:: X-BIONIC 2011: PERCHE' IN 1.400 SI SONO PRESENTATI A ASOLA ?

NOI CI ERAVAMO GIA' POSTI IL QUESITO NEL NOSTRO ARTICOLO POST GARA, ADESSO DOPO ALCUNI GIORNI DI RIPOSO, E' L' ORGANIZZATORE MATTEO PEDRAZZANI CHE HA CERCATO UNA SPIEGAZIONE

11 marzo 2011

Asola (MN): Ieri pomeriggio(giovedì), mi son preso tre orette di tempo ed ho deciso di ri-farmi in bici tutto il percorso della X-Bionic Challenge 2011. Sole caldo, terreno asciutto, buona musica ... situazione ideale per un buon momento di relax dopo le dure ed impegnative settimane di lavoro precedenti.

 

Ho cercato di figurarmi gli argini cavalcati da circa 2800 ruote che girano, a fatica, sull'erba, un colpo d'occhio sicuramente notevole. Mentre pedalo, appena sotto la soglia, mi interrogo su due punti cruciali; perché così tanta gente ha scelto di venire a correre ad Asola? Siamo stati in grado di rispondere alle aspettative di ognuno di loro?

 

Nel frattempo mi ritrovo nel campo "tutta colla" appena dopo il ponte di Asola, il ritmo cambia ed il cervello mi dice che l'ossigeno serve più alle gambe che alla testa .... Cavoli, se questo tratto non è paragonabile ad una salita del 15%, poco ci  manca! Solo che in montagna dopo arriva anche la discesa che ti fa recuperare, in pianura no. Anzi, rapporto più duro, in piedi sui pedali e via! Per forza bisogna cercare di aumentare la velocità se non vuoi arenarti e farti arrivare dall'amico...

 

Sotto le mie ruotone da 29" il terreno torna  farsi più fluido e anche io torno a ragionare sulle mie questioni "amletiche". Penso che molte persone siano giunte ad Asola, prima di tutto, perché questa gara è stata la tappa di apertura di circuiti molto importanti: Prestigio 2011, Trofeo delle Regioni, Coppa Lombardia, River Marathon Cup. Chi ben comincia è a metà dell'opera e quindi come non mancare al primo appuntamento dopo il freddo inverno passato sui rulli, in palestra, a forza di tabelle, diete e rinunce? Sicuramente se questa tappa fosse stata posizionata altrove, molte meno persone sarebbero venute ad Asola. Mi nasce spontaneo un forte sentimento di ringraziamento sincero nei confronti degli organizzatori di questi importanti circuiti. Senza il loro contributo, senza i loro servizi GRATUITI sulle rispettive riviste (MTB Magazine e Tecno MTB), difficilmente avremmo raggiunto questo risultato. Averci dato fiducia ci fa onore.

 

 

Mentre penso scorrono velocemente i km, arrivo al bivio della scelta corto/lungo ... mi rendo conto che lo abbiamo segnalato poco. E' vero. Diciamo che abbiamo voluto forzare un po' la scelta verso il giro lungo, abbiamo pensato che 30 km sarebbero stati pochini. Anche io scelgo il giro lungo, stranamente dopo un riposo forzato di 10 giorni la gamba "gira" bene!

 

 

Di certo un altro motivo fondamentale che ha favorito una così alta partecipazione è legato al nome che sostiene questa gara: XBionic ! E non si tratta solo del pacco gara, importante e qualitativo come sempre. Ritengo che sia una questione di immagine. Questo grande marchio ha puntato tutto sulla qualità e sulla innovazione tecnologica. Questo grande marchio, negli ultimi tre anni, ha voluto porsi ai vertici dei marchi di abbigliamento. Le persone che stanno dietro questo grande marchio, Marco Redini e Giuseppe Bovo, hanno dato fiducia a noi  dell' Emporiosport Team di poter associare il proprio nome ad una manifestazione sportiva. Ed è proprio questo il mio cruccio più grande: un nostro passo falso non avrebbe sicuramente giovato positivamente sulla marchio XBionic. Al contrario, nel nostro piccolo, mi auguro di aver sostento il marchio Xbionc con un evento ben fatto.

 

 

Quando avevo provato il giro, circa 3 settimane fa, ricordo che si stava sulla parte alta dell'argine molto scorrevole, invece ora, che sto seguendo tutte le piste lasciate dalla bici transitate domenica,  scopro che gli abili tracciatori del percorso, Paolo e Carlo, hanno scelto di far passare il percorso tutto sull'erba sotto gli argini!  Sto pedalando anche contro vento e non si va avanti. Ma chi dice che queste non sono gare di MTB?

Non sono d'accordo. Sempre di MTB si tratta. Sarà un altro stile, sarà un'altra specificità, ma la fatica non cambia. Potrà non piacere a qualcuno, ma ritengo che, al contrario, possa anche piacere a chi non è amante delle salite o a chi ha paura di discese troppo tecniche o a chi si avvicina un po' alla volta a questa disciplina del fuori strada. Non mi va di esprimere giudizi così incisivi sui vari tipi di percorsi o su cosa è o cosa non è la MTB. Togli l'asfalto e per me è tutta vera MTB. Al massimo ci può stare un più moderno "mi piace" o "non mi piace", che si limita all'aspetto personale.

 

Arrivo nella stupenda Oasi delle Bine, vengo invaso da un piacevole senso di pace e tranquillità. Mi fermo a bere alla fontana e ... che puzza!! Effettivamente in molti me lo avevano detto ... Chiedo lumi al gentilissimo e disponibilissimo Francesco, gestore dell'Oasi, il quali mi tranquillizza dicendomi che, puzza a parte, l'acqua è assolutamente di qualità molto buona. Mi convince, ne bevo ancora un po', e riparto per gli ultimi 15 faticosi chilometri.

 

 

Anche senza frecce  non è difficile seguire il percorso di gara, a distanza più o meno regolare  di poche decine di metri, si trovano rifiuti di vario genere. Carte di barrette, confezioni di gel, boccettini magici e materiale vario. Non è piacevole. Non è piacevole vedere questa scia di immondizia; a maggior ragione non è piacevole se penso a questa disciplina che vede nel contatto con la natura il suo punto di forza. Sarà anche la mancanza di ossigeno, ma sarà mai possibile che se riesco a togliere la barretta dalla tasca non riesca nello stesso modo a rimettere la carta nella tasca, per buttarla poi nel cassonetto? Il senso civico inizia nelle nostre mani. Pazienza, vorrà dire che passerò la domenica pomeriggio sulla jeep, armato di sacco dello sporco, a ripulire gli argini.

 

 

Pedalo e ragiono. Nel cuore di ogni organizzatore, al di là dei soldi rimasti o rimessi, al di là del percorso, al di là delle sovrumane fatiche, c'è il forte desiderio di rispondere alla aspettative di ogni partecipante presente. Forse ogni persona che ricopre ruoli di comando, politici o lavorativi, si deve interrogare sulle risposte alle aspettative della gente, ma spesso prima vengo le proprie aspettative.

Organizzare un gran fondo è una bella esperienza. Di sicuro non ce la faremo mai ad accontentare tutti. E' impossibile. Vorremmo però che tutti possano percepire che ogni cosa fatta nasce da un lungo lavoro, non a caso. Scelte dettate dall'esperienza e dal personale obbligo morale di cercare di far trovare tutti a proprio agio.

 

 

Decisamente stanco, più di gambe che di testa, finalmente mi trovo nel rettilineo finale. Che bello spettacolo le transenne e gli striscioni che rendevano così "professional" questa via del centro di Asola. Al momento del via, domenica,  mi trovavo esattamente sotto l'arco e per veder transitare l'ultimo atleta sono passati 2 minuti e 20 secondi. Un fiume di persone che non finiva più, son salito sulla scaletta e non vedevo la fine perché andava oltre la curva. Che meraviglie l'apertura delle griglie.

 

 

Già le griglie .... altro grande punto di contrasti. L'alto tasso di agonismo porta a dei momenti critici. Litigare per l'ingresso in una griglia o in un'altra, mi da veramente fastidio. Ed ognuno ha le sue sante ragioni. Spesso mi piace mettermi dalla parte del tal atleta; ritrovarmi con un numero alto sicuramente non fa piacere. Ma come fare? La formazione delle griglie è studiata in funzione dei regolamenti e soprattutto, nel caso di Asola, è stata studiata in maniera da far coesistere tutti i vari circuiti di cui faceva parte. Non è per nulla facile. Sono state fondamentali delle scelte. E quando hai a che fare con molte persone, non puoi seguire la strada dell'amicizia o della raccomandazione, ma ti devi affidare a ciò che un regolamento dice. Potrà essere condivisibile o meno, ma di regolamento si tratta.

 

Come pensare di iscriversi all'ultimo giorno e pretendere di stare davanti ? Di sicuro molte persone avrebbero avuto il diritto di stare davanti, mi dispiace se sono state escluse, garantisco che non è stato per cattiveria, ma è stato per esigenza di fare le cose uguali per tutti e nel rispetto tutti.

 

 

Mentre scalo di rapporti e in agilità mi dirigo verso casa. Passo davanti al tendone che sta per essere calato e mi balza alla mente il grande lavoro del dietro le quinte. Quante persone coinvolte. Quanto impegno di gente che alla fine con il ciclismo non c'entra nulla. Quante persone alla quale i ciclisti non danno importanza perché non vedono nemmeno. Eppure ognuno di loro, con ruoli diversi,  è lì gratuitamente a lavorare per rendere ben organizzato questo evento. Mi piacerebbe che tutte queste persone abbiano la stessa importanza del vincitore, anche loro hanno diritto allo scalino più alto del podio. A loro va tutta la mia gratitudine e stima.

 

A tutti quelli del Team che si sono è sbattuti "prima, durante e dopo" (quest'anno non faccio nomi, ma che direttivo fantastico!)

A tutti quelli del Team che si sono sbattuti "durante"; è già più che sufficiente.

A tutti quelli del Team che hanno dato tutto correndo.

Alle donne del Team, un po' perché portano pazienza per sopportare noi uomini e molto perché hanno lavorato davvero tantissimo su più fronti.

Agli amici del Team, che sono venuti a fare qualche cosa ... che "se solo la sapevo prima, col piffero che ti aiutavo!"

A Marco e Giuseppe della X-BIONIC per ... tutto!

Al negozio Chek Point, perché in una settimana si può far molto!

Agli altri sponsor,  perché sono fondamentali!

Al giunta comunale di Asola, per il sostegno concreto e diretto.

Ai referenti dei vari uffici comunali che ci hanno dato la massima disponibilità esaudendo ogni nostra richiesta.

Al comando di Polizia Locale di Asola, per il notevole impegno e continuo monitoraggio della sicurezza.

Ai responsabili delle province di Mantova e Cremona e dei comuni interessati ... che senza il loro permesso non si faceva nulla.

Al Parco dell'Oglio SUD, per la fondamentale autorizzazione a passare nel'Oasi delle BINE.

Ai padroni dei campi che abbiamo attraversato con il percorso ed utilizzato per il parcheggio.

A residenti di Asola che abbiamo infastidito .... portate pazienza

Al centro sportivo A. Schiantarelli per l'ottimo servizio delle docce e dei bagni.

Alla protezione Civile di Asola per il coordinamento generale della sicurezza.

Alla protezione Civile di San Giovanni in Croce per averci aiutato.

Alla Ass. Naz. Carabinieri in Congedo per il supporto alle forze dell'Ordine.

Al Gruppo Scout di Castiglione delle Stiviere, perchè sono "sempre pronti".

Alla Ass. Naz. Alpini di Asola, perché non si tirano mai indietro.

Alla Croce Rossa sez. di Asola, per la loro grande disponibilità.

Alla sez. di Protezione Civile della Croce Rossa Provinciale, perché sono davvero professionali e attrezzati.

Allo speaker Alfio perché non si ferma mai!

Allo staff di PianetaMountainbike, per l'importante visibilità.

Alla ditta Foglieni per l'ottimo servizio del tendone.

Ai dottori che hanno girovagato in lungo e in largo, lavorando poco ... fortunatamente

Alla Ass. Santa Margherita di Castelnuovo perchè sono troppo forti e bravi.

Al Gruppo Giovani di Castelnuovo ... perché sono un passo avanti.

Alle persone della mia famiglia che sempre si mettono a disposizione ... con pazienza!

A Cassandra perché mi vuol far mettere la testa a posto!

A tutti coloro che in qualsiasi forma e misura hanno dato il loro contributo per questa manifestazione!

 


Grazie di cuore


L' organizzatore: Matteo Pedrazzani