Si è dunque conclusa domenica anche questa edizione del Campionato Italiano cross country, organizzati per la seconda volta in Piemonte, sede dell' evento il piccolo paesino di Torre Canavese. Il caldo intenso ha caratterizzato
entrambe le giornate, però sabato nel tardo pomeriggio è arrivata la pioggia che è scesa copiosamente durante la corsa dei Master-elite che infatti sono arrivati con le biciclette sporche di fango.
Pensate che durante l' arrivo di Zampese (ultima gara di sabato, partita alle 15:00) tutta la gente era nascosta sotto i gazebo per la pioggia intensissima che stava scendendo, e due ore prima il sole spaccava le pietre. Bella la sede logistica dell' evento ubicata in una campo che si trovava all' inizio del paese, tutti i gazebo e i furgoni dei team erano a fianco della linea dell' arrivo, con il mega track della Full Dynamix, posizionato proprio davanti al traguardo.
Di fronte c'era la postazione dei cronometristi di Real Time Nord Est guidati da Giuseppe Fiorito che hanno fornito in real time i posizionamenti degli atleti allo speaker dell' evento, il simpatico comasco Fabio Balbi (ha raccontato le corse, ininterrottamente per due giorni, dalle 9 di mattina alle 5 e mezza di sera). 
Tra gli stand c'era anche quello del main sponsor dell' evento il produttore mantovano di biciclette Titici Energy Bike, presente a Torre Canavese con Matteo Pedrazzani che tra le numerose mountain bike aveva esposto anche la nuovissima Drago da 29''. (www.titici.com) "Una piccola azienda che si è affacciata nel mondo della mountain bike da pochi anni ma che è già conosciuta ed ha voglia di emergere con le sue biciclette". Queste le parole del titolare, il mantovano Matteo Pedrazzani.
L' aria che si respirava era proprio quella del Campionato Italiano, si capiva che non si trattava della solita gara nazionale, si sentivano la parlata romana...quella veneta e poi c'erano i ragazzi super organizzati (grazie alle loro società) del sud tirolo che ovviamente tra di loro si esprimevano in tedesco. Abbiamo inoltre sentito i suoni delle vuvuzela e quelli dei campanacci legati al collo delle mucche al pascolo in montagna (tifosi trentini).
Abbiamo visto i bikers che per la prima volta hanno avuto la fortuna e la bravura di vincere il
tricolore.....gettarsi a terra sdraiati sul terreno, ancora increduli per il risultato conseguito. Un risultato che si ricorderanno per tutta la vita. E che dire del Master 4 Antonio Masini, che è da una vita che corre ma che ha dovuto aspettare tantissimi anni, prima di vincere la maglia tricolore.
Per la prima volta lo abbiamo visto piangere come un bambino, e pensare che lui ha una bambina, Martina alla quale ha anche dato il nome alla squadra il team Martina Paduano. Ebbene sabato, non era Martina che piangeva ma il papà Antonio. Anche questo è l' italiano. E cosa avrà pensato la mamma di Samuele, parliamo di Samuele Porro l' under 23 del Lissone Mtb che ha visto il figlio, tagliare il traguardo con la bandiera tricolore....
E chissa che bello il loro lunedì, al lavoro con una grandissima notizia da comunicare a tutti i loro colleghi.....un Campione d' Italia in azienda....
E secondo Voi avranno dormito con la maglia tricolore......fortunati loro....che invidia chissà che sensazioni si provano in queste occasioni...

Lo staff della federazione era presente al completo, abbiamo visto i dirigenti Riedmuller, Garniga, Stefanutti, Massari e Mazzoleni (quando li critichiamo, ricordiamoci che sono tutti appassionati come il 95% delle persone che amano la mtb e che nella vita hanno un altro lavoro, quindi dedicano tantissime ore del loro tempo libero allo sport che amano).
C' era ovviamente anche il segretario della FCI Mauro Centenaro, un bell' impegno anche per lo staff dei giudici nazionali impegnati per due giorni consecutivi a seguire una gara dietro l'altra. Pensate la giudice d' arrivo era una ragazza veneta che abita però a Milano. Anche a lei dovremmo dare una medaglia (come a tutti gli altri componenti della giuria), invece di starsene a casa a divertirsi, preferisce passare due giorn
i lontana da casa a seguire dei "matti" che corrono in mountain bike. Nel gruppo dei "matti" naturalmente c'è pure il sottoscritto che scrive questo articolo..
Domenica ovviamente si è vista Paola Pezzo che tra l' altro si è vista in sella alla mtb, mancava invece Huber Pallhuber, assente giustificato. Martedì è stato operato urgentemente per appendicite ed è uscito dall' ospedale venerdì. Non bisogna dimenticare le premiazioni con l' inno di Mameli che ha commosso molti corridori saliti sul gradino più alto del podio e impressionante il numero dei fotografi presenti, alle premiazioni delle categorie agonistiche.
Da segnalare la bella iniziativa di Riedmuller che in occasione de
lla premiazione degli elite ha chiamato sul podio, l' organizzatore Maurizio Lazzero e in segno di riconoscimento verso il suo lavoro e quello del suo staff, gli ha consegnato una maglia tricolore da mettere in bacheca.
E una parte importante l' ha giocata anche l' ufficio stampa curato da Sport Media, l' agenzia di Sandra Pinato che ha curato la comunicazione a questi Campionati Italiani, se in questi mesi avete letto notizie sul tricolore, ebbene erano loro che le scrivevano. E hanno lavorato come dei forsennati per due giorni, comunicando a stampa e televisioni i risultati dellì evento più importante della stagione 2010 del cross country italiano.
Avrete notato Giancarlo Camoirano, il giovane giornalista che lavora per Sport Media, fare interviste ai protagonisti, prendere classifiche e scrivere comunicati. Aveva la sua postazione vicina a quella dei cronometristi. Anche
lui assieme a Sandra ha fatto il suo italiano, due giorni con sveglia alle sette e conclusione della giornata lavorativa dopo le sette di sera. E il pranzo, chiedetelo a Giancarlo, Sandra o al loro fotografo Andrea...cosa hanno mangiato in due giorni.....Un panino e un piatto di pasta mangiato in fretta e furia, perchè anche questo è il loro lavoro, quando c'è da seguire un evento, anche il mangiare diventa secondario. Anche il giornalista il giorno del grande evento ha l' adrenalina in corpo che non gli fa sentire la fame....E finita la gara ...avevano anche loro il bel viaggetto in macchina verso casa....4 ore e mezza di macchina.
E i volontari, impiegati per 2 giorno sotto il sole, sono tutti da ringraziare. Penso ancora alle gentilissime signore che come delle provette cameriere portavano acqua e caffè a cronometristi, giudici e stampa. Ma non hanno fatto solo quello, hanno distribuito numeri, pacchi gara....
Alla fine è andato tutto bene, vuol dire che il Racing team Dayco ha fatto un bel lavoro, i piemontesi non sono persone che si danno tante arie, sono grandi lavoratori che badano al sodo. Parlano poco ma quando c'è da fare una cosa, la fanno bene.
PS: Nell' area download (file da scaricare) una chicca per gli appassionati di cronometri....i tempi giro per giro delle categorie agonistiche maschili: Junior, Under 23, elite. Il tutto grazie a Giuseppe Fiorito di Real time Nord Est