fuga, impresa che gli è riuscita nel corso dell'ultimo giro: "Sapevo di potermela giocare, ma stavolta credo di aver disputato una delle mie migliori gare in assoluto" - ha commentato Kerschbaumer al termine della prova - "Mi sono portato subito al comando e nei primi giri ho cercato di capire la forza dei miei avversari e di trovare il punto in cui avrei potuto fare la differenza. Nell'ultimo giro Gehbauer ha sbagliato una curva, così l'ho superato e sono riuscito a staccarlo lungo la discesa tecnica. A Nalles Gehbauer non era andato così forte: oggi non è stato per niente facile, e proprio per questo è una vittoria ancora più bella e importante".
Diego Rosa per alcuni giri ha dimostrato di poter gareggiare con i primi, ma a seguito di una rovinosa caduta, il giovane portacolori del Giant Italia Team ha riportato una frattura ad un dito, ritirandosi dalla gara nel corso del terzo giro quando si trovava in sesta posizione.
Photo: © Armin Küestenbrück
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